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Stilista tecnologico

Dizionario della moda
Piccolo dizionario relativo all’abbigliamento, alla moda, al costume, al tessile, alla sartoria e altro

Redatto da Mario Braghieri
 
ABITO DA COCKTAIL = Invenzione americana, i cocktail divennero popolari agli inizi degli anni ’20 e con la loro istituzione nacque la necessità di provvedere ad un appropriato abbigliamento. Questo, potendo essere indossato anche per la cena, mise al bando una volta per tutte l’abito da pomeriggio. L’abito da cocktail era lungo fino al ginocchio o poco sotto, realizzato di solito in: lana di peso leggero, raso, seta, velluto o altri tessuti preziosi, spesso ricamato, o comunque ricamato a decoro, e lasciava scoperte le spalle e le braccia. Per questo motivo l’abito da cocktail era spesso completato da un corto giacchino o bolero. L’abito da cocktail è rimasto popolare fino ai giorni nostri.
ACETATO = Tessuto di fibre di acetato di cellulosa, usate anche in mischia con cotone, viscosa, seta. La fibra fu inventata in Germania nel 1869. Chimici svizzeri continuarono le ricerche sul filato, che durante la prima guerra mondiale servì per la confezione dei teli per coprire gli aerei negli hangar. Negli anni ’20 un tecnico inglese produsse il primo tessuto. L’acetato è usato in tutta la moda femminile per il suo aspetto simile alla seta. L’acetato può essere lucido od opaco, ha una mano morbida, è elastico e ha il vantaggio che non si stropiccia, non si restringe e asciuga in fretta.
ACRILICO = Fibra sintetica messa a punto negli Stati Uniti nel 1947; è tra le fibre la più leggera, resistente alla luce, ed ad ogni condizione climatica. Non infeltrisce, non si stropiccia, asciuga in fretta e non deve essere stirata. Per la sua capacità di trattenere il calore, è una fibra usata nell’abbigliamento invernale. Il suo nome cambia a seconda del produttore (orlon, dupont, dralon ecc.).
AERTEX = Tessuto di cotone a nido d’ape, introdotto in Inghilterra alla fine dell’ottocento da tre personaggi che dal 1891 iniziano a produrre indumenti intimi femminili e in seguito anche per l’abbigliamento sportivo. Ora questo tipo di tessuto è prevalentemente usato per l’abbigliamento casual.
AGAVE = Fibra tessile che si ricava dalle foglie dell’omonima pianta grassa e che viene utilizzata per la fabbricazione di cordami.
AFRO = Acconciatura, realizzabile solo con capelli naturalmente o artificialmente crespi, ottenuta lasciando crescere i capelli in modo che assumano una linea a cespuglio.
AIGRETTE = Ciuffo di piume che orna il capo di certi uccelli, fra cui l’airone bianco. Si usava per abbellire i cappelli o infilato nello chignon delle acconciature di fine secolo. Tornato in auge nel periodo dell’Art Decò e sui cappellini degli anni ’40. Sul palcoscenico adornava gli abiti e le teste delle attrici di teatro e dei caffè chantant. Le modiste lo chiamavano asprì.
A JOUR = Termine francese che significa a giorno perché lascia passare la luce. Si ottiene sfilando uno o più fili dell’ordito e fermando insieme in piccoli raggruppamenti, uno o più fili di trama.
ALAMARI = Particolare tipo di allacciatura, realizzata spesso in passamaneria di seta o in cordoni che formano un’asola, dove viene fatto passare un bottone o, come per esempio il montgomery, una olivella in legno. La loro origine è militare. Oggi saltuariamente rivivono per ragioni decorative, per sottolineare una tendenza militaresca, come nei cappotti anni ’70, detti Anna Karenina.
ALETTA = Pattina che ricopre vari tipi di tasche
ALPACA = Pelo dell’omonimo animale, della famiglia dei camelidi, originario delle regioni delle Ande Sudamericane. Viene qualificato come lana, è impiegato nella fabbricazione dei tessuti che portano questo nome.
ALCANTARA = E’ il marchio di un tessuto sintetico, che prende il nome dalla città spagnola sul fiume Tago. Il tessuto comincia ad essere prodotto all’inizio degli anni ’70, su collaborazione di una ditta italiana e una giapponese. Tessuto molto fine e costoso, ha l’aspetto del camoscio o del velluto e si tratta come la pelle. Resistentissimo, non si stropiccia, si può stampare e ricamare. Impermeabile, è ideale per capospalla con interno di pelliccia.
A LA PAGE = Espressione francese che significa aggiornato. Si usa per indicare qualcosa che in un determinato momento è sulla cresta dell’onda, dunque alla moda.
ALLURE = Dal verbo francese aller=andare e che ha come significato andatura, portamento. Termine usato nel paesaggio della moda per indicare: l’immagine complessiva che si trasmette.
AMERICANA = Molto in voga negli anni ’50 in America (da cui il nome) è detta anche “spalla negativa” perché mancano le maniche.
AMICA = Settimanale femminile italiano di moda e attualità fondato nel 1962, edito da Rizzoli. Il nome lo scelse Dino Buzzati riprendendo quello di una pubblicazione degli anni ’30 che illustrava le creazioni dell’alta moda parigina. Attraversa vari momenti, dall’informazione femminile a quella pratica. La nascita dei supplementi femminili del Corriere della Sera ( IO DONNA ) e della Repubblica ( D ) provoca la crisi del settimanale. Dopo quarant’anni dalla sua prima uscita diventa un mensile. Il nuovo corso si differenzia per una ricerca estetica nella grafica e nell’immagine moda.
ANORAK = Giacca con cappuccio, originariamente in pelle di foca, portatadagli esquimesi che chiamavano anorak il vento. Nel corso del tempo, èdiventata il più popolare capo sportivo antivento realizzato ormai in tessuti ultratecnologici. La sua caratteristica è un’ampia tasca sul davanti alla maniera del marsupio.
ANIMAL PRINTS = Tendenza stilistica in voga fin dagli anni ’30 ed ora ripresa da molti stilisti. Usa tessuti e maglieria, stampati con disegni e colori che riproducono la macchia dei felini e dei rettili.
APPEAL = Voce inglese che fra i tanti significati ha: richiamo, attrazione.Termine che può essere riferito all’immagine e al fascino di una persona.
APPIOMBATURA = Trattamento con cui si rileva la caduta e la stabilità di un capo sul manichino o sulla persona, eliminandole i vari difetti.
APPLICAZIONI = Termine per indicare ogni elemento decorativo cucito, ricamato o disegnato su di un altro tessuto o su di un capo finito.
ARAN = Tipo di maglieria associato alle popolazioni delle isole omonime, al largo della costa occidentale dell’Irlanda. Realizzato in lana grezza, nella sua gradazione naturale di bianco, il maglione Aran ha come caratteristica motivi a rilievo come trecce-nodi. Tradizionalmente usato per maglioni, dalla metà del ventesimo secolo è usato anche per cardigan, soprabiti e sciarpe. E’ uno stile che viene sempre associato con la moda per il tempo libero.
ARMATURA = Tipologia dell’intreccio tra i fili dell’ordito e quelli della trama. La più semplice è quella a tela, dove i fili rettilinei, sono ortogonali tra loro. Ma l’angolazione dell’intreccio può variare dando luogo a nuovi tipi di tessuto
ARGENTINA = Maglione accollato a girocollo, dritto e quasi rettangolare, con maniche lunghe all’attaccatura ampia realizzata in vari filati.
ARGYLE = Il nome deriva da quello di un clan scozzese. Indica il classico motivo a rombi o losanghe, ottenuto con l’intarsio a jacquard tipico dei calzettoni o dei maglioni scozzesi. Viene usato soprattutto in maglieria.
ASCOT = E’ una larga cravatta detta anche plastron. E’ la cravatta del tight. Viene annodata al collo con un doppio nodo, fermato da una spilla. La sua forma è simile a quella del cache-col.
ARMY-SURPLUS = Sono praticamente gli scarti di tutto l’abbigliamento militare e che si poteva trovare nei mercatini dell’usato.
ARABESCO = Dicesi di tessuto che ripropone nei disegni lo stile dell’Arabia Saudita.
A RAMAGES = Tipo di stoffa in seta o cotone tessuta con motivi a foglia o a rami.
ASTRACKAN = Conosciuto anche come agnello di Persia o, più semplicemente persiano, è il vello dell’agnello Karakul allevato in Russia. Il termine viene anche usato per definire una stoffa pesante, in maglia o tessuto, la cui superficie è costituita da una fitta trama di riccioli, che imitano il vello dell’animale.
BABUSHKA = Foulard triangolare, in genere in cotone portato a scopo protettivo o come ornamento. Tradizionalmente elemento del guardaroba russo (il termine in russo significa nonna), per un breve periodo è stato in voga come accessorio folck delle mode contadine degli anni ‘70.
BABY DOLL = Il nome deriva dall’omonimo film di Elia Kazan girato nel 1956 ed interpretato da Carol Baker nel ruolo di una moglie-bambina che indossava un succinto pigiamino e si leccava il dito. Il film fece adirare l’allora cardinale di New York Spellman. Le lunghezze minime, le trasparenze sono le peculiarietà di questo indumento. A metà strada tra la biancheria intima e l’indumento da notte, dalla foggia vezzosamente infantile, è composto da una camicia scollata, senza maniche e tanto corta da fare intravedere le mutandine ornate di pizzi e nastri, utilizzati anche allo scollo e all’orlo della camicia.
BAGGY PANTS = Calzoni oltre misura, pieni di tasche e da indossare senza cintura. Sono tornati di moda con il trionfo dell’oversize comodo. Si ispirano agli abiti da lavoro (per il grande numero di tasche), all’abbigliamento dei danzatori in prova (per la grande libertà che concedono), alle divise dei carcerati (per il fatto che non necessitano di cinture). Per le ultime generazioni sono soprattutto il simbolo di un modo di vestire molto ribelle e trend. Si portano appoggiati sui fianchi in modo da intravedere l’intimo.
BANGLES = Ispirati ai gioielli tradizionali delle donne Masai, che li portano sia al braccio che al collo. I bangles sono una serie di tantissimi cerchi rigidi per lo più sottili, mischiati insieme, anche di materiali e colori diversi. Sono in uso in Europa dall’inizio dello scorso secolo.
BAIADERA = Tessuto stampato a fasce multicolori parallele e in contrasto. In origine era solo in seta, poi in altri filati quali il cotone ed il rayon. Indica anche un costume tipico delle danzatrici indiane, che dai fianchi scende fino a terra, con gonne aperte davanti e ampi pantaloni drappeggiati e fermati alle caviglie.
BANANA REPUBLIC = Catena di negozi americani, nota per aver innovato il guardaroba da viaggio esotico, da safari, da travestimento militare. Sahariane, bermuda, camicioni, tute, giacconi multi tasca. Il marchio debutta nel 1978 e nasce dall’idea di un cronista ed una illustratrice, marito e moglie della rivista San Francisco Cronicle.
BANDANA = Fazzoletto di cotone a fiori naif su fondo di colore forte, realizzato con metodi arcaici. Molto usato dai cow boy del west americano, portato ripiegato a triangolo per proteggere il naso e la bocca dalla polvere o legato sul capo annodato sulla nuca. Lo portano sempre e dovunque annodato sul capo il fotografo Bruce Weber, il mitico leader dei Nirvana Kurt Kobain e il ciclista Marco Pantani. Ora si vede molto nelle isole mediterranee, e in particolare modo a Pantelleria, riportata in auge da Giorgio Armani e dai suoi ospiti.
BANDEAU = Fascia di tessuto indossata sulla fronte per tenere indietro i capelli e nello sport per detergere il sudore. Il termine indica anche una acconciatura femminile della fine dell’ottocento, bassa e liscia con la scriminatura che divide i capelli in mezzo alla fronte in due bande raccolte dietro alla nuca e leggermente rigonfie sulle orecchie.
BARRACANO = Dalla lingua araba barracano significa stoffa grossolana. Mantello usato dalle popolazioni dell’Africa Settentrionale; il termine indica anche un tessuto grezzo di pelo di cammello o di capra, resistente ed impermeabile usato dai beduini del deserto. Indumento comune a uomini e donne, ora viene confezionato anche in cotone o seta.
BASIC = Termine inglese entrato in uso negli anni ’80 e che letteralmente significa fondamentale. Basic si usa per designare un abbigliamento di facile uso, pratico, disinvolto, di tono piuttosto sportivo. Si riferisce a prodotti semplici e accessibili a tutti. Un buon basico è costituito da jeans, T-shirt e scarpe da jogging.
BASTONCINO = Nel gergo tessile indica il disegno caratteristico dei tessuti di camiceria da uomo, formato da righe o strisce verticali, regolari parallele e alternate fra chiare e scure.
BATIK = Termine giavanese che indica disegno. Per batik si intende un tessuto, derivato dal procedimento per colorare stoffe con disegni originari dell’Indonesia. Si spande la cera sulle parti disegnate, quindi la tela viene immersa in un bagno di colore, essicato il colore e sciolta successivamente la cera, il disegno risalta. Questo tipo di tessuto è stato popolare negli anni ’60 e’70 nel periodo hippie.
BATISTA = Tessuto di cotone o lino molto fine e morbido e trasparente spesso usato per la confezione di capi di biancheria intima. Viene impiegato anche in camiceria e accessori sia maschili che femminili. Secondo la tradizione il nome deriva da Baptiste de Cambrai che produsse per primo questo tipo di stoffa nel secolo XIII°.
BEMBERG = Fibra naturale. Il nome deriva dalla ditta tedesca che per prima l’ha prodotta. Elastica, resistente e facile da tingere, appare alla fine dell’ottocento come sostitutiva della seta, utilizzata soprattutto per le fodere.
BELL BOTTONS = Pantaloni nati per le divise della marina sono stati l’emblema di una intera generazione a cavallo tra gli anni ‘60/’70. Il taglio della gamba si allargava sul fondo tanto da ricordare la zampa di un elefante.
BERTA = Scialle di cotone, lino o merletto che a metà dell’ottocento veniva portato sulle ampie scollature per coprire il seno. Oppure era applicata come una mantellina anche a più strati intorno alla scollatura. La portava la Regina Berta madre di Carlo Magno.
BEDFORD CORD = Espressione americana che indica un tessuto pesante in cotone equivalente al velluto a coste. Il nome deriva dalla città di New Bradford nel Massachusetts.
BENETTON GENERATION = Locuzione coniata dal cantautore Francesco de Gregori per definire le giovani generazioni non molto impegnate ideologicamente ma che adottano un look vivace e colorato.
BIKINI = Costume da bagno composto da una coulotte e un reggiseno. Lo crea nel 1946 Heim, stilista francese famoso per essere il creatore di moda per madame de Gaulle, chiamerà la sua creazione atome. Nello stesso anno uno sconosciuto stilista battezzerà il suo due pezzi BIKINI, dal nome dell’atollo nell’ Oceano Pacifico, dove in quei giorni gli Stati Uniti avevano attuato i loro esperimenti nucleari.
BISSO = Il filato omonimo, leggero e finissimo, deriva dai filamenti setosi e lucenti secreti da alcuni molluschi bivalve. I filamenti si cardano, filano, tessono come la seta. Si ottiene una stoffa soffice, delicata e morbida. Di qualità molto rara e costosissima, era il tessuto dei re e dei potenti. Per estensione viene definito bisso un tessuto particolarmente fine realizzato in seta o lino.
BLAZER = Dal verbo inglese to blaze, risplendere, sfavillare. Giacca sportiva blu mono o doppio petto in stile marina con bottoni dorati. Dalla fine dell’ottocento, in vari colori e fogge, ha fatto parte della tenuta sportiva degli studenti nei college inglesi, per il tennis e il cricket. Negli anni ’30 fu adottata come divisa marinara nelle località estive americane ed europee.
BLOUSON = Voce francese che sta a significare: blusa pesante, giubbetto. Indica il giubbotto in pelle chiuso da zip o da automatici a pressione. Molto diffuse negli anni ‘60 le espressioni:
BLOUSON NOIRE = Teppista parigino proletario identificato con il giubbotto di pelle nera.
BLOUSON DORE’ = Teppista parigino di ceto sociale elevato.
BLOOMERS = Pantaloni alla turca da portare sotto un’ampia gonna al ginocchio. Lanciati dalla femminista americana AMELIA BLOOMER nella seconda metà dell’ottocento per contrastare la moda imperante delle crinoline.
BLOOMINGDALE’S = Catena di grandi magazzini americani presente con 22 punti vendita in 10 stati americani. Fondata dai fratelli Bloomingdale nel 1872 sulla 56° strada a Manhattan.
BOMBER = voce inglese che significa bombardiere. Corto giubbotto stretto alla vita, usato dai piloti inglesi della ROYAL AIR FORCE e da quelli americani durante l’ultima guerra mondiale, per difendersi dal freddo delle alte quote. Moda che viene adottata dai giovani a cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, capo principale del loro abbigliamento casual assieme ai jeans, agli scarponcini ed agli occhiali da sole. Da allora fa parte del guardaroba di entrambi i sessi ed è stato realizzato in vari tessuti, sempre mantenendo lo stesso modello base: linea e maniche abbondanti, queste ultime chiuse ai polsi da tessuto elasticizzato, imbottitura, chiusa a zip e varia gamma di colori.
BODY STOCKING = Tuta molto aderente tipo calzamaglia di cotone o lana che avvolge tutto il corpo
BODY SLIMMER = Biancheria intima che fa risaltare la figura.
BOUCLE’ = Dal francese che tra i vari significati ha anche quello di arricciato. Trattasi di fibra in molteplici materiali che si arriccia in superficie. Ha molteplici usi in sartoria e maglieria. Famoso quello per i tailleur di Chanel.
BOURETTE = Tipo di tessuto realizzato con i cascami di seta che vengono scartati dal ciclo della lavorazione e che conferiscono alla superficie una caratteristica irregolarità.
BOXER = Voce inglese che significa pugile. Tipo di mutande da uomo di forma simile ai pantaloncini usati dai pugili.
BRAND = Termine inglese che significa marchio o marca usato in molte locuzioni.
BRA TOP = Top a forma di reggiseno. Lanciato da Madonna, è la divisa di tutte le teenagers. Cortissimo, praticamente sotto il seno lascia scoperto l’ombelico.
BROCCATO = Dal verbo broccare, che in campo tessile significa ornare una stoffa con una tessitura a rilievo. Preziosa stoffa lavorata con tessitura a jacquard, caratterizzata da disegni intessuti in rilievo, di solito fiori o figure in fili di seta, oro o argento. Il broccatello è più leggero del broccato e con rilievo meno accentuato.
BROCCATO = Tessuto di cotone sottile ad armatura larga, originario dall’India, utilizzato prevalentemente come tessuto per biancheria per la casa e come imbottitura.
BURNUS = Ampia mantella con cappuccio di origine araba, spesso ricamata ai bordi e ornata di nappe ad olivella. Veniva usato dalle popolazioni berbere dell’Africa Mediterranea. Tale foggia verrà recuperata dalla moda Liberty e in particolare da Mariano Fortuny.
BULKY = Maglioni di lana portati in forma oversize.
BULGARO = O cuoio di Russia. Pellame ottenuto dalla concia di pelli di cavallo, trattate con corteccia di pino, betulla, salice. E’ impermeabile ed emana un caratteristico aroma.
BUMSTER = Pantaloni a vita bassa tanto da lasciare vedere il sedere. Furono lanciati negli anni ’90 da Alexander McQueen.
BURLINGTON = Calzettoni a rombi dal deciso motivo scozzese. Furono prodotti in America a livello industriale negli anni ’20.
BURKA = La burka, originariamente era un’ampia mantella di loden, impermeabile, indossata soprattutto dalle popolazioni del Caucaso. Nel tempo è venuta ad indicare l’indumento che copre il viso e il corpo imposto alle donne del fondamentalismo e, in Afghanistan, dal potere talebano.
BUTTON-DOWN = Colletto da camicia con i bottoni alle estremità. Tale colletto era usato dai giocatori di polo inglesi per evitare svolazzi del collo durante il gioco.
CABAN = Ampia giacca in panno, di taglio sportivo. Per alcuni deriva dalla divisa dei cocchieri inglesi dell’ottocento e deve il nome al termine cab (carrozza). Per altri, invece, da un giaccone di marinai bretoni del ‘700. Caldo e funzionale il caban è stato realizzato nelle fogge e con i materiali più disparati.
CABOCHON = Indica un tipo di lavorazione di pietre preziose in forma convessa e completamente liscia. La forma generalmente è quella di una mezza sfera o di un mezzo uovo.
CACHE COL = Voce francese che significa letteralmente copri collo. Sciarpa leggera da uomo, di solito in seta, che si annoda morbidamente intorno al collo sotto il colletto della camicia aperta.
CAKI = Trascrizione di una parola persiana che significa color sabbia. Caratteristico color sabbia degli indumenti coloniali.
CAFETANO = Capo che si ritiene di origine dell’antica Mesopotamia. Di taglio morbido, è lungo fino alla caviglia, aperto sul davanti, ha maniche ampie e lunghe; in genere in cotone o seta, è chiuso da una fusciacca. Molti furono gli stilisti, da Dior a Y. Saint Laurent che si ispirarono alla forma del cafetano per le loro creazioni. Il suo modello base è anche usato per la camiceria da notte.
CACHEMIRE = Pregiata fibra naturale pettinata, ricavata dal vello della capra Kashmir che vive nella Mongolia Centrale, in Iran, Iraq, Turchia, Afghanistan. Conosciuto e usatissimo in Europa fino dal secolo XIV°. E’ sempre stato sinonimo di lusso.
CALICOT = Tela di cotone molto leggera, greggia o stampata, originale di Calcutta da cui prende il nome. Usata per abiti da lavoro e per il tempo libero. In italiano è sinonimo di cotonina.
CAMMELLO = Fibra di lana. Il pelo del cammello dà origine ad un filato pregiato. E’ tratto dal sottopelo che in primavera si stacca naturalmente. I raccoglitori che seguono le carovane hanno un ruolo determinante nell’approvvigionamento della fibra. I peli più pregiati vengono dalla Mongolia e dal Golfo Persico. La lana dei cammelli e dromedari è rossiccia e morbida nelle tonalità naturali.
CAMMEO = Pietra dura di pregio (onice, agata e simili) spesso con strati a colori diversi, o frammento di conchiglia nella quale sono intagliate a rilievo figure o teste per lo più di profilo. L’incisione dei cammei come arte finissima, fu praticata nel periodo ellenistico. Abbandonata per secoli, l’arte del cammeo rifiorì nel cinquecento ed è tuttora praticata a Napoli, Venezia, Firenze.
CAMOUFLAGE - LOOK = Termine franco-inglese, indica disegni a colori mimetici, tessuti stampati a macchie irregolari, spesso nei toni dei verdi, marroni e beige. Fu di moda fra i giovani degli anni ‘60/’70 e ripreso da quelli degli anni ’90.
CANADESE = Tipico giaccone usato dai cacciatori canadesi, con interno e collo di pelo, ampi tasconi e cintura in vita.
CANAPA = Fibra tessile estratta mediante macerazione e battitura dalla pianta omonima. Originaria dell’Asia Centrale, è coltivata oggi in molte regioni temperate come l’Europa e l’Italia. Se ne ricava un filato resistente e un tessuto dall’aspetto ruvido, a superficie irregolare, molto consistente.
CANAPINA = Tela di canapa, o anche di lino, più o meno fine e apprettata, si usa per imbottiture di giacche e per rinforzo nei pantaloni.
CANNELE’ = Voce francese che significa scannellato. Termine generico per indicare tessuti a coste distanziate, compatti e robusti. Usato anche per tessuti da cravatta.
CANNETE’ = Voce francese che significa pieghine a forma di cannuccia. Tessuto con sottili coste in rilievo un poco più marcate del gabardine.
CANGIANTE = Si dice di tessuto che cambia colore a seconda dell’angolo da cui è osservato, per effetto di armatura, colori o diverso finissaggio.
CANTU’ = Trine e merletti, pizzi prodotti a Cantù, cittadina della Lombardia.
CAPPA = Mantello largo senza maniche, con due aperture laterali per fare passare le braccia dotato di cappuccio e spesso foderato di pelliccia.
CARDIGAN = Dal nome del conte di Cardigan, comandante della cavalleria inglese durante la guerra di Crimea. Giacca di maglia di lana senza collo ne risvolti, con maniche lunghe e abbottonatura sul davanti, indossata dal conte di Cardigan e da altri ufficiali durante la guerra di Crimea.
CARGO-PANTS = Pantaloni di taglio disinvolto e sportivo, larghi e comodi, con grandi tasche laterali applicate e coulisse in vita.
CASENTINO = Tessuto di lana pesante, ruvido al tatto, rustico all’aspetto, talora mosso da alcuni brevi riccioli. Prende il suo nome dal luogo di origine, il Casentino, regione montana della Toscana nell’alta valle dell’Arno. Originariamente veniva tessuto in soli due colori: un caldo arancione e un vivido verde bandiera.
CASACCA = Dalla lingua russa Kasakin, tipico indumento della Russia Bianca. Simile ad una giacca ma meno strutturata, fermata in vita da una cintura.
CASUAL = Termine inglese riferito all’abbigliamento, indica un modo di vestire informale, pratico, disinvolto, identificato da jeans e capi altrettanto comodi per lo più destinati al tempo libero.
CASCAME = Residuo o scarto o sottoprodotto della lavorazione tessile. I cascami vengono talvolta impiegati per ottenere effetti speciali in filati e tessuti.
CATSUIT = Tuta intera molto aderente, in lana o materiale stretch. Il nome deriva dal successo del famoso musical Cats.
CERATA = Giacca lunga, con chiusure sul davanti e ai polsi, ermetiche all’aria e all’acqua, con abbinati pantaloni dalle stesse caratteristiche. Indispensabile a chi va per mare e pratica sport velici, la cerata fino a pochi anni fa era rigorosamente gialla e in tessuto impermeabile piuttosto rigido.
CHADOR = E’ il nome persiano del lungo velo nero che le donne musulmane portano per coprire il capo. Letteralmente significa tenda e serve proprio a coprire come una tenda. Spesso, oltre alla testa, copre anche il volto, lasciando scoperti solo gli occhi.
CHARMEUSE = Termine di gergo commerciale usato per definire un tipo di tessuto ad armatura raso, caratteristico per il diritto lucente e il rovescio opaco. Questo tipo di tessuto era molto usato negli anni ‘30/’40 per abiti da sera nei pesi consistenti e per biancheria intima nei pesi più leggeri.
CHEAP = Voce inglese che significa economico e a buon mercato. Indica un oggetto, un capo d’abbigliamento di scarso valore oppure una persona o una cosa priva di classe, mancante di stile.
CHECK = Termine inglese che, fra gli altri significati, ha quello di quadrettini. Nell’abbigliamento definisce un qualsiasi disegno a quadri del tessuto.
CHELSEA - BOAT = Stivali alti fino alla caviglia lanciati dai Beatles, con inserti laterali di elastico che sostituiscono i lacci o la cerniera.
CHEMISIER = Il termine compare negli anni ’50 ad indicare un abito chiuso davanti da bottoni, con o senza colletto, di linea essenziale proprio come quella di una camicia. Linea seguita da molti stilisti del passato: Worth, Poiret, Chanel, Lanvin.
CHEVREAU = Pelle di capretto usata per confezionare cinture, borsette e scarpe, conciata al cromo e lucidata.
CHIFON = Termine francese per velo, mussola. Tessuto di seta o fibre sintetiche, solitamente portata in vari strati e a tinte delicate. Tessuto trasparente in armatura a tela a base di filati fortemente torti: è estremamente leggero ma resistente oltre ad avere una mano soffice.
CHINE’ = Dicesi di tessuto, soprattutto di seta, screziato, variegato, striato con disegni sfumati e contorni imprecisi. Questi effetti si ottengono con la stampa del motivo sui fili dell’ordito prima della tessitura.
CHINZ = Termine che nella sua derivazione dalla lingua indu indica l’origine indiana di questo tessuto di cotone stampato, che un sottile strato di amido rende lucido ed impermeabile. Usato nell’arredamento già nel ‘600, stampato in accordo al gusto dell’epoca a fiori, frutta e coloratissimi uccelli. Il chinz, dal tempo della dominazione inglese in India, cominciò ad essere prodotto in Inghilterra ed Irlanda e di qui si diffuse in tutta Europa.
CINCILLA’ = Soffice pelliccia, dal pelo fitto e lungo, dell’omonimo roditore originario della catena delle Ande. Il pelo è di solito grigio chiaro con una striatura nera che percorre tutta la lunghezza della coda.
CIMOSSA = Bordo laterale del tessuto caratterizzato da una tessitura più fitta. Spesso reca il marchio di fabbrica ed altre diciture con le caratteristiche del tessuto. Proprietà della cimossa è anche quella di impedire lo sfilacciamento del tessuto.
CINIGLIA = Tessuto con una superficie particolare simile al velluto ma con il pelo alto e spugnoso. Fu inventata in Francia nel ‘600 ed è ricavata da un filato ritorto che ha inserite tra i capi delle fibre vellutate.
CIRE’ = Indica in abbigliamento un tessuto trattato con sostanze cerose, in modo da presentare una superficie liscia e lucida.
CLOCHE = Cappello da donna in voga tra il 1915/1930. Si tratta di un copricapo piuttosto aderente che copre la parte posteriore della testa giungendo a sfiorare il collo e calato sul davanti ombreggia la fronte, poteva essere provvisto di una piccola falda.
COLLIER DE CHEIN = Collana molto adente al collo, meglio se fatta di molti fili di perle montate rigide e tutte uguali.
CORSAGE =Piccolo bouquet di fiori da portare al punto vita o sul grembo di abiti da sera. Accessorio in voga tra il 19esimo e il 20tesimo.
COIRA = Fibra naturale grossolana e di colore bruno, ottenuta dalle fibre del guscio della noce di cocco.
COQUETTE = Definisce un abito od un accessorio dell’abbigliamento con un carattere civettuolo.
COSTUME = Il termine costume apparso nella lingua italiana già nel 1500, indica principalmente il modo di vestire dei popoli sia antichi che moderni. Questo termine indica solitamente un carattere di durabilità e di uniformità.
COTONE = Fibra tessile ricavata dalla peluria che ricopre i semi dell’omonima pianta. Il tessuto che si ottiene viene usato per ogni tipo di indumento, sebbene si addice maggiormente all’intimo e alla realizzazione di capi leggeri per la stagione estiva.
COW-BOY = Voce angloamericana che significa garzone addetto alle vacche. Definisce un modo di vestire basato sugli abiti da lavoro del cow-boy e dei pionieri americani. Molto di moda nel decennio ‘60/’70 con un ritorno di fiamma agli inizi degli anni ’90.
COUNTRY-LOOK = Stile mutuato dal guardaroba dei cow-boy, dei pionieri americani dei films western.
COUP DE PEIGNE = Letteralmente colpo di pettine. Pettinatura eseguita molto velocemente.
COUTURE = Il termine, abbreviazione di HAUTE COUTURE, si riferisce alla lavorazione di capi unici, non destinati al mercato di massa. Negli anni ’80 il termine indica però anche abiti la cui produzione è molto limitata.
CREPE = Tessuto di vario peso, ottenuto con filato fortemente ritorto, con un aspetto granuloso e rugoso:
CREPE DE CHINE = Non trasparente, morbido e liscio, lucido od opaco, spesso stampato.
CREPE GEORGETTE = Tessuto liscio, trasparente a grana finissima, è il più tipico e leggero di tutti i crepe.
CREPE MAROCAIN = E’ il più pesante, con trama leggermente in rilievo che crea un effetto di sottili costine.
CRETONNE = Dal nome di Creton, cittadina della Normandia. Robusta tela di cotone di peso medio, generalmente stampata, usata a volte anche nella camiceria maschile.
CRINE = Dal latino “crinis”, capello. Pelo della criniera o della coda del cavallo o di altro animale con cui si realizza un tessuto rigido utilizzato come supporto interno di indumenti, quali giacche e cappotti.
CUL = Tipico cuscinotto posto sotto la gonna per evidenziare il volume del posteriore, in uso presso le dame francesi del XIX° secolo.
DAMASCO = Tessuto operato in effetto damasco, è ottenuto con disegni lucidi su fondo opaco, a motivi geometrici o floreali. Di origine cinese, attraverso l’India e la Persia giunse a Damasco in Siria, che nel Mediterraneo era il più importante centro tessile. Il damasco è sempre in tinta unita, mentre i tessuti damascati sono lavorati come il damasco ma con filati di colori diversi.
DARK = Stile metropolitano spontaneo degli inizi degli anni ’80. Nero solo nero con qualche punta di rosso. Gli elementi principali dell’abbigliamento dark sono: capelli rasati tinti in nero o rosso, trucco scuro e pesante, pizzi e merletti con borchie e croci.
DECOLLETE’ = Termine che, entrato nella lingua francese nel ‘700, indica universalmente da allora la profonda e generosa scollatura di un corpetto, una blusa, ma soprattutto di un abito. In tempi recenti, la moda del nudo ha superato il termine a lungo rimasto valido per abiti di linea impero come per quelli a sirena.
DECOSTRUZIONISMO = Il termine negli anni ’90, ha indicato un gruppo di stilisti i cui capi di abbigliamento, con orli a vivo e colori scialbi, erano considerati come l’espressione più intellettuale del modo di vestirsi nato dalla cultura dei negozi di abiti a basso costo.
DEFILE’ = Il termine ormai in uso in tutte le lingue sta ad indicare una sfilata di modelli di abbigliamento.
DELFI = Abito ispirato al peplo greco, assomiglia ad una tunica. A forma cilindrica lunga fino a terra, stretto in vita da un cordone, si presenta in seta plissettata a mano, le spalle e le maniche sono trattenute da perle di vetro di Murano chiamate murrine.
DENIM = Tessuto di cotone a trama diagonale a fili bianchi e blu, da cui l’origine del termine.  Grazie alla sua robustezza, durata, lavabilità e  facile manutenzione è associato dalla sua nascita all’abbigliamento da lavoro. La produzione di massa di jeanseria, dagli anni ’70 in poi, lo elegge a divisa giovane per eccellenza.
DINNER-JACKET = Locuzione inglese che significa letteralmente giacca da pranzo. L’espressione indica una giacca da sera maschile, nera o bianca o in altri colori.
DEMI-MONDE = Locuzione francese che sta a significare il mondo dimezzato, usata per la prima volta da A.DUMAS. In contrapposizione con il grande mondo, il demi-monde descritto da Dumas era un gruppo sociale formato da persone si eleganti ma equivoche, che vivevano di espedienti.
DERBY = Termine che proviene dal conte di Derby che nel 1780 istituì una gara riservata a puledri di tre anni, che da allora si disputa a Epson in Inghilterra. Principalmente il termine sta ad indicare un certo tipo di scarpa maschile di genere sportivo, con le alette sedi degli occhielli per i lacci sovrapposte alla mascherina.
DESHABILLE’ = Indumento femminile di varia forma, sciolta e quasi sempre lungo, realizzato in tessuto leggero, da indossare sulla camicia da notte nell’identica stoffa. Nella sua accezione più ampia il termine può anche significare una persona non totalmente in ordine e completamente vestita.
DEVORE’ = Tecnica di lavorazione su velluto, praticabile anche su merletto e tessuto con i motivi ornamentali desiderati. Si realizza usando un prodotto chimico che attacca la superficie lasciando il disegno voluto.
DIRNDL = Abito tradizionale del Tirolo, caratterizzato da un’ampia gonna mollemente raccolta al punto vita, per creare morbide pieghe nel tessuto.
DIVISA = Termine derivato dall’aggettivo diviso, in quanto anticamente si trattava di una foggia d’abito divisa in più colori. E’ da sempre un vestito completo di accessori che indica il grado e l’appartenenza di chi lo indossa, un tempo era usato da tutti i membri di una casata o di una confraternita. Oggi la divisa viene indossata soprattutto dai militari, da chi appartiene a determinate categorie o svolge attività particolari.
DJELLABAH = Mantello con cappuccio originario del Marocco, lungo fino al ginocchio e oltre, provvisto di ampie e lunghe maniche e portato aperto al collo. Il capo era spesso profilato da una treccia e originariamente realizzato in cotone o lana. Negli anni ‘60/’70 la sua linea ha ispirato molti stilisti nella creazione di cappotti e abiti.
DOLCEVITA = Dicitura proveniente dal film di Federico Fellini: “La dolce vita”. Pullover leggero, aderente e a collo alto, indossato dal protagonista del film, un reporter interpretato da Marcello Mastroianni.
DOLMAN = Capo maschile originario della Turchia, simile ad un cappotto lungo. Verso la metà dell’ottocento, era un capospalla femminile di taglio militaresco con alamari e olivelle e profili in treccia di seta, era spesso fornito di ampi baveri.
DOMINO = Mantello largo e lungo con cappuccio, all’origine solo nero, poi in tessuti preziosi e colorati. Da indossare su capi importanti da sera. Tipico della città di Venezia. Unisex, si porta a carnevale per i balli mascherati.
DOPPIOPETTO = Tipo di allacciatura usata per i capospalla nella quale si sovrappongono le due parti del davanti e si chiudono con due file di bottoni. Presente sia nella moda maschile che in quella femminile. La giacca a doppiopetto deriva dalla divisa della marina britannica del primo ‘900, che aveva in origine sei bottoni ed era aderente al corpo.
DRALON = Fibra sintetica, di produzione tedesca, nelle sue caratteristiche simile alla lana.
DRAP = Panno molto fine di lana pettinata, morbido, setoso, adatto per abiti da sera. Il drap pettinato è adatto per abiti eleganti e da cerimonia, come lo smoking e il frack, il cardato per soprabiti da uomo.
DRESS = Voce inglese. Abbigliamento, abito, vestito.
DRILL = Tessuto di cotone molto robusto e pesante, simile al denim ma più leggero. Nel passato era usato per la confezione di divise militari o abiti coloniali.
DRITTO FILO = In un tessuto, la direzione che segue l’andamento della cimossa o della trama. Le stoffe sono tessute con i fili longitudinali, che intersecano i fili trasversali. Quando questi fili si incontrano ad angolo retto, la stoffa è in drittofilo.
DROP= Nel settore della confezione maschile, indica il rapporto tra la misura del torace e quella della vita, di cui si deve tener conto per avere una buona vestibilità.
ENTREDEUX = Fascia di pizzo inserita tra i lembi di una stoffa. Ornamento classico per biancheria, viene usato anche per abiti e camicette.
ERMELLINO = L’ermellino appartiene alla famiglia delle donnole, però è più grosso e ha la coda più lunga terminante in un ciuffo nero. Durante l’inverno l’animale cambia pelo e dal colore bruno che ha normalmente acquista un colore bianco candido, tranne la punta della coda che rimane nera. Un tempo veniva usato solo per manti regali, ed era infatti il simbolo della regalità. Le migliori pellicce di ermellino provengono dal nord della Siberia.
ECRU’ = Indica un tessuto crudo o filato allo stato greggio. Può anche essere usato per indicare il colore naturale di un filato.
EFFETTO MINUTO = Si usa per indicare un tessuto con disegni a soggetti piccolissimi da sembrare quasi una tinta unita.
ELEGANZA = Dal latino “elegantia”, che sta a significare la capacità di scegliere. La vera eleganza è inconscia e naturale e ignora le mode. L’eleganza è un dono ed è indipendente dalla classe sociale. L’eleganza si può definire, un distillato di stile, equilibrio e sublime semplicità. Giorgio Armani in proposito in un’intervista dichiarava: “…..quando si parla di stile penso sia il vero ed unico lusso che va ricercato, quando si parla di eleganza penso al silenziatore che bisogna mettere all’urlo del trend per conquistarla…..”
EPONGE = Termine francese per spugna, riferito ad un tipo di tessuti spugnosi, porosi e morbidi molti dei quali in cotone, popolari sino dagli anni’30, per l’abbigliamento estivo e da spiaggia.
ESKIMO = Così chiamato perché ricorda la giacca degli eschimesi. Giaccone sportivo, ampio con cappuccio orlato di pelo, chiuso sul davanti da zip od alamari, in tessuto impermeabilizzato. E’ stata una delle divise sessantottine delle rivolte giovanili.
ESPADRILLAS = Termine spagnolo che indica originali calzature estive artigianali, realizzate con suole di corda e tomaia in tessuto. Originariamente erano portate dai pescatori, sono tornate di moda negli ultimi anni.
ETAMINE = Tessuto in tela, di cotone o fibre sintetiche. Molto leggero e trasparente, ma robusto. E’ usato come rinforzo in sartoria, nei tendaggi o come supporto per ricami.
ETNICO = Termine nato negli anni ’60 quando gli stilisti cercarono ed esperimentarono nuovi approdi estetici, ispirandosi appunto agli abiti di popoli lontani e sconosciuti. Abito etnico molto spesso è un abito semplice e comodo oppure abilmente realizzato ed elaborato, ma soprattutto ispirato agli abiti-costumi di popolazioni che non appartengono al mondo occidentalizzato, soprattutto dal: Sudamerica, Africa, Oriente, Isole del Pacifico. Questa è la condizione per cui si può parlare di etnico. Il messaggio multiculturale si è ormai profondamente radicato nella moda contemporanea.
EVENING-DRESS = Dalla lingua inglese è entrato nel parlato globale e sta ad indicare l’abito da sera.
EXECUTIVE = Si chiama così il look della donna in carriera, della donna manager, della donna che ha scelto la professione, della donna che ha voluto dimostrare di essere in grado di svolgere lavori che la società riserva esclusivamente agli uomini. Si tratta di completi con gonna o pantalone e giacca spesso gessati, completati da una camicia di taglio maschile.
FACON= Voce derivante dal latino “factio” che significa foggia oppure modo, maniera. In abbigliamento vuole dire foggia, lavorazione, fattura, confezione, modello.
FAILLE = Tessuto di seta o fibre sintetiche, di aspetto simile al taffetà, ma a grana più marcata, con coste evidenti in diagonale. Viene usato per abiti da gran sera.
FAIR-ISLE = Maglione dai disegni geometrici e multicolori portato alla ribalta dal principe di Galles, il futuro re Edoardo VIII°, negli anni ’20. Prende il nome dall’arcipelago delle isole Shetland. Oltre i disegni geometrici questo maglione è caratterizzato da un girocollo molto allargato.
FASHION ADDICTED = Locuzione anglo-americana, dal tono in generale sarcastico e spregiativo che significa letteralmente, “…chi si è dato, dedicato alla moda…”.
FASHION VICTIM= Vittimadella moda è chi, senza capirci niente, segue in modo passivo e imperturbabile il gusto e le indicazioni dello stilista preferito ed è succube del griffato.
FEDORA = Nome di un’opera teatrale di Victorien Sardou, specialmente scritta per Sarah Bernhardt e rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1882. In area anglosassone indica il classico cappello morbido di feltro, con un incavo al centro della cupola e la falda ricurva, originario dal Tirolo austriaco.
FELPA = Tessuto di cotone più o meno pesante, con un lato peloso, morbido e vellutato. Dà il nome ai capi confezionati in questo tessuto, dalle felpe per jogging e ginnastica, ai maglioni elementi indispensabili del vestire casual. Hanno fatto epoca negli anni ’60 le felpe con stampato il nome delle università americane.
FELTRO = Già conosciuto dai Sumeri. Materiale non tessuto ma ottenuto pressando un intreccio di peli o fibre animali, dopo averlo trattato con vapore o particolari sostanze chimiche. Il feltro usato per abbigliamento e accessori, dà anche il nome ad un cappello classico, sia maschile che femminile, con falda rialzata e cupola ornata da un nastro in gros grain.
FERRONIERE = Gioiello femminile portato sulla fronte, molto in voga nel 1400. Era formato da una pietra preziosa incastonata che cadeva a goccia e sostenuta da un cordoncino in seta o da un sottile cerchio in oro.
FESTONE = Motivo ornamentale, smerlo o punto di ricamo per rifinire l’orlatura di biancheria.
FEZ = Copricapo a forma di tronco di cono, rosso con applicata al centro un lungo cordoncino che termina a nappa, che veniva usato dai turchi dell’impero ottomano. Prende il nome dalla vecchia capitale del Marocco. Oggi è adottato in alcuni paesi arabi. In Italia, un berretto analogo fa parte dell’uniforme dei bersaglieri. In epoca fascista un tipo di fez nero veniva usato dagli appartenenti alla milizia.
FIAMMATO = Tessuto con ingrossamenti irregolari che solitamente vengono considerati come difetti tecnici, ma che nel caso dello shantung danno una superficie irregolare molto apprezzata dai creatori di moda.
FIANDRA = Tessuto in lino molto pregiato, proveniente dalle Fiandre. Fabbricato su telai, che creavano un disegno geometrico o floreale, in origine era usato solo per la biancheria da tavola o da bagno.
FICHU = Piccolo scialle, piegato a triangolo, che si porta sulle spalle o intorno al collo. Di grande moda nel 1700, ornava i decolletè che erano troppo profondi. Era in seta, mussola, batista o anche in tulle spesso bianco od ecrù. Oggi indica in certi tipi di foulard a carattere rustico o folkloristico.
FIGURINISTA = Antesignano dello stilista contemporaneo al disegnatore di moda, lo è chi disegna figurini per la moda, per gli spettacoli teatrali, cinematografici o televisivi.
FIGURINO = Disegno che rappresenta abiti, biancheria o qualsiasi tipo di indumento e che illustra fogge e particolari di un abito.
FILANCA = Nome commerciale di una fibra sintetica, elastica e opaca di mano morbida. Molto usata per la calzetteria e per i costumi da bagno.
FILIGRANA = Decorazione di filo metallico finissimo in oro o argento, ritorto ed intrecciato. Il filo lavorato viene spesso saldato ad una struttura di supporto.
FINISSAGGIO = Sono una serie di trattamenti: meccanici, chimici e altro messi in atto per cambiare il comportamento di un tessuto: impermeabilità, ingualcibilità, brillantezza, stabilità.
FIORE = Nell’abbigliamento si chiama fiore lo strato, il lato pregiato dei pellami per confezionare scarpe o altri accessori.
FLANELLA = Tessuto di lana o cotone rifinito con particolari finissaggi.
FLISELLINA = Impasto di fibre artificiali e sintetiche, simile ad un feltro ma sottilissimo e reso rigido con appretti, prodotto espressamente per rinforzo di abiti.
FLOU = Indumenti ampi e morbidi, staccati dal corpo, spesso in stoffe leggere e trasparenti, a volte impiegate a più strati.
FOLK = Voce inglese che sta a significare popolo. Nel campo dell’abbigliamento indica uno stile ricavato dai costumi popolari o contadini.
FOLLATURA= Dal latino fullare=calcare. Processo di rifinitura di un tessuto, per cui prima si sollevano le sue fibre superficiali e poi si appiattiscono. Tipico procedimento a cui viene sottoposta la flanella.
FONCE’ = Participio passato del verbo francese foncer, che significa scurire. Termine riferito ai tessuti per indicarne prevalentemente tinta scura o cupa.
FOULARD = Indica un tessuto di seta leggera o un fazzoletto da collo.
FOURREAU = Sottoabito di seta o raso che completa un abito trasparente.
FRAC = Vestito maschile, oggi usato per occasioni molto formali, con giacca corta fino alla vita sul davanti, e che si prolunga dietro in due falde dette code di rondine.
FRANCESINA = Scarpa bassa o con tacco medio, piuttosto accollata, con mascherina stringata, quasi sempre a tre buchi.
FREE-FOR-ALL = Termine usato per un tipo di abbigliamento che risponda al piacere di vestirsi liberamente.
FRESCO = Tessuto di lana particolarmente leggero per abiti estivi da uomo e da donna.
FROU-FROU = Vengono chiamati così tutti gli ornamenti e le decorazioni (balze, voulant, pizzi, rouche, fiocchi, ecc.) che rendono frivolo e lezioso un indumento.
FUSCIACCA = Sciarpa di stoffa che fascia la vita, usata spesso come cintura sia per abiti femminili ed uniformi maschili.
FUSTAGNO = Tessuto di cotone poco pregiato, molto robusto e con l’aspetto che ricorda le pelli scamosciate.
GABARDINE = Tessuto resistente ad armatura diagonale con struttura serrata, liscia e ben rasata. Può essere costituito da fibre naturali come lana e cotone oppure sintetiche e può essere di diversi pesi. Molto usato per la confezione di pantaloni, gonne, impermeabili.
GALLONE= Striscia di varia altezza o materiale, intessuta a motivi ed usata come decorazione.
GAMBALETTO = Calza in nylon autoreggente, al polpaccio o al ginocchio, comoda da indossare sotto i pantaloni.
GAMMLER LOOK = Modo di vestire generalmente trascurato venuto di moda a fine anni ’60. Composto da abiti usati, jeans molto vecchi e rotti, camicie e maglioni molto grandi, gioielli orientaleggianti.
GANDOMA = Ampio mantello di lana bianca o nera in cui si avvolgono i Tuareg per ripararsi dalle tempeste del deserto.
GARCONNE = Termine derivato dal titolo di un romanzo francese del 1922: “La garçonne “ considerato all’epoca estremamente spinto, dal momento che descrive con realismo i rilassati costumi sessuali di una studentessa della Sorbona. La protagonista portava capelli molto corti, cravatte, camicie e giacche di taglio maschile. Essa divenne il simbolo della donna attiva e moderna. Artefice principale di questo stile fu Coco Chanel.
GARZA = Nome originario da Gaza in Siria, è un tessuto leggero in cotone, seta, lana. Trasparente e sottile, irregolare e morbido, a trama aperta e rada.
GARZATO = Dicesi di tessuto con superficie pelosa, ottenuta mediante la garzatura, passando cioè la stoffa sopra cardi o garzi naturali rotanti.
GESSATO = Tessuto di lana pettinata o flanella, disegnato a sottili righe verticali chiare che sembrano appunto tracciate con il gesso.
GHETTE = Gambaletti di tessuto o di pelle che si mettono sopra le scarpe, fissate da un laccio sotto la suola, nell’incavo del tacco. Sono chiuse da una fila di bottoncini laterali.
GIAGUARO = Detto anche tigre d’America. E’ un felino da cui si ricava la pelliccia di colore fulvo, con macchie nere piene o ad anelli, con all’interno macchie più piccole.
GIBUS = Dal nome del cappellaio parigino che lo inventò nell’ottocento. Cappello a cilindro in feltro lucido e rasato, dotato di sottili molle interne per cui poteva essere appiattito e portato sottobraccio.
GILET = Corpetto aderente, senza maniche e abbottonato sul davanti, da portare sotto la giacca. Comincia ad apparire nell’abbigliamento maschile già nel 1600. Con questo termine viene comunemente indicato anche un indumento in maglia di lana o cotone con o senza bottoni.
GIPSY-LOOK = Modo di vestire degli anni ’70 che si ispirava al mondo dei gitani.
GINGER-GROUP = Erano così chiamati i modelli prodotti in serie creati da Mary Quant.
GIRLIE-LOOK = Tipo di abbigliamento ispirato alle Spice Girls che doveva esprimere il potere alle ragazze. Il look consisteva in abiti trasparenti e sexy (stile lingerie), stivali alla cavallerizza, capelli raccolti in trecce.
GLACE’ = Definisce tutto ciò che nell’abbigliamento ha un aspetto lucido simile ad una superficie ghiacciata.
GLAMOUR = Secondo i dizionari inglesi significa: fascino, prestigio. Oggi è sinonimo di stile, seduzione, evoca qualcuno che brilla di luce propria senza eccessi. Anche un brutto può essere glamour, è soprattutto una questione di personalità.
GOBELIN = Tessuto ad arazzo intrecciato a mano o tessuto operato simile agli arazzi. Riproduce quadri, dipinti a soggetti floreali, attraverso diverse trame ed orditi che danno vita a molteplici effetti e colori. Prende il nome dalla famiglia dei tintori francesi Gobelins.
GODET = Taglio svasato e scampanato di gonne, abiti e mantelli ottenuto inserendo uno o più teli a triangolo e in sbieco per aumentare il volume e l’ampiezza del tessuto.
GORGIERA = Colletto rigido pieghettato o increspato. Ebbe il suo grande splendore nella moda spagnola della seconda metà del 1500.
GRANITE’ = Termine per indicare un tessuto di lana granuloso al diritto e liscio al rovescio.
GRISAGLIA = Termine generico per indicare qualsiasi tessuto specialmente in lana con filati grigi o con effetto grigio.
GROS-GRAIN = Espressione francese che sta a significare a grana grossa. Tessuto compatto di solito in seta e in forma di nastro o di fettuccia con pronunciate nervature.
GUANACO = Lama delle Ande non addomesticabile. Fibra tessile ricavata dall’omonimo animale, che ha un mantello giallo rossiccio.
GUIPURE = Antico merletto a fuselli o ad ago, eseguito con pergamena e filo ritorto di seta, in oro o argento.
GURU = Parola indiana che significa maestro. Nel campo dell’abbigliamento maschile indica una casacca lunga fino quasi alle ginocchia con maniche lunghe e fornita di un collo a fascietta.
HABILLE’ = L’aggettivo francese significa letteralmente vestito. Nell’uso comune il termine indica un abito, un modo di vestire particolarmente elegante.
HANDMADE = Voce inglese composta da hand=mano e made=fabbricato. Manufatto, fatto a mano: dicitura che si può trovare in abiti e calzature inglesi.
HIMALAYA = Tessuto di cotone tipo tela con fiamme irregolari in trama simile a quello dello shantung.
HIPSTER = Calzoni a vita bassa, che si appoggiano aderenti ai fianchi lasciando scoperto l’ombelico. Già di moda negli anni ’60, anche se in maniera più pudica di ora.
HOT-PANTS = Pantaloncini molto corti che coprono appena il sedere.
HUSKY = La giacca da caccia più copiata al mondo. E’ un marchio creato oltre trent’anni fa, da una coppia di americani che si sono specializzati in abbigliamento per i climi freddi. La giacca è in nylon trapuntata con colletto in velluto millerighe e chiusa con automatici a scatto.
IHRAM = E’ il pezzo di stoffa di cotone candido in cui si avvolgono gli uomini per raggiungere la Mecca. Ihram significa condizione di purità con cui si entra nella Ka’ba.
IMPRIME’ = Si dice di qualsiasi tessuto stampato, anche se gli imprimè più famosi sono quelli di seta o chiffon.
IKAT = Tipo di tessuto di seta prodotto a Giava, Sumatra ed Indonesia.
INDIANA = Tela a colori vivaci, solitamente di cotone o di altra fibra.
INDIAN-LOOK= Moda in auge alla fine degli anni ’60, quando si affermò tra i giovani un abbigliamento arricchito di frange, profili, cinturoni e allacciature asimmetriche.
INFORMALS = Termine usato per tessuti stampati con motivi astratti.
INTERLOCK = Tessuto di cotone a maglia molto simile al jersey di lana.
IRISE’ = Dicesi di tessuti con riflessi madreperlacei.
IUTA = Fibra tessile ricavata da una pianta della famiglia delle tigliacee, analoga alla canapa, utilizzata per farne cordami, spaghi, sacchi. E’ coltivata prevalentemente in India e nel Pakistan.
JABOT = Voce francese che significa letteralmente gozzo di uccello. Indica l’antica pettorina settecentesca di batista o seta, ossia una sorta di cravatta a forma gonfia come una sorta di gozzo, ornata di pizzi e ricami, oggi diventata esclusivamente patrimonio dell’abbigliamento femminile.
JACQUARD = Denominazione data a stoffe di lana, cotone o altre fibre con effetto damascato.
JAIS = In italiano gaietto. Si ottiene da una lavorazione di una varietà di lignite durissima proveniente dall’Asia Minore. Il jais è stato usato nelle applicazioni con forma di perline e canutiglie, per decorare stoffe, per la fabbricazione di bottoni e frange.
JERSEY = Tessuto di maglia, morbido ed elastico che si cominciò a diffondere nell’ottocento nell’isola di Jersey per capi sportivi e comodi.
JUNGLE-LOOK = Stile che diventa di moda agli inizi degli anni ’90, ispirato a quella militare (tute mimetiche, stampati che riprendono motivi e colori della foresta tropicale).
KARACUL = Pelliccia nera e ricciuta ottenuta dalla pecora da cui prende il nome, originaria delle regioni meridionali della Russia.
KASHA = Tessuto di maglia morbido e setoso, ottenuto dalla mischia di lana e vello di capra.
KARNAK = Cotone egiziano molto pregiato che ora non viene più coltivato. Si continua però ugualmente ad usare il termine karnak per i cotoni finissimi e pregiati.
KEFIYEH = Indica un telo di stoffa tessuto a piccoli rombi geometrici, usato come copricapo dai beduini, è anche simbolo della lotta palestinese per l’indipendenza da Israele.
KELLY - BAG = Borsetta per signora creata da Hèrmes, caratterizzata da manici corti. Negli anni ’50 fu di grande moda perché usata dalla principessa di Monaco Grace Kelly.
KEPI = Cappello militare francese, rigido, più o meno alto, con visiera eveletta coprinucasvolazzante, sottogola in vernice nera o cuoio, ricoperto di panno.
KIMONO = Veste giapponese morbida e dalle ampie maniche da fermare in vita con un obi, sorta di larga fusciacca. Introdotto in Europa nel milleottocento ispirò i pittori ed artisti in genere.
KING-SIZE = Locuzione inglese che letteralmente significa misura da re. Normalmente la dicitura viene usata per indicare misure fuori dal normale, più grandi dell’usuale.
KIPPA = E’ lo zucchetto portato dagli ebrei praticanti. In sinagoga lo mettono anche i bambini al momento della preghiera.
KNICKERBOCKERS = Si tratta dello pseudonimo di uno scrittore che scrisse la storia di New York. Nel capo dell’abbigliamento indica dei calzoni alla zuava fermati sotto il ginocchio con un bottone od una fibbia, del tipo che usavano gli immigrati olandesi in terra americana e che fondarono Nuova Amsterdam divenuta poi New York. Il libro portava delle illustrazioni di immigrati olandesi con il tipo di pantaloni sopradescritti.
KOHL = Polvere scura usata anticamente per truccare le palpebre degli occhi. E’ usata ancora oggi dalle donne arabe.
K-WAY = E’ il marchio francese di una giacca impermeabile, che fu prodotta per la prima volta negli anni ’60. Oggi questo indumento viene realizzato in vari modelli e con i materiali più disparati, sempre impermeabili con cappuccio, ripiegabile in una tasca-marsupio, con chiusura lampo e apertura solo per la testa.
LAMBSWOLL = Lana di agnello inglese, particolarmente soffice e pregiata, usata per confezionare tessuti o maglie molto delicate. Questa lana proviene da un agnello di 6/8 mesi, tosato per la prima volta e quindi di qualità finissima, e le sue fibre sono chiuse all’apice perché mai tagliate prima.
LAME’ = Tessuti eseguiti con l’introduzione di fili metallici, oggi laminati sintetici piatti, lucentissimi e molto resistenti. Tradizionalmente in oro ed argento, ma anche in altri colori dai riflessi brillanti.
LAMPASSO = Tessuto di seta originario dalla Cina, a grandi disegni colorati su sfondi cupi impiegato per tappezzerie ed arredamenti, ma anche per paramenti ecclesiastici.
LANITAL = Fibra artificiale tratta dalla caseina del latte. Scoperta nel 1935. Essendo l’anno delle sanzioni e dell’autarchia che propagandava l’autosufficienza dell’Italia, fu prodotto dalla SNIA viscosa.
LASTEX = Era il materiale maggiormente usato per busti e corsetti di inizio secolo. Il nome e il marchio registrato di un’industria americana che ha brevettato un filo di gomma elastica combinato con la seta o il rayon.
LAVALLIERE = Larga cravatta morbida, generalmente in nero, annodata a fiocco. Deriva dal nome di Luise de la Vallière, favorita di Luigi XIV°.
LEACRIL = Fibra sintetica prodotta in Italia. Ha molti vantaggi: è resistente e morbida, leggera, soffice ed elastica.
LENCI = Panno leggero e compatto di vari colori. Prende il nome dalla ditta fondatrice che per prima lo produsse a Torino. Il panno viene impiegato per la confezione di pupazzi e orsacchiotti.
LINEA = E’ la caratteristica che contraddistingue il capo d’abbigliamento esterno o intimo, nel suo complesso e nei particolari che lo contraddistinguono. Le linee vengono date dal taglio, dal volume e dalla lunghezza del capo.
LINO = Una delle più antiche fibre vegetali conosciuta fino dal 6000 a.c. Venne fin dall’antichità consacrato tessuto regale e destinato alle vesti regali e sacerdotali. Per secoli è stato legato a rituali divini. Dalla pianta del lino si estraggono fibre destinate alla filatura e tessitura e grani oleosi impiegati a scopi industriali e medicinali.
LEITMOTIV = Termine usato anche nella moda per indicare un capo particolare o un modello che ricorre spesso nel corso di una sfilata o una collezione di uno stilista da cui nascono poi altri modelli.
LISEUSE = Piccola giacca femminile in lana o pizzo, da indossare stando seduti a letto, per proteggere le spalle.
LOOK = Voce inglese che può significare sia sguardo, colpo d’occhio sia apparenza, aspetto. Nel campo della moda e dell’abbigliamento è un termine molto usato e può essere riferito sia ai suoi significati tradizionali sia a concetti moderni come quelli di stile o immagine.
LORGNETTE = Occhialetto con cerchio e manico di tartaruga o metallo per signora.
LUPETTO = Maglia maschile e femminile realizzata nei materiali più diversi, caratterizzata dal collo che ben aderente sale fino a metà gola e non è doppiato.
LUREX = E’ il marchio di una fibra metallica introdotta sul mercato americano negli anni ’40. E’ sempre in mischia con lana, seta o cotone.
LUSTRINO = Detto anche paillette. Dischetto lucente in metallo o materiale sintetico realizzato in una infinità di colori. Ha un forellino centrale, spesso fermato da una perlina dove passa l’ago per cucirlo sul tessuto.
MACRAME’ = Di origine araba come nome e come lavorazione, è un pizzo molto pesante e consistente, formato da una serie di nodi e intrecci.
MADAGASCAR = Tipo di seta rarissima ma molto pregiata, che si ricava dalla bava di un ragno che vive appunto in Madagascar.
MADRAS = Tessuto leggero di cotone originario dall’omonima città dell’India prodotto a righe o a quadri, viene usato prevalentemente in camiceria.
MADREPERLA = Termine riferito ad alcune conchiglie di molluschi, è un materiale duro ed iridescente che copre la parte interna dellaconchiglia. La più preziosa è quella grigia che viene da Tahiti.
MAKO’= Varietà pregiata di cotone egiziano, di colore giallo-rossiccio. E’ così denominato dal suo primo coltivatore da cui prese il nome Makò Bey. Oggi si dà questo nome a tutto il cotone proveniente dall’Egitto.
MALACCA = Varietà di canna d’India molto usata fin dall’ottocento per la fabbricazione di bastoni e manici di ombrelli.
MANO = Termine che si riferisce alla sensazione che il tessuto offre al tatto: morbida soffice, pastosa, secca dura, rigida, liscia ecc.
MAO - LOOK = Forma tipica dei completi che si ispirano all’abbigliamento da lavoro della Cina di Mao: giacca lunga accollata, monopetto con il collo a listello.
MATELASSE’ = Indica quei tessuti di lana o seta leggermente imbottiti e trapuntati.
MERINOS = Razza di pecore originarie della Spagna che è stata esportata e incrociata in tutto il mondo. Famosissima per la finezza del suo vello.
MARABU = Vaporose piume dell’omonimo uccello che vive in Asia e Africa, usate per guarnire abiti, cappelli, vestaglie.
MAREZZATURA = Operazione in cui viene creato l’effetto onda su di un tessuto che diventerà quindi marezzato.
MAROCCHINO = Tipo di cuoio ottenuto, conciando pelli di pecora, capra o montone con una concia vegetale chiamata sommacco.
MELANGE’ = Filato ottenuto mischiando fibre di vari colori, normalmente bianche e nere o bianche e brune.
MERCERIZZATO = Cotone sottoposto ad un trattamento con soda caustica per cui diventa più lucente e forte. Il nome deriva dall’inventore del procedimento: J. Mercer.
MIDI = Lunghezza dell’orlo degli abiti e gonne fino a circa metà polpaccio.
MEDINETTE = Termine che ha a lungo significato in Francia la giovane apprendista delle case di moda, dove in attesa di trasformarsi in petit-main svolgeva molti lavori dalla vendita alla consegna a domicilio.
MISCHIA = Operazione che permette di unire fibre di lunghezza e qualità  diverse, ottenendo tessuti con determinate caratteristiche.
MODELLISTA = Tecnico specializzato che esegue fedelmente i modelli dei figurini, consentendo la realizzazione dei capi.
MODISTA = Questo termine è oggi riservato a chi crea, confeziona, orna cappelli per donna, nelle più svariate forme e in diversi tessuti, da foggia particolare a feltri e paglie.
MOHAIR = E’ il pelo della capra d’angora allevata nella regione anatolica, nel nord Africa, nel Texas, in Messico. E’ pelo fine, soffice, lungo, lucente anche dopo la tintura.
MOIRE’ = Indica un tessuto di seta a riflessi cangianti, che presenta marezzature. Usato per abiti da gran sera.
MONGOLIA = Pelliccia ricavata dal vello del montone o dell’agnello provenienti dalla Mongolia, con un pelo molto folto, lungo e ricciuto. All’origine solo bianca e beige è stata tinta in tutti i colori. Molto di moda nell’abbigliamento etnico degli anni ’70.
MORDORE’ = Fu una tonalità di gran moda negli anni ’30, poi quasi del tutto scomparsa. E’ un colore bruno caldo con successivi riflessi in oro.
MOUFLON = Tessuto usato soprattutto per cappotti, è a pelo lungo, molto folto, caldo e soffice. Il nome deriva dalla pecora selvatica simile alla capra che vive in regioni impervie dell’Europa Meridionale.
MUFFOLA = E’ un tipico guanto intero senza dita ad eccezione del pollice. Molto usato per i bambini e lo sport.
MUSSOLINA = Tessuto leggero, finissimo trasparente anche se lievemente croccante per la sua semplice armatura a tela, grazie al suo filo ritorto. Originario della città di Mossul in Iraq da cui prende il nome, può essere realizzato in cotone, seta o lana.
NABUK = Varietà di cuoio scamosciato dall’aspetto robusto ma dalla mano vellutata, ricavato dal cervo o dall’alce.
NANCHINO = Stoffa di colore giallo marrone e di cotone, in origine tessuta a mano a Nanchino in Cina. E’ stata molto di moda a metà dell’ottocento per l’abbigliamento estivo.
NAPPA = E’ un tipo di pelle che, sottoposta a particolare conciatura al cromo, acquista una tale lucentezza, morbidezza, elasticità da diventare particolarmente adatta alla confezione di abiti, giacche, mantelli e guanti.
NECK - BAG = Borsetta creata da Tom Ford per Gucci, con lunghi manici, si porta appesa al collo.
NIDO D’APE = Tessuto di lino, cotone o anche lana, con armatura che crea un disegno geometrico, a righe in rilievo, alternando incavi incrociati, che assomiglia alle cellette dell’alveare delle api.
NERVATURA = Descrive una minutissima piega cucita in rilievo, sul lato esterno del tessuto. Serve per sottolineare la linea di un abito, per disegnare un colletto, per sagomare una camicia. E’ un motivo decorativo sartoriale nello stesso momento.
NEGLIGE’ = Capo leggero e ampio, ornato di merletti e voulants, che veniva indossato come abbigliamento informale nell’ottocento e verso la fine del secolo fu sostituito dall’abito da pomeriggio. Mentre nel ‘900 è di solito una vestaglia sontuosa, spesso realizzata in tessuto trasparente.
NORFOLK = Giacca sportiva, usata in origine dal duca di Norfolk per andare a caccia. E’ fatta con tasche a toppa, spacco posteriore centrale, pieghe a cannone schiacciate simili a bretelle, martingala e cintura.
NUANCE = Termine usato per indicare le varie sfumature a gradazioni a cui può sottoporsi un colore.
NUDE - LOOK = Ha preso piede sul finire degli anni ’60 lanciato da SAINT-Laurent e da allora non è mai passato di moda. Lo caratterizzano tessuti leggeri e trasparenti, spacchi vertiginosi, altrettante scollature audaci e sederi appena velati.
OBI = Larga fusciacca giapponese, realizzata in broccato di seta e bordata in colore contrastante, larga di solito una quarantina di centimetri e lunga quasi 2 metri. Legato attorno alla vita e annodato in un largo fiocco dietro la schiena, negli anni ’80 è stato introdotto nella moda dagli stilisti giapponesi attivi a Parigi.
OCELOT = Pellicciaconfezionata con le pelli dell’ocelot, chiamato anche gattopardo d’America, a fondo giallo chiaro con macchie scure oblunghe.
OLIVETTA = Pezzetto di legno a forma di oliva, rivestito di stoffa o lasciato al naturale, usato come ornamento o bottone.
OMBRE’ = Termine usato per indicare un tessuto o un filato tinto in più gradazioni dello stesso colore da chiaro a scuro e da scuro a chiaro in una conseguenza ricorrente.
ORBACE = Tessuto di lana grezza fatto a mano, tipico della Sardegna, usato per confezionare i costumi tradizionali. Venivano confezionate in orbace le divise fasciste.
ORDITO = Nelle operazioni di tessitura è l’insieme verticale dei fili che vengono fissati al telaio e su cui si forma il tessuto tramite il successivo passaggio e intreccio dei fili della trama.
ORGANDIS = Tessuto simile al velo, fabbricato in origine con il filato organzino di seta, ma attualmente anche con altri filati, molto trasparente e reso rigido dall’apprettatura.
ORGANZA = E’ un tessuto fine e trasparente di seta o altri materiali, reso rigido da un finissaggio chimico.
ORMESSINO = Tessuto di seta, leggero e pregevole, giunto per la prima volta dalla città persiana di Ormius da cui probabilmente prende il nome.
ORGANZINO = Tessuto leggero, ottenuto con il filato omonimo in seta a due capi o più fortemente ritorto, assomiglia alla mussolina, ma meno morbido, più compatto e robusto.
ORSETTO = Calda pelliccia in mohair realizzata con una mischia di mohair e poliammide.
OTTOMANO = Tessuto di medio peso a struttura serrata, con coste orizzontali ben marcate ed evidenti. Realizzabile in più filati: seta, cotone, lana, rayon.
OUTLET = Spacci, grandi superfici attrezzate, mercati in cui vengonomesse in vendita rimanenze, fine serie, campionari della stagione precedente.
OVERSIZE = Tipo di moda che è costituita da un taglio sopradimensionato rispetto alle misure del corpo.
PAGLIACCETTO = Compare nella prima metà del ‘900 come indumento infantile soprattutto estivo. In seguito è passato ad indicare un elegante indumento intimo femminile quasi sempre di seta, con corpetto e mutandine unite, di linea comoda e morbida.
PAGLIETTA = Modello di cappello di paglia di forma circolare, cupola piatta e dura, falda rigida e ornato di un nastro. In voga tra le donne degli anni ’20, era il copricapo dell’uniforme estiva dei collegi femminili britannici. Nel linguaggio sportivo era conosciuto come cappello alla battelliera. In Lombardia veniva chiamato: magiostrina.
PAISLEY =Particolare disegno orientale soprattutto ricorrente sugli scialli a partire dall’ottocento. Il disegno ripropone la pigna cachemire. Prende il nome dalla cittadina scozzese Paisley dove si produce un particolare tipo di lana adatta alla confezione degli scialli che imitavano quelli originali indiani.
PANAMA = Cappello maschile estivo in paglia intrecciata a tesa larga e calotta incavata al centro. Prende il nome dal 1906, anno in cui il presidente americano ne sfoggiò uno mentre era in visita ufficiale al Canale di Panama.
PAREO = Indumento tipico del costume polinesiano. Rettangolo di tessuto a fiori che gli indigeni fasciano attorno ai fianchi.
PARKA = Capo d’abbigliamento esquimese delle isole Aleutine. Il parka è realizzato in tessuto impermeabile, spesso imbottito, chiuso sul davanti da una zip. Arriva a metà coscia e può avere un cappuccio a volte ornato di pelo. Creato in origine per lo sci e la montagna, fa oggi parte dell’abbigliamento casual.
PASSAMANERIA = Nappine, fettucce, cordoncini, nastrini, galloni, fiocchi e altro applicati come guarnizione e ornamento di un abito.
PATCHWORK = Voce inglese composta da patch=pezza, toppa e work=lavoro. Stoffa di stile campagnolo, in genere a grossi quadri, che si ottiene cucendo assieme ritagli di tessuti differenti. In altri tempi era frutto di lavoro domestico, come forma di economia e risparmio; negli ultimi tempi è diventata una forma di moda nell’abbigliamento e nell’arredamento.
PELLE D’UOVO = Tessuto finissimo in cotone molto compatto e resistente, simile alla pelle d’uovo per colore e sottigliezza. Usato per biancheria intima femminile.
PELLEGRINA = Mantello sia da uomo che da donna, in voga nell’ottocento, ma già in uso nel medioevo.
PELUCHE = Tessuto sintetico o naturale, caldo, con superficie pelosa, simile alla felpa e al velour, ma con pelo molto più lungo.
PERCALLE = Tessuto di cotone ad armatura tela, usato per camicette e biancheria intima.
PETIT - GRIS = Pelliccia ottenuta con il pelo folto e morbido dello scoiattolo siberiano. Di colore grigio naturale, ma spesso tinta in altri colori, fu di gran moda negli anni ’40.
PETTYCOAT = Sottogonna rigida, con applicazioni di voulant e ruche, spesso a più balze in voga tra gli anni ‘50/’60 per sostenere l’ampiezza delle gonne scampanate a ruota.
PIED DE POULE = Tessuto in cui i fili di trama e ordito di colori diversi formano una specie di scacchiera. Il nome si riferisce all’effetto ottenuto, simile alle impronte delle zampe di pollo.
PIERCING = Anello o piccolo oggetto di metallo, normalmente in acciaio, utilizzato in particolare modo nel decennio ’90 per ornare ed arricchire le più svariate parti del corpo. La filosofia di base è comunicare il proprio disagio e la propria disapprovazione rispetto alla società, riallacciandosi in parte ad usanze tribali e primitive. Il corpo si trasforma così in un vero e proprio strumento di comunicazione. La pratica del piercing si inserisce in quella serie di modificazioni corporee definite tecno mutazioni.
PIGIAMA = Il termine deriva dalla lingua indiana PAJAMA e significa letteralmente copri gambe. Negli anni ’20 Chanel lo lancia come indumento elegante per le spiagge di Deauville e Biarritz. All’origine è solo indumento da notte, usato alla fine dell’ottocento dagli inglesi e dai viaggiatori tropicali. Importato in Europa dopo la grande guerra, lo portarono anche le donne al posto della camicia da notte.
PILE =Tessuto sintetico morbido, idrorepellente, fortemente isolante, caldissimo. Usato per le sue qualità dapprima per tute e altri capi di abbigliamento sportivo, oggi viene usato per realizzare pigiami e altri capi di abbigliamento e accessori.
PILLBOX = Letteralmente scatola per pillole, ma anche sta ad indicare un minuscolo cappello a forma di tamburello. Famoso negli anni ’60 perché J. Kennedy ne portava sempre uno in tinta con l’abito che indossava.
PISCININA = Termine dialettale milanese che indicava affettuosamente le ragazzine al debutto in sartoria o negli atelier di moda, le suddette un po’ cucinavano, un po’ rassettavano le stanze e un po’ portavano pacchi a domicilio.
PIZZO = Detto anche trina o merletto. Da un punto di vista tecnico le categorie di pizzo sono due: quello eseguito ad ago e quello al tombolo. Il pizzo compare sulla scena del tessile relativamente tardi, nella seconda metà del 1500. Poli d’interesse internazionale del pizzo saranno Venezia e le Fiandre, all’inizio la prima per il pizzo ad ago e la seconda per il pizzo al tombolo.
PLISSE’ = Qualsiasi tessuto pieghettato.
PLUMENTIS = Tessuto molto leggero di cotone ricamato a piccolissimi pois in rilievo.
POIT D’ESPRIT = Tulle ricamato a piccolissimi puntini. Utilizzato per velette e come guarnizione per voulant o maniche trasparenti.
PONGEE = Termine di origine cinese che significa tessuto in casa, è una seta alla mano ruvida ed irregolare.
POLACCHINO = Stivaletto di pelle o camoscio alto alla caviglia, chiuso da una zip o da lacci.
POLO = Camicia di tessuto a maglia, con colletto e ribattitura anteriore abbottonata fino a metà petto, usata dai giocatori inglesi di polo già all’inizio del secolo. Generalmente di lana o di cotone, può avere maniche lunghe o corte.
POPELINE = All’origine tessuto leggero e fine, di lana, destinato ad uso esclusivo del Papa e prodotto ad Avignone. Attualmente è un tessuto ad armatura tela, molto compatto, finissimo, leggero e sottile caratterizzato dall’ordito più fine della trama.
PORPORA = Antichissima sostanza colorante usata per i tessuti dai Fenici ed estratta dalla secrezione delle ghiandole di alcuni molluschi. La porpora è sempre stata sinonimo di alta dignità e nobiltà.
PREMIERE = Ruolo sartoriale per i capi di alta moda. La premiere è una sorta di traduttrice, perché in effetti traduce lo schizzo dello stilista nel modello in tela che poi provato alla modella d’atelier, detta fissa, viene deciso in quale tipo di tessuto realizzare il modello. Ogni buona sartoria ne ha almeno 5 a seconda degli abiti da creare.
PRONTISTI = Prontisti sono quelle aziende piccole che con la logica della tempestività di consegna, si contrappongono all’industria di maggiori dimensioni organizzata in tempi più lunghi.
PRINCIS - BEC = Trattasi di una lega formata da rame, stagno, zinco, dall’aspetto molto simile all’oro che prende il nome dell’orologiaio inglese che lo inventò.
PROVENZALE = Tessuto di cotone a fondo scuro, nero, blu, rosso, marrone con stampati piccoli fiorellini bianchi o colorati. Le donne di Provenza portavano abiti confezionati con questo tipo di tessuto.
QUADRI = Motivo ornamentale per tessuti promosso dai proprietari terrieri scozzesi a partire dall’ottocento in alternativa al tartan. I quadri comunque, sono stati adattati ai disegni tradizionali dei clan, basandosi sui colori, sui motivi tartan. Nel ventesimo secolo i quadri sono stati usati dapprima per abiti maschili e poi per abiti femminili.
QUIANA = Tipo di nylon leggero e ingualcibile, tessuto in stoffe o maglie utilizzate per l’alta moda.
QUARZO = E’ da considerarsi una pietra dura e non preziosa, a seconda delle colorazioni, il quarzo assume particolari denominazioni. AFFUMICATO = Varietà di colorazione bruno fumo. AMETISTA: è una varietà delle più note ed è di colore violaceo.
QUEXQUEMETL = Tipo di blusa messicana pre-ispanica, tuttora usata largamente dalle donne, fatta con due pezzi di stoffa rettangolari che cadono sulle spalle come un mantello.
RAFIA = Fibra tessile ricavata dalle foglie di una specie di banano selvatico. La pianta ha foglie molto grandi e lunghe sino a 180 cm, il cui strato epidermico superiore rappresenta la rafia propriamente detta.
RAGLAN = Fu resa famosa da Lord Raglan (1788-1855) comandante britannico durante la guerra di Crimea. Il termine indica l’attaccatura delle maniche in diagonale, realizzata con cuciture che vanno dalla base del collo all’ascella. Lord Raglan la utilizzò per il suo originale e comodo soprabito.
RAMAGES = Si chiama tessuto a ramages quando su di una stoffa sono presenti rami e fiori più o meno stilizzati.
RASO = Termine che deriva dall’aggettivo raso, che significa privo di sporgenze e asperità. Indica una stoffa con armatura della tessitura, in cui le intersezioni tra ordito e trama sono ridotte al massimo. Da questa caratteristica deriva l’aspetto molto liscio e lucido uniforme di tali tessuti.
RASATELLO = Tessuto di cotone in armatura raso con lucentezza attenuata.
REMBORSE’ = Indica un abito, una camicetta o un giubbino rimborsato in vita.
RENARD = E’ la pelliccia di volpe argentata dal pelo lungo, folto e morbido. Era anche la volpe intera, trattata con tanto di testa, coda, zampette e occhi di vetro che si portava intorno al collo sul tailleur nel periodo tra le due guerre.
REPS = Tessuto molto robusto in lana, cotone o seta, a coste longitudinali o trasversali, detto anche canetè.
RENSA = Tela bianca e molto fine di lino, prodotta originariamente a Reims, città francese da cui deriva il nome.
RETRO’ = Termine che si usa per uno stile che si ispira al passato.
REVIVAL = Voce inglese che significa letteralmente risveglio, ritorno in vita. Si dice quando un oggetto o un abito sorpassati, tornano di moda.
ROBE MANTEAU = Abito usato per lo più in inverno o primavera. Diritto o sciancrato, abbottonato sul davanti spesso a doppiopetto con collo e revers da uomo. Simile nel taglio ad un cappotto o ad un soprabito.
RINASCENTE = Catena di grandi magazzini così ribattezzata da Gabriele d’Annunzio dopo che un incendio aveva distrutto la prima sede, fondata a Milano nel 1917.
RIVE DROITE = Termine che si fa risalire alla nascita della haute couture, quando Worth crea la sua maison in Rue de la Paix nel 7° arrondissement a destra della Senna. E sarà in questa parte di Parigi che approderanno tutte le grandi case dell’alta moda: POIRET, CHANEL, SCHIAPARELLI, BALENCIAGA ed altri.
RIVE GAUCHE = La crisi della haute couture degli anni ’60, incita alcuni sarti e couturier a varcare il fiume e portarsi sulla riva sinistra della Senna. Il primo sarà Yves Saint Laurent a cui seguiranno molti fino al 1997 con l’apertura simultanea di una succursale di Dior e un negozio di Giorgio Armani.
RUCHE = Striscia di tulle, pizzo, seta o altro materiale leggero, di varia altezza, arricciata o pieghettata, usata come ornamento e applicata su colli, tasche, orli e maniche di indumenti femminili.
SABOT = E’ uno zoccolo con la suola di legno e la tomaia in cuoio chiusa sul davanti, che lascia completamente scoperto il tallone. Alla fine degli anni ’60 in piena contestazione giovanile, i sabot sono portati con disinvoltura da giovani e dagli hippy di tutto il mondo, anche in città e d’inverno con grosse calze di lana colorata.
SAHARIANA = Modello di giacca da safari. Sviluppatasi nell’ambito bellico coloniale e poi presa come ispirazione per realizzare giacche sportive in cotone, lino o tessuto impermeabile. Normalmente ha quattro tasche a soffietto e una cintura in vita.
SANDALO = La più primitiva forma di calzatura. Calzatura aperta, molto probabilmente di origine mediorientale; è composta in genere di una suola e di una parte superiore a strisce di cuoio o stoffa.
SANFORIZZAZIONE = Termine derivato dal nome dell’americano Sanford inventore di questo procedimento. Trattamento a cui viene sottoposto il tessuto, specialmente il cotone, per renderlo irrestringibile o comunque farlo restringere in modo controllato.
SANGALLO = Varietà di tessuto a pizzo, in cotone, lino, rayon per abiti un poco infantili, gonnelline estive, camicie da notte di sapore retrò. Originario di San Gallo, cantone della Svizzera.
SANITIZED = Speciale trattamento di sterilizzazione a cui è sottoposta la biancheria intima in genere.
SAN ROCCHINO = Corta mantelletta ornata di conchiglie, usata un tempo dai pellegrini.
SARI = Abbigliamento tipico delle donne indiane, che consiste in un rettangolo in seta, cotone, senza tagli o cuciture da drappeggiare attorno al corpo. Lungo fino a terra, lascia scoperta una spalla ed è fissato con morbidi drappeggi sull’altra.
SARONG = Indumento tradizionale di uomini e donne della Malesia e dell’Indocina. E’ un pezzo di cotone o seta che si drappeggia chiudendolo sul lato, intorno alla vita o all’altezza del petto, in genere lungo fino ai piedi.
SATIN =Termine generico per qualsiasi tessuto di cotone o seta, particolarmente lucido e liscio.
SAUTOIR = Collana lunghissima che arriva alla vita quasi sempre di perle, la si accorciava annodandola. La portavano le dive degli anni ’20, era indispensabile sugli abiti charleston ed era un vezzo a farla roteare ballando.
SBIECO = Lo sbieco di un tessuto è la linea che taglia la stoffa obliquamente rispetto al dritto filo. Tale taglio dà luogo ad una cedibilità del tessuto.
SCAMICIATO = Abito femminile senza maniche, dallo scollo solitamente arrotondato, ma anche diritto o quadrato, da indossare su di una camicia o su di una maglietta.
SCHANTUNG = Tessuto originario della provincia cinese di Chan-Toung, è di seta prodotto con filati irregolari e grossi che formano una superficie ruvida con grumi, nodi e fiammature.
SCIALLE = Pezzo di tessuto di seta o altro tessuto di forma quadrata che, piegato in senso rettangolare o triangolare si porta sulle spalle o sulla testa o come ornamento degli abiti da sera.
SCIAMITO = Tessuto di seta di peso consistente, già in uso a Costantinopoli e adattissimo ad essere ricamato.
SHETLAND = Nome delle isole al largo della costa scozzese. Si chiama così la lana di particolari pecore di queste isole da cui si ricavano tessuti o maglieria cardati, con la caratteristica superficie cosparsa di lunghi peli. Il termine è poi stato applicato genericamente a ogni filato di lana che produce una superficie simile. Negli anni ’60 veniva chiamato shetland un tipo di maglione di lana leggermente ruvida e dai colori brillanti.
SHORT = Pantaloncini corti, in origine parte del vestito maschile, indossati dalle donne in versione di divertenti e differenti lunghezze, dagli anni ’20 in poi.
SKAI = Nome commerciale derivato dalla fabbrica francese che lo lanciò nel 1955. Materiale sintetico simile alla pelle per aspetto e caratteristiche.
SMART - PEOPLE =Termine che si usa per definire gente raffinata, elegante, alla moda.
SMOCK = Tipo di decorazione che si ottiene con un determinato punto che trattiene tante pieghe, formando un ricamo a nido d’ape generalmente sul carrè degli abiti.
SMOKING = Abito da sera o da società maschile, confezionato solitamente in panno o seta e lana. E’ costituito da una giacca mono o doppio petto nera, ma anche in altri colori. I calzoni sono neri con un gallone in seta sulla cucitura esterna. Completa il tutto una sorta di alta cintura in seta pieghettata che copre il punto vita.
SOMBRERO = Cappello che fa ombra (sombra in lingua spagnola) grazie alla larghissima tesa rigida con cupola a cono. Caratteristico di paesi caldi e soleggiati specialmente in uso in Messico.
SOIGNE’ = Si dice di persona accurata, ricercata, raffinata, sofisticata.
SPENCER = Termine inglese che indica generalmente una giacca corta. Giacca corta alla vita, mono o doppio petto, molto in voga nell’Inghilterra del ‘700 e che, con un bordo di pelliccia era indossata dagli ufficiali di cavalleria. E’ tuttora un abito da cerimonia per ufficiali delle varie armi e in alcune occasioni è usata anche come abito formale.
SPOLVERO = Apparecchio usato per segnare i modelli sul tessuto, mediante lo scorrimento di polvere di gesso.
SPOLVERINO = Soprabito leggero, un tempo usato durante i viaggi, prima in carrozza poi in auto, per proteggersi dalla polvere. Poteva essere confezionato in cotone o lana leggerissima.
SPORTWEAR = Indica i capi di vestiario sportivi o per il tempo libero.
STAMIGNA = Tessuto di cotone robusto a intreccio rado, simile alla garza. Attualmente viene usato per supporto al ricamo e per la confezione di abiti e bluse folk.
STATUS SYMBOL = Segnale distintivo, segnale spia della situazione economica e del rango sociale di una persona.
STYLIST = Il termine sta ad indicare la persona che si occupa di stile per una foto, dell’ambientazione di una pubblicità e della scelta di abiti adatti ad un determinato servizio di moda.
STOLA = Negli anni ’60 era di gran moda indossare sugli abiti da sera o sui tailleur eleganti da pomeriggio una larga sciarpa di pelliccia diritta leggermente modellata od arrotondata sul dorso.
STOPPA = Cascame di lino e della canapa, usato per imbottiture in genere.
STRASS = Cristallo molto ricco di piombo che imita lo splendore del diamante e delle pietre preziose. La forte rifrazione lo rende particolarmente luminoso. Usato come guarnizione su abiti, camicie e per la creazione di bigiotteria in genere.
STREAKING = Forma di protesta individuale molto usata negli anni ‘70/’80, che consisteva nel denudarsi d’improvviso in pubblico.
STRETCH = Dall’inglese to stretch che significa tirare, indica non tanto un tessuto vero e proprio, ma tutti quelli che presentano la caratteristica di essere elasticizzati.
SUTACHE = Sottile cordoncino di seta usato per guarnire o rifinire orli, oppure per eseguire particolari ricami su giacche e maglioni.
TABARRO = Indica un ampio e lungo mantello maschile e ancora oggi in alcune regioni dell’Italia settentrionale questa terminologia viene usata.
TAFFETA’ = Dal persiano “taftah”. Uno dei più bei tessuti di seta, con una struttura serrata e quasi rigida, di aspetto brillante e luminoso frusciante ad ogni minimo movimento. Esiste anche in fibre artificiali e sintetiche.
TANGA = Tipo di mutandine consistenti in due triangoli di tessuto o pizzo, uno sul dietro e uno sul davanti uniti tra loro dall’elastico che si appoggia sui fianchi.
TARTAN = Caratteristico disegno colorato a quadri o a fasce, delle stoffe usate dai clan scozzesi. Il nome deriva da un ampio scialle, appunto il tartan, usato sempre dai clan scozzesi.
TASMANIA = Isola a sud dell’Australia dove si producono lane particolarmente pregiate di eccezionale finezza con cui si fabbricano tessuti pettinati di ottima qualità perfetti per la stagione primaverile.
TELA = Nome genericodi tessuto ottenuto con metodo di tessitura classica, che è il più semplice perché in esso ogni filo di ordito si intreccia simmetricamente con ogni filo della trama.
TERITAL = Fibra sintetica poliestere, la più conosciuta di tutto il gruppo dei poliesteri. Viene solitamente utilizzata in mischia con altre fibre naturali per esaltare le caratteristiche di queste ultime.
TIGHT = Abito maschile da cerimonia, con giacca nera a falde larghe e lunghe, che partono sul davanti e pantaloni rigati nei toni del grigio nero. Un gilet grigio perla o bianco, accompagna generalmente il completo.
TITOLO = Indice di finezza di un filato che si ricava mettendone in relazione il peso con la lunghezza, operazione detta appunto titolazione.
TOP = Letteralmente, dall’inglese, sopra. Il termine indica vari tipi di abbigliamento, soprattutto femminile, da indossare appunto sopra (una gonna, un pantalone, un jeans).
TOPLESS = Tipo di costume da bagno femminile costituito dalle sole mutandine con due bretelle che passano sopra il seno.
TOTAL - LOOK = Espressione che definisce la produzione completa di una griffe, dalle linee di abbigliamento agli accessori.
TRAMA = Complesso di fili che nel tessuto si dispongono perpendicolarmente all’ordito con cui si intrecciano durante la tessitura, mediante il passaggio delle navette contenenti le spole.
TREND = Voce inglese che significa direzione, orientamento. Nel campo della moda indica una tendenza, una direzione prevalente.
TRENDSETTER = Colui che nel campo della moda e dell’abbigliamento, coglie in anticipo e previene le nuove tendenze.
TRENDY = Colui che è in sintonia con le nuove tendenze della moda.
TROUSSE = Piccola borsa, rigida, a forma di scatola rotonda o rettangolare, conteneva il necessario per truccarsi.
TUBINO = Famoso quello nero, classico e attillato, lanciato da Chanel e chiamato il petit noir, emblema degli anni ’20.
TULLE = Tessuto leggerissimo in garza o seta a trama rada e maglie sottili, molto vaporoso, si usa in strati spesso sovrapposti.
TURBANTE = Copricapo orientale formato da una lunga sciarpa di seta, avvolta armoniosamente con più giri attorno alla testa.
TUSSOR = Tessuto in seta, selvaggia, prodotta in Cina e India. Filato molto lucente e irregolare che proviene da bachi cresciuti allo stato naturale.
TWIN - SET = Voce inglese dove set sta per completo composto da due capi gemelli twin, in maglia eseguiti nello stesso colore e con lo stesso filato, di cui uno è una maglietta solitamente con maniche corte, l’altro un golfino aperto davanti e allacciato con bottoni.
UNDERWEAR = Termine inglese composto da under=sotto e wear=vestito. Nel linguaggio comune viene usato per indicare la biancheria intima in genere.
UPPER - CLASS = Voce inglese che significa letteralmente classe superiore. E’ lo strato più elevato della società, che corrisponde in gran parte all’alta borghesia.
VANITY CASE = Borsa da viaggio contenente gli oggetti da toilette. E’ chiamato più comunemente beauty case.
VALENCIENNE = Finissimo merletto, molto pregiato, lavorato a fuselli in filato di lino, con fondo a rete riccamente decorato con svariati motivi.
VELCRO = Nastro biadesivo formato in realtà da due strisce diverse di cui una si attacca all’altra.
VELETTA = Pezzo di velo, pizzo o seta trasparente, arricchito da delicati rilievi, fasciava il volto tra il mento e la tesa del cappello.
VELLUTO = Stoffa intessuta con un pelo corto, morbido e denso che dà alla superficie un aspetto liscio, compatto, brillante.
VINTAGE = Nella moda, il vintage è riproporre tutto quello che era di moda nel passato. L’etimologia del termine in originale deriva dalla vendemmia e di conseguenza anche vino d’annata. D’annata sono anche gli abiti riproposti dal vintage.
VISCOSA = Fibra artificiale di cellulosa derivata dalla polpa del legno molto usata per maglie, abiti, soprabiti e bluse per il tempo libero.
VOILLE = Tessuto molto leggero e trasparente, di solito in seta o cotone, ottenuto con filati molto sottili e ritorti.
VICUNA = Tessuto di morbidezza e sofficità eccezionali ricavati dalla lana di un piccolo camelide delle Ande da cui prende il nome.
VELOUR = E’ come si definisce in Francia il velluto.
VOLANT = Striscia di tessuto increspato, fissata ad un altro tessuto lungo l’increspatura.
ZAMPA DI ELEFANTE = Sono i classici pantaloni dei marinai americani. A vita bassa, stretti fino al ginocchio, da lì si aprono in una svasatura più o meno ampia, che imita la zampa d’elefante.
ZEBRATO = Si dice di un disegno a strisce trasversali e irregolari chiare e scure bianche e nere che imitano il mantello della zebra.
ZEFIR = Prende il nome dal vento leggero o zeffiro, questo tessuto leggero e delicato, può essere in cotone o in altri materiali. Indicato nella confezione di camicie.
ZUAVA = Linea di pantaloni corti e larghi, serrati sotto il ginocchio con dei lacci o ganci.  Anche linea di giacca degli anni ’20.