ITS Machina Lonati Brescia Ateneo della Moda

Fashion Designer - Bags shoes and accessories

PICCOLO GLOSSARIO DI TERMINI E PAROLE INERENTI IL SETTORE ACCESSORI DELLA MODA

Redatto da Mario Braghieri

SCARPE E BORSE

TIPI DI SCARPE MASCHILI E FEMMINILI
Ankle boot: è una calzatura che si ferma appena sopra la caviglia, per questa caratteristica sono molto comode. Oltre ai modelli chiusi possiamo trovarne altri alternativi sul mercato come ad es. open toe o cage.
Ballerina: questo modello nasce grazie a Brigitte Bardot, che chiese di realizzarle delle ballerine da passeggio. La tipologia classica è a punta rotonda, ma in commercio possiamo trovarne a punta o spuntate e di vari tessuti e fantasie.
Bikers: sono gli stivali dei motociclisti, quasi sempre di cuoio, coccodrillo o pelle con lacci sul collo del piede.
Bondage boot: sono dei stivali decorati da stringhe, lacci, cinture e a volte borchie.
Cage sandal: con o senza tacco, questa tipologia è caratterizzata da una serie di lacci o strisce che formano una gabbia sul piede.
Chanel: ideata dalla stilista Coco Chanel. La scarpa può avere un tacco che varia da 0 a 12,5; chiusa sul davanti e rigorosamente a punta e aperta dietro. Da utilizzare per la sera visto la sua eleganza, ma anche in occasioni non formali.
Chanel spuntata: l’unica differenza dal modello classico è l’apertura sul davanti.
Chelsea boot: sono i classici stivali per le passeggiate a cavallo. Sono aderenti alla caviglia ed hanno origine in epoca vittoriana.
Chunky heel: è una calzatura con un tacco rettangolare accompagnato dal plateau davanti. Riprende un po’ la moda degli anni ’70.
Chukkaboot: stivaletto maschile che prende il nome dal gioco del polo, molto popolare negli anni ‘40 e ‘50 del 900. Quasi sempre realizzati in vitello o camoscio, è ideale per outfit casual/sportivi.
Clogs: o anche chiamato zoccolo, è una calzatura con un grosso tacco in legno. Gli zoccoli erano usati per lavori pesanti ed oggi sono rimasti per uso protettivo in agricoltura.
Cowboy boot o Camperos: popolari negli anni ‘80, usati sia da ragazze che da ragazzi. Sono stivali in pelle a punta (più squadrati per l’uomo) dotati di tacco; ricordano tanto gli stivali utilizzati dai cowboy nei film.
Creeper: inventate da George Cox, molto utilizzate negli anni ’50 dai Teddy Boy. Oggi possiamo trovarle più o meno basse con suola in gomma, dai materiali differenti e con allacciatura diversa dal modello classico.
Cuissard boot o Thigh High boot: è un modello di stivale che copre la gamba oltre il ginocchio scoprendo solo la coscia.
Converse: questa calzatura prende il nome dall’azienda statunitense che le ideò nel 1923. Negli anni ’60, ’70 e ’80 andavano di moda tra le star del mondo della musica fino al diffondersi anche tra la massa. E poi chi non ha un paio di converse?
Crocs: la Crocs è un brand statunitense che nasce nel 2002 in Colorado. Appare come uno zoccolo in leggera plastica, tipica calzatura che mantiene il piede fresco ed evita cattivi odori grazie al materiale, ma dal 2006 hanno realizzato un modello di crocs che garantisce benefici podologici.
Decolletè: tutte noi ne possediamo almeno un paio. Si presentano quasi sempre con un tacco di otto cm, più o meno spigolose ma sempre attuali. In Italia la tipologia più famosa è lo “stiletto”, che grazie al suo tacco alto e sottile, dà l’impressione che le gambe siano più lunghe. Il suo inventore è Salvatore Ferragamo.
Decolletè open toe: o anche decolletè spuntate, mantengono la forma della decolletè, ma hanno un’apertura sulla punta davanti della scarpa.
D’Orsay: inventate da Gabriel d’Orsay come calzatura da sera. Alte o basse la scarpa lascia scoperto uno o due lati del piede, sono molto eleganti e a volte scomode perché il piede ha difficoltà a rimanere aderente alla scarpa.
D’Orsay con cinturino alla caviglia: o anche chiamata “Ankle strap d’Orsay, è sicuramente più comoda della classica d’Orsay perché il cinturino tiene il piede più fermo.
Escarpin: ha la stessa forma della decolletè ma è molto scollata davanti.
Espadrillas: tipologia di calzatura spagnola, in tela con zeppa in corda, con lacci che si intrecciano alla caviglia o al polpaccio. Famose per la vestibilità e la comodità.
Francesine: con o senza tacco, in vernice o in camoscio ma sempre stringate.
Geta: sono un’altra tipologia di sandali tradizionali giapponesi. E’ una tipologia di calzatura con suola di legno rialzata e una stringa a forma di Y. Vengono indossate con gli abiti tipici giapponesi (kimono e yukata). Grazie alla suola rialzata vengono preferiti quando piove e quando nevica. A volte la suola può variare: se femminile può essere ovale o maschile più rettangolare. Può essere laccato o dipinto.
Gladiator sandals: calzatura composta da una bassa suola con vari lacci o stringhe che ricordano i sandali dei gladiatori.
Gladiator boot: è una tipologia di stivali che termina pressappoco al ginocchio ma fatto di listini e a volte con lacci incrociati, basta pensare ai sandali da gladiatore.
Infradito o Flip Flops: calzatura composta da suola e cintura a forma di Y. Questa tipologia è indossata da varie persone di tutto il mondo, indossati quasi sempre in spiaggia o d’estate in situazioni casuali. Alcune tipologie possono avere il tacco più o meno basso.
Jelly: questa calzatura si rifà alla forma della ballerina ma il materiale è il silicone. Famoso per quanto riguarda questa calzatura è il brand Melissa che ha proposto vari modelli ispirati all’arte, alla scultura e all’architettura giocando con colori, volumi e forme.
Lana: sono un evoluzione della Lita ma rotondeggianti, ancora più rock grazie al tacco arrotondato e al tallone scoperto.
Loafer: molto simili alle slipper ma differenziate dalla linguetta posizionata davanti. Rispetto alle slipper sono più eleganti.
Mary Jane: con o senza tacco è caratterizzata da uno o più cinturini sul dorso del piede.
Minnetonka: come gli Ugg prende nome dall’azienda che li ha inventati. Il modello ricorda quello dei nativi d’America.
Monk strap: scarpa maschile, adatta a diverse occasioni è pratica, versatile e classica.
Mou: creati per evitare lo stress della vita frenetica. Indossati da artiste di fama mondiale molto apprezzate per il look grintoso.
Mocassini: la forma classica del mocassino nasce con la punta quadrata ma adesso ne troviamo altre varianti. Calzatura leggera e flessibile inizialmente maschile ma (fortunatamente) anche femminile.
Mules o Sabot: scarpa chiusa davanti e aperta dietro.
Oxford o francesina: questa calzatura è di tipo maschile ed è una tra le più classiche. Nata nel 1830 è una scarpa formale sia di giorno che di sera, uilizzata oltre che nell’abbigliamento elegante anche nel tipo casual.
Penny Loafer: il nome deriva dall’usanza negli anni ’50 di mettere un penny nella linguetta, risultano molto comode anche senza i calzini.
Pump: questa calzatura nasconde il plateau, ed unisce comodità e bellezza.
Platform: sono tutte le scarpe dotate di una zeppa della stessa misura. Applicato a diversi modelli, dona estrema comodità e stile.
Plateau mules: calzatura simile al sabot ma aperta anche davanti, con plateau molto alto ma piuttosto comodo, molto utilizzate da ballerine di lap dance.
Sandali: con o senza tacco racchiude un grande gruppo di calzature che si usano d’estate, più o meno impreziosite e prodotte in vari materiali.
Slip-on: molto popolari in Gran Bretagna grazie al brand Vans, che le ha rese sempre più contemporanee. La caratteristica di questa scarpa è l’inserto di elastico che le rende comode e facili da togliere e mettere.
Slippers: questa tipologia è un mix tra le ballerine e le calzature che utilizziamo in casa. Molto in voga al momento soprattutto i modelli con gli strass e le borchie.
Sneakers: ottime da passeggio, sono molto usate dai teenagers vista la comodità.
T-strap: la caratteristica di questa scarpa è quella di formare una “T” sul collo del piede, quindi, una striscia verticale al centro del piede che si unisce al cinturino.
Tassel Loafer: una versione del modello Loafer con l’aggiunta di nappini.
Timberland: sono una tipologia di stivali che andavano di moda negli anni ’90. Resistenti e waterproof, fanno apparire i piedi molto più grandi, oggi molto alla moda.
Tronchetti: i tronchetti sono degli stivali più alti degli ankle boot, che arrivano sopra la caviglia.
Ugg boot: Ugg è un marchio californiano, molto famoso per questa tipologia di stivali di montone, scamosciato fuori e con vello di lana all’interno. Molto di moda dal 2000, soprattutto fotografati ai piedi delle star, da Oprah Winfrey a Kate Hudson.
Wedge shoe: scarpa con un’unica suola anche detta zeppa, con la parte del tallone sempre più alta. Molto di moda in estate i modelli di sughero e di corda.
Wedge boot: sono gli stivali con la zeppa, possiamo trovarli di vari modelli e lunghezze, ma il segreto di questo modello è che assottiglia la caviglia.
Wellington boot: è il classico stivale che si usa quando piove, il suo inventore fu il Duca di Wellington. Oggi rivisitato in chiave moderna da vari stilisti, possiamo trovarne di tante fantasie e colori, ma oggi i più gettonati sono gli Hunter, che hanno lo stesso modello ma con rivestimento interno che tiene il piede caldo.
Zori: sono sandali tipici giapponesi. Simili alle infradito, sono senza tacco, fatte di fibre naturali o di materiali sintetici. Il piede ha una strana posizione sulla suola, visto che il tallone sporge di circa 1 cm ed il mignolo non poggia sulla suola. La stringa viene chiamata “hanao” ed è posto al centro nella parte finale del sandalo, quindi non c’è differenza tra destra e sinistra. Quasi sempre indossati con i calzini (tabi) ed il kimono per le occasioni più formali. Per le donne questa calzatura se è realizzata in broccato è formale e quindi utilizzata in occasioni cerimoniali. Mentre per gli uomini sono di paglia o materiali che la imitano e con suola in sughero. Questi sandali sono adatti al clima umido ed è facile indossarli e toglierli, cosa importante nella cultura giapponese dove le scarpe vengono tolte prima di entrare in casa.

PARTI DELLE SCARPE MASCHILI E FEMMINILI
Arco plantare: La parte arcuata della pianta del piede, compresa tra il tallone e la linea d'appoggio del metatarso.
Base del tacco: La superficie di contatto tra il tacco e la parte posteriore della suola.
Calzata: La larghezza della calzatura o della forma, misurata nel punto più largo della pianta in rapporto alla lunghezza. Rivela se il piede è magro o grasso. Le migliori aziende calzaturiere producono scarpe con calzate diverse per la stessa lunghezza, in modo da soddisfare le esigenze dei piedi più difficili.
Cambrione: Rinforzo che viene applicato nella parte stretta del sottopiede, compresa fra il tacco e la pianta, in corrispondenza dell'arco del piede.
Cappellotto: Rinforzo che viene inserito tra la tomaia e la fodera, nella parte anteriore della scarpa, in corrispondenza della punta.
Cava: Il punto più arcuato del piede, che nella scarpa si presenta come la parte più stretta.
Contrafforte: Rinforzo inserito nel tallone tra la fodera e la tomaia per irrigidire quest'ultima.
Crosta: Strato inferiore di una pelle spaccata e il conciato che da essa si ottiene.
Fiocchetto: Guarnizione consistente in un ciuffo di sottili strisce di pelle strette con un nodo a un capo.
Fiore: La parte superficiale del derma. Il lato fiore è il lato di una pelle su cui si trovano l'epidermide e i peli, opposto al lato carne. Per ogni specie animale il lato fiore presenta una grana particolare.
Fodera: Parte interna della tomaia che viene a trovarsi in diretto contatto con il piede.
Fondo: È l'insieme delle parti della scarpa interposte tra il piede e il suolo, in opposizione alla tomaia.
Frangia: Serie di taglietti della medesima lunghezza, o di lunghezza ordinata secondo un certo disegno decorativo, praticati sull'orlo di una guarnizione applicata sulla tomaia tra il collo del piede e il punto di calzata.
Gambetto: Ciascuna delle due parti posteriori della tomaia, in genere simmetriche, che si soprammettono sulla mascherina nel modello Derby e sottostanno ad essa nel modello Francesina. Talvolta può essere chiamato anche Quartino.
Gola del tacco: Lato anteriore del tacco che presenta una cavità più o meno accentuata.
Guardolo: Manufatto di cuoio flessibile che segue il profilo della suola, sul quale vengono cucite da un lato la tomaia e il sottopiede e dall'altro la suola stessa.
Linguetta: Striscia del medesimo materiale di cui è fatta la tomaia, cucita alla mascherina, che corre in corrispondenza dell'allacciatura a protezione del collo del piede.
Mascherina: Parte anteriore della tomaia con puntina, specchietto, o riporto. Si dice a doppia puntina, quando sulla punta è sovrapposta una puntina di rinforzo alla quale viene spesso attribuita una funzione decorativa, o a puntina finta quando è provvista di una cucitura che simula la giuntura di una puntina. È invece liscia quando si presenta priva di ogni decorazione.
Plantare: Lastra metallica o di altro materiale, sagomata e curvata opportunamente, posta sopra il sottopiede per correggere il piede piatto.
Punteggio: Il risultato dell'operazione di foratura del cuoio effettuata con la lesina e del passaggio successivo dello spago nei fori praticati.
Rinforzo: Pezzo di pelle o altro materiale che viene applicato generalmente tra la fodera e la tomaia nei punti in cui questa è più soggetta ad usura.
Riporto: Pezzo applicato sulla tomaia a scopo decorativo.
Sottotacchi: Gli strati che compongono il tacco.
Specchietto (o Vaschetta o Centrino): È il taglio (o la cucitura) ornamentale a forma di ferro di cavallo sulla mascherina. In uso prevalentemente nei Mocassini.
Sperone (o Speroncino): E’ cosiddetta la parte del gambetto corrispondente al tallone nel piede. Può essere anche sinonimo di Contrafforte.
Spianatura (o Piantina): Sottile strato di pelle o sughero collocato tra sottopiede e suola dalla punta fino all'attacco del cambrione, per pareggiare il dislivello creato da scarniture e cuciture.
Tomaia: Parte superiore della calzatura, inclusi fodera e accessori, in opposizione alla suola.

TIPI DI BORSE FEMMINILI
Shopper: Somiglia al classico sacchetto della spesa. Rettangolare, spesso in tela , quindi adatta alla spiaggia o alle situazioni molto informali, ma ne esistono versioni più pregiate in pelle o pellami preziosi, dentro e fuori. Si porta a spalla per mezzo di due manici, rimane sempre aperta.
Bauletto: Contraddistinto dalla forma affusolata e allungata, si prende per il doppio manico e, solitamente, si chiude per mezzo di una cerniera. In base a come lo si indossa può essere molto elegante, e bastano un paio di jeans e delle sneakers per renderlo casual.
Briefcase: Rettangolare, piatta e rigida, ricorda molto una busta da lettere, grazie anche all'apertura nella parte superiore. Grazie ai diversi scomparti interni è l'ideale per andare in ufficio.
Tote: Simile nella forma alla shopper, è una grande borsa con doppio manico, di forma rettangolare o trapezoidale, che rimane aperta nella parte superiore. Dall'aspetto casual è perfetta per infilarci qualunque cosa, utile per l'ufficio, per riporvi tablet e smartphone, ma anche per le mamme che hanno bisogno di borse capienti.
Zainetto: Se ami i look un po' old school, non puoi rinunciare a questo trend. Adatto alle occasioni meno formali e alle situazioni dinamiche, si porta sulle spalle e ha un carattere decisamente sportivo e giovanile.
Clutch: Piccola borsina da sera senza manico. Morbida o rigida, si tiene in mano, è l'ideale per le occasioni più formali.
Hobo: Borsa capiente dalla forma a mezza luna, concava verso l’alto, da portare a spalla. Si chiude per mezzo di una cerniera, fibbia nel mezzo o un gancio.
Postino: Se ti sposti spesso in bicicletta o in motorino, questa è la borsa adatta, grazie alla tracolla molto lunga che lascia libero il corpo. Spesso è piatta e munita di tasche.
Saddle: Prende il nome dalla tradizionale arte della selleria, grazie alla forma che ricorda la sella di cavallo, solitamente anche la manifattura. Adatta al giorno e ad un abbigliamento informale, anche se di recente ne sono state prodotte anche di molto eleganti.
Baguette: Quando si parla di questo tipo di borsa, piccola e rettangolare, non si può non pensare a quella di Fendi, lanciata 17 anni fa. Disponibile in innumerevoli variazioni sul tema, si porta tranquillamente di giorno.
Frame: Se ami le borse vintage, saprai che moltissime di loro hanno questa forma. Rigida e dalla forma squadrata, almeno nella parte superiore, ricorda una versione ingrandita del borsellino per la moneta.
Minaudiere: Più che una borsa, questo è un vero e proprio accessorio gioiello. Piccola e compatta, è l'ideale per le occasioni di gala o serate particolarmente eleganti. Solitamente è in seta o in pelle, arricchita di ricami, dettagli brillanti o catene preziose.
Weekend: Il nome dice giù tutto, ideale per le partenze veloci di un paio di giorni. Adatta anche per la palestra. Un tempo era il borsone utilizzato dai marinai.
Secchiello: Sacca, secchio o secchiello: tre varianti della stessa borsa inventata da Louis Vuitton. Si chiude tramite dei tiranti o la si lascia aperta. Perfetta per un outfit casual, meglio se portata a tracolla.
Trapuntata: Per molti la trapuntata è solo una: la 2.55 di Chanel. Realizzata in pelle o in tessuto cuciti come una trapunta, è arricchita da manici in catena. Da portare a spalla, è perfetta dal giorno alla sera.

TIPI DI PELLI PER SCARPE E BORSE E ALTRO
Agnello = Lamb: Pelle di giovane pecora ottenuta dalla concia di pelli d’agnello con la caratteristica morbidezza.
Alce = Elk: Pelle conciata dell’animale che appartiene alla famiglia dei Cervidi.
Anfibio = Water-proof: Pelle la cui concia ( solitamente al cromo o combinata) ed il trattamento di rifinizione assicurano l’impermeabilità all’acqua.
Antilope = Antelope: Pelle conciata di animali della famiglia delle antilopi. Pelle morbida, sottile e scamosciata sul lato carne.
Ardiglione = Tongue of a buckle: Asticciola metallica in collegamento mobile alla fibbia e che, penetrando nei fori di una cinghia, ne assicura la fermatura.
Automatico = Press stud, snap fastener: Chiusura a bottone composto da due parti ad incastro.
Borsa da donna = hand-bag: Accessorio dell’abbigliamento femminile che ha generalmente la doppia funzione utilitaria (contenitore di oggetti personali) ed estetica (coordinata al vestito, alle scarpe, alla cintura, ai guanti). Secondo l’uso e l’impiego le borse si distinguono in borse da giorno, da sera, da viaggio, da mare, per lo shopping, per documenti. Secondo come si portano si distinguono in borse sottobraccio, con manico, con due manici, a spallaccio, a tracolla, a zaino. Secondo la forma si distinguono in borse a busta, con cerniera, con lampo, con patta, a secchiello, a sacco.
• Bufalo = Buffalo: Pelle conciata in genere col fiore molto difettoso.
Bulgaro = Russia leather: Pelle stampata a quadrettini conciata al vegetale e trattata con olio di betulla che le dava un odore caratteristico.
Camoscio = Chamois: Pelle del camoscio resa morbida e vellutata.
Camosciato = Suede: Pelle intera che viene smerigliata con un abrasivo dalla parte del carnaccio e che costituirà il lato esterno della pelle.
Capra = Goatskin: Pelle di capra adulta utilizzata per calzature spesso scamosciata.
Capretto = Kidskin: Pelle di capra giovane, leggera e morbida.
Carnaccio = Flesh side: Rovescio della pelle dal lato della carne.
Coccodrillo = Crocodile skin: Pelle conciata del coccodrillo usata per fabbricare oggetti di pelletteria pregiati; sotto stretto controllo protettivo.
Concia = Tanning: Operazioni a cui si sottopongono le pelli degli animali per renderle imputrescibili e trasformarle in cuoio. Prima di passare alle operazioni di concia vera e propria che tendono a dare alle pelli: la maggior resistenza all’usura; la massima impermeabilità all’acqua; la massima porosità all’aria e al vapore d’acqua (sudore). Le operazioni preliminari per la preparazione delle pelli per la concia, dette riviera (vedi), sono: il rinverdimento; la depilazione e suo calcinaio; la purga o macerazione della pelle.
Concia al cromo = Chrome tannage: Concia al minerale che rende la pelle particolarmente morbida.
Concia all’anilina = Aniline tannage: Tipo di concia basata sull’uso dell’anilina come finissaggio, che dà ai prodotti una particolare lucentezza e trasparenza di colore.
Concia vegetale = Vegetable tannage: Procedimento consistente nel trasformare la pelle in cuoio per mezzo di scorze di piante che in acqua producono succhi tannici naturali; questo trattamento si realizza in fosse e serve per ottenere cuoio da suola.
Concia minerale = Mineral tannage: Concia effettuata con sali di cromo o di alluminio che produce pelli leggere, morbide e tenaci.
Concia mista = Mixed tannage: Concia vegetale in fosse, vasche o tine ed in seguito bottale con l’impiego di estratti tannici più concentrati dei succhi derivati dalle scorze.
Concia semicromo = Semichrome tannage: Concia preliminare vegetale in prevalenza e finita al cromo.
Concia tannocromo: Concia simultanea vegetale e minerale.
Culatta = Rump: Parte posteriore del groppone e delle zampe posteriori di una pelle.
Cuoio = Leather: La pelle conciata a spessore pieno.
Cuoio ingrassato = Curried leather: Cuoio conciato e rifinito con grasso che aumenta la resistenza alla trazione e alla flessibilità.
Cuoio rigenerato = Reclaimed leather: Materiale prodotto in pezze con fibre di cuoio e lattice naturale o sintetico (Salpa).
Cuoio rinforzato = Reinforced leather: Cuoio sul cui rovescio sono stati incollati strati di tessuto o di altro materiale sintetico.
Cuoio venato = Veined leather: Cuoio in cui sono evidenti i segni dei vasi sanguigni.
Daino = Buckskin: Pelle conciata di diverse varietà di cervidi, d’aspetto vellutato e di tatto morbido, difficile da lavorare per la sua elasticità.
Fiore = Grain: Parte superiore della pelle che, dopo la rimozione del pelo mette in evidenza il disegno dei pori secondo le caratteristiche di ogni specie animale.
Lucertola = Lizard skin: Pelle di rettile a squame piccole; secondo il paese di provenienza si distinguono in Calcutta, Bengala, Java, Tejù, ecc.
Mipel: Fiera internazionale della pelletteria che si tiene a Milano due volte l’anno; in marzo per la collezione autunno-inverno e in settembre per la collezione primavera-estate.
Pecari = Peccary: Pelle con fiore, generalmente per guanti, ottenuta con la pelle di un cinghiale dell’America Centrale.
Pelle bovina = Cow hide: Pelle di animali di grossa taglia; secondo le parti della pelle dell’animale si distinguono in: testa (o frontale), zampe anteriori e posteriori, spalla, avancorpo, groppone, mezzo groppone, schiappa, pancetta, culatta, fianco.
Pitone = Python: Pelle conciata di diverse specie di serpenti non velenosi di grande taglia.
Vacchetta = Cowhide: Pelle leggera di bovino non adulto; in Italia le pelli ottenute da vitelli che hanno mangiato erba sono chiamate “erbaroli”.
Vinilpelle = Imitation leather: Prodotto che imita la pelle conciata, si ottiene trattando un tessuto con una sospensione di polivinilcloruro (PVC).
Vitello = Calf: Pelle di bovino giovane.
Zebù = Zebu: Pelle conciata di una specie bovina diffusa in Asia e in Africa.


GIOIELLI

TIPI DI GIOIELLI
Anello: È una fascia di metallo o altri materiali usato per adornare le dita delle mani e, in alcune civiltà, anche dei piedi. Gli anelli possono essere realizzati in diversi materiali come metalli, plastica, legno, osso, vetro o altri materiali preziosi e non; possono inoltre includere, incastonate nel materiale principale, pietre preziose o inserti di piccole opere d’arte.
Bracciale: E' un articolo di gioielleria che viene indossato principalmente intorno al polso, in alcuni casi attorno alla caviglia. I braccialetti sono realizzati in metallo, pelle, stoffa o plastica ed a volte possono essere impreziositi da gemme, perle o altri elementi.
Collana: E' un tipo di gioiello o ornamento che viene portata attorno al collo. Le collane sono di norma costituite da una catenina di metallo prezioso, o da un cordino, che può servire da supporto per altri elementi decorativi, come ad esempio perle, pietre preziose e pendenti di vari materiali.
Pendenti: I pendenti sono una tipologia di gioiello piuttosto recente. In origine, infatti, i pendenti erano parte di collane o bracciali, con cui costituivano un tutt'uno. Si trattava quasi sempre di grandi pietre preziose, come smeraldi, rubini o diamanti, impreziositi da una cornice lavorata (ed eventualmente da altre pietre incastonate), mentre il resto della catena era decorata da una fantasia particolare.
Orecchino: Un orecchino è un pezzo di gioielleria indossato come ornamento dell'orecchio e sono generalmente attaccati alle orecchie tramite fori nei lobi, oppure mediante l'uso di clips. Gli orecchini possono essere realizzati in molti materiali come metallo, pietre preziose, plastica, vetro, etc. Ne esistono di svariati tipi e dimensioni, limitate solamente dalla capacità del lobo dell'orecchio di sostenere l'orecchino senza lacerarsi.
Spilla: Una spilla è un oggetto di gioielleria o bigiotteria decorativo disegnato per essere agganciato su un capo dell'abbigliamento come giacche, bluse, camicie o vestiti. Le spille sono generalmente realizzate in metallo prezioso come argento o oro, ma a volte anche bronzo o altri materiali meno pregiati. Spesso le spille sono decorate con smalto o pietre preziose. Il loro utilizzo può essere meramente ornamentale, ma possono anche servire a tenere uniti insieme due capi.

METALLI PER GIOIELLI
Oro: L'oro, il cui simbolo è Au, è l'elemento chimico di numero atomico 79. È il metallo più malleabile e duttile conosciuto; essendo un metallo tenero viene spesso lavorato in lega con altri metalli, in modo che assuma più resistenza meccanica. L’oro è anche uno dei migliori conduttori di elettricità, secondo solo a rame e argento, e non può essere intaccato né dall’aria né dai principali reagenti chimici. Proprio grazie alla sua elevata inerzia chimica è da sempre il materiale ideale per la produzione di gioielli e per il conio di monete. L’oro si può legare con molti altri metalli e assume colorazioni diverse a seconda del metallo con cui è legato.
Argento: L’argento è l’elemento chimico che nella tavola periodica ha numero atomico 47 e simbolo Ag. In natura si trova sia puro che in forma di minerale ed è il metallo che ha la maggior conducibilità elettrica e termica. È un metallo di transizione tenero (appena più duro dell’oro), lucido e bianco; per le sue caratteristiche di duttilità e malleabilità è stata una delle materie più usate nella creazione di oggetti d’arte e per la monetizzazione. Sin dall’antichità è usato come merce di scambio, come ornamento e come base di molti sistemi monetari, essendo considerato il metallo più prezioso dopo l’oro.
Platino: Il platino (Pt) è un metallo e l'elemento chimico di numero atomico 78. Si trova nella sabbia mescolato con l'oro e altri preziosi elementi. Questo metallo è di transizione, malleabile, duttile ed è resistente alla corrosione. Il suo colore è il bianco-grigio. Il platino ha varie funzioni: viene utilizzato in gioielleria, per la realizzazione di attrezzi da laboratorio, contatti elettrici, odontoiatria, dispositivi anti inquinamento delle auto e per la creazione di catalizzatori nell'industria chimica. Infine è importante sottolineare che alcuni composti di questo metallo, come ad esempio il cisplatino, sono utilizzati come farmaci anti-tumorali.

PIETRE PREZIOSE E SEMIPREZIOSE
Diamante: Il diamante è una delle tante forme allotropiche in cui può presentarsi il carbonio; in particolare, il diamante è costituito da un reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura tetraedrica.
Rubino: Il rubino è la più nobile varietà monocristallina dell'ossido di alluminio (Al2O3), un minerale noto come corindone, fortemente allocromatico (vedi colore dei minerali) e unica sostanza naturale di durezza 9 nella Scala di Mohs.
Smeraldo: Lo smeraldo è una varietà del berillo, caratterizzata da un intenso colore verde, dovuto probabilmente alla presenza di cromo (fino al 0,19%) ed eventualmente di vanadio. Soltanto la presenza del cromo rende un berillo uno smeraldo. Il berillo in cui è presente soltanto il vanadio dovrebbe invece essere denominato berillo verde. Ha la lucentezza di tipo vitreo e presenta lieve pleocroismo, con ω verde e ε verde-azzurro.
Topazio: Il topazio è un minerale silicato d'alluminio e fluoro. I cristalli di topazio più puri e dalla colorazione più intensa vengono spesso lavorati come gemme ed impiegati in gioielleria. Cristallizza nel sistema ortorombico e i suoi cristalli sono principalmente prismatici, terminanti con facce piramidali e altre.
Zaffiro: Il termine zaffiro (privo di altri aggettivi) identifica la varietà blu-azzurra del corindone, ma la stessa denominazione viene frequentemente utilizzata, unitamente ad un aggettivo, per identificare qualunque sua colorazione diversa da quella rossa (la varietà rubino).
Onice: L'onice è un calcedonio di quarzo, dalla grana finissima, presente in natura in due colorazioni: onice nero ed onice bianco. Sebbene le due pietre abbiano lo stesso nome, la loro origine è completamente diversa: l'onice nero è di origine silicea ed è estremamente diffuso, in particolare in Sudamerica (Brasile ed Argentina); l'onice bianco appartiene alla stessa “famiglia” dell'alabastro, e presenta spesso striature grigie; è molto diffuso in Africa e in Oriente. Ne esiste anche una varietà verde chiaro, estratta principalmente in Pakistan.
Ametista: L'ametista è una tipologia di quarzo, colorato di viola, ed è una delle pietre preziose più pregiate esistenti allo stato naturale. Diffusa fino a 3.000 anni prima di Cristo in Egitto e Mesopotamia, gli antichi greci la chiamavano amethystos, che significa “sobrio”, “non ubriaco”; infatti allora si credeva che la pietra avesse il potere di far riprendere coloro che fossero ubriachi; per questo era spesso incastonata in coppe e calici.
Corallo: Il corallo rosso, o corallium rubrum, è la più importante specie di octocorallo della famiglia delle Coralliidae, che si caratterizza per uno scheletro calcareo ramificato e di colore rosso brillante, particolarmente ricercato per la costruzione di gioielli e ornamenti, ricoperto dal cenosarco, uno strato di tessuto molle dove si trovano microscopici polipi con otto tentacoli ramificati e contrattili, visibili quando sono estroflessi per la ricerca di cibo.
Acqua marina: Cristallo trasparente non molto pregiato, di colore verde-azzurrino, viene tagliato in varie forme.
Ambra: Resina fossile di conifera dal colore giallo miele, variante in rosso granata, o anche verdastro; può essere trasparente, traslucida ed opaca. Si trova in natura sulle rive del Mare del Nord, Spagna, Sicilia.
Cammeo: Pietra dura di pregio (onice, agata e simili), spesso con strati colorati, o frammento di conchiglia nella quale sono intagliate a rilievo figure o teste per lo più di profilo.
Jais: In italiano gaietto. Si ottiene da una lavorazione di una varietà di lignite durissima proveniente dall'Asia Minore.
Madreperla: Termine riferito ad alcune conchiglie di molluschi. E' un materiale duro e iridescente, che copre la parte interna della conchiglia. La più preziosa è quella che proviene da Tahiti.
Strass: Cristallo molto ricco di piombo che imita lo splendore del diamante e delle pietre preziose. La forte rifrazione lo rende particolarmente luminoso.
Lapislazzuli: Pietra di colore azzurro-blu, cosparsa di macchie giallastre, picchiettato di pirite, che dona al minerale l'aspetto di essere punteggiato di oro.
Zircone: Pietra semipreziosa in gioielleria, è poco conosciuto o meglio male conosciuto in quanto la sua varietà incolore, in virtù dell'alta rifrazione, venne lanciata sui mercati quale sostitutivo del diamante.

TAGLI DELLE GEMME PREZIOSE
Baguette: Rettangolare, con la parte superiore piatta, deve il suo nome al tipico filone di pane francese, di cui ricorda la forma allungata. Appartiene alla famiglia dei tagli a gradino ed è uno dei tagli più antichi e tradizionali.
Brillante: Quando si parla di taglio a brillante, comunemente s’intende il taglio a brillante rotondo utilizzato per il diamante (tanto che molti usano impropriamente il termine “brillante” invece di “diamante taglio a brillante”). Si tratta di un taglio con 57 faccette: 33 nella parte superiore (tavola più corona), 24 nel padiglione e una cosiddetta 58esima faccetta, la piccola “tavola inferiore” o apice, all’estremità del padiglione, che costituisce il punto d’incontro di tutte le faccette.
Cabochon: Il termine “cabochon” deriva dal francese “caboche” (testa), a sua volta dal latino “caput”. Il taglio detto a cabochon somiglia infatti alla sommità di una testa ed è caratterizzato da una o due superfici convesse, arrotondate, lucidate ma non sfaccettate. Il fondo di una pietra così tagliata può anche essere piatto, o addirittura concavo, allo scopo di dare maggior luce alla gemma e farne risaltare il colore.
Cuore: Il taglio a forma di cuore fa parte della famiglia dei tagli a brillante e presenta 59 faccette. I parametri di taglio sono, nella maggior parte dei casi, determinati dalla forma e dalla natura della pietra grezza: la presenza d’inclusioni di grosse dimensioni, ad esempio, e la necessità di non perdere troppo peso, possono portare alla decisione di realizzare un taglio di questo tipo.
Goccia: Derivato dal taglio a brillante, quello a goccia, altrimenti detto a pera, è estremamente diffuso. La parte più brillante della gemma è quella rotonda. Il numero standard di faccette è 71, mentre il rapporto tra lunghezza e larghezza è in una certa misura soggetto al gusto personale. Infatti sono molte le varianti possibili: la romantica forma (che ricorda una goccia d’acqua, o una lacrima) è una via di mezzo tra quella del taglio a brillante rotondo e quella del taglio a navette, e risulta particolarmente indicata per pendenti ed orecchini, ma anche per anelli di fidanzamento ed altre tipologie di gioielli.
Navette: Navette è un termine francese che significa barchetta: il taglio a navette ha infatti una forma ovale allungata, con i lati ricurvi che si uniscono alle estremità a formare due punte.
Ovale: La forma allungata di questo taglio lo rende perfetto per pietre da incastonare negli anelli. Una gemma ovale è adatta ad essere utilizzata sia come gemma centrale, sia come gemma da affiancare alla pietra principale.
Princess: Il taglio princess è probabilmente il più conosciuto dei tagli misti, vale a dire quei tagli che uniscono caratteristiche del taglio a brillante e del taglio a gradini. Nel taglio princess, infatti, la corona è tagliata a brillante mentre il padiglione è tagliato a gradini. Nella parte superiore somiglia ad una piramide tronca, con base quadrata o rettangolare.
Rosa: Si può dire, in un certo senso, che il taglio a rosa derivi dal taglio a cabochon o, meglio, ne sia lo sviluppo. In tempi antichi si cercava di migliorare la pietra grezza togliendole le asperità e dandole l’aspetto della pietra a cabochon; in tempi successivi, nel tentativo di migliorarla ulteriormente, si cominciò a ricavare sulla sua superficie arrotondata delle zone piatte (faccette).
Smeraldo: Non esiste solo la pietra preziosa di nome smeraldo: esiste anche un taglio “a smeraldo”, così chiamato proprio perché quello più idoneo ad evidenziare la luce, il colore e la brillantezza della gemma verde. Di fatto fu inventato appositamente per risolvere i problemi di taglio di questa pietra e adattarsi, nel modo migliore, alla sua forma grezza.

TIPI DI LAVORAZIONE DEI METALLI PREZIOSI
Incastonatura: L'incastonatura è una tecnica che, in gioielleria, permette di trattenere le pietre al di sopra del gioiello, e soprattutto di evidenziarle nel migliore dei modi. In tutti le tipologie di castone, il metallo dovrà sovrastare la pietra fino al di sopra della sua “cintura”, cioè indicativamente del baricentro della stessa, in modo tale da trattenerlo ed assicurare che la pietra non scivoli via.
Cesellatura: La cesellatura è una tecnica, spesso associata allo sbalzo, che consente di lavorare una lamina di metallo (generalmente un metallo molto duttile e malleabile, come l'oro, l'argento, il bronzo, il rame) attraverso un piccolo martelletto, chiamato appunto cesello, e che, seguendo un disegno, riproduce in profondità figure o motivi decorativi, come se fossero incassati nella lamina. A differenza dello sbalzo, quindi, la lavorazione viene effettuata sul recto, cioè sulla parte anteriore della lamina, e non sul verso, cioè su quella posteriore.
Filigrana: La filigrana d'oro è un particolare tipo di lavorazione artigianale che consiste nell'intreccio manuale ed in senso orario di due fili d'oro, dello spessore massimo di 0,3 millimetri, e molto lunghi. La treccia così ottenuta viene poi saldata ad una base, anch'essa d'oro (cioè fissata a giorno), oppure disponendo i fili stessi in modo che assumano la forma dell'oggetto desiderato (lavorazione a traforo). In entrambi i casi, comunque, si ottiene un manufatto decisamente più prezioso e soprattutto non replicabile con altri strumenti meccanici: infatti lo spessore minimo dei fili ne pregiudica la lavorazione coi metalli, e per questo deve avvenire quasi sempre a mano.
Sbalzo: La lavorazione a sbalzo viene spesso associata alla cesellatura, che spesso le è complementare. Lo sbalzo si ottiene lavorando su una lamina di metallo, su cui in precedenza era stato creato e disegnato un motivo decorativo, un'immagine, un'iscrizione; la lavorazione tuttavia si effettua sul verso, cioè sul retro della lamina, in modo tale che il recto, cioè la superficie esposta, risulti leggermente rialzata, come se “uscisse” verso chi guarda. Da qui il significato della parola “sbalzo”.
Doratura: La doratura è una tecnica utilizzata per impreziosire metalli, generalmente non preziosi, apponendovi un sottile strato di oro, chiamato foglia. La foglia non sempre è di oro pieno, ma molto spesso vengono utilizzati composti simili o artificiali per imitarne la lucentezza e la preziosità.
Smaltatura: La smaltatura è, in gioielleria, il procedimento attraverso cui si applica su un monile dello smalto, che trattiene nei propri alveoli della polvere di vetro fusa, e molto spesso colorata; lo scopo è quello di rendere lucente, colorato e brillante un oggetto, e viene spesso utilizzata alternativamente all'impiego di pietre preziose, perchè più semplice e conveniente di un castone.


LA CRAVATTA
La cravatta è un accessorio di abbigliamento occidentale che simboleggia l'eleganza maschile. Consiste di una striscia di tessuto che viene annodata attorno al colletto della camicia, lasciandone scendere l'estremità più lunga sul torace.

TIPI DI CRAVATTE
Tinta unita: sono caratterizzate da un unico colore. Un esempio è la classica cravatta nera.
Righe: spesso definita impropriamente Regimental (il nome Regimental è in realtà appannaggio solo delle cravatte caratteristiche di uno specifico reggimento o club, convenzione diffusa soprattutto nel mondo anglosassone), è caratterizzata da un colore predominante e strisce oblique di colore diverso.
A puntini: In questo tipo, su un colore di base, sono applicati vari puntini.
Fantasia: Possono riportare disegni vari, come luoghi o oggetti famosi, a discrezione dello stilista.
Trendy: Possono riportare colori in genere fluorescenti, come l"arancione Fantini".

Sono stati contati, e si possono realizzare effettivamente, fino a 85 NODI.

Ecco i principali:
Four in hand (tiro a quattro): quattro passaggi, il nome deriva dall'omonimo Club londinese del XIX secolo. È il più diffuso oggi.
Mezzo Windsor: sei passaggi: è una versione meno corposa del Windsor.
St. Andrew: sette passaggi, questo particolare nodo fa sporgere leggermente la cravatta dal collo prima di ricadere sul petto.
Windsor: otto passaggi, divenne popolare negli anni '30 quando il duca di Windsor cominciò a prediligere nodi piuttosto voluminosi.
Balthus: nove passaggi, un nodo veramente grande, ideato dall'omonimo pittore surrealista del Novecento.

Mentre tra i nodi più particolari si hanno:
Onassis: si tratta del tipo di nodo che sciupa meno la cravatta rispetto ad altre esecuzioni, ma richiede l'utilizzo di una pinzetta specifica per essere completato, altrimenti rimane sciolto.
Eldredge: un nodo molto particolareggiato, caratterizzato da un elevato numero di giri di cravatta.
Trinity: sviluppa un nodo a tre elementi.

ALTRI TIPI DI CRAVATTE
Lavalliere: Larga cravatta morbida, generalmente in nero, annodata a fiocco. Deriva dal nome di Luise de la Vallière, favorita di Luigi XIV° di Francia.
Plastron: Larga cravatta maschile annodata piatta e fermata da una spilla, che si porta con alcuni abiti da cerimonia.


FOULARD E SCIARPE
Foulard: Fazzoletto di seta di grandi dimensioni, un tempo usato solo dalle contadine per proteggere il capo. Attualmente è invece un accessorio usato sia come copricapo sia per bellezza, portato su giacche e abiti.
Fusciacca: Sciarpa di stoffa che fascia la vita, usata spesso come cintura, sia su abiti femminili che per abiti ed uniformi maschili o indossata da sindaci durante le cerimonie ufficiali.
Cache – col: Foulard da collo o sciarpa di seta.
Kefiyeh: Indica un telo di stoffa tessuto a piccoli rombi geometrici, usato come copricapo dai beduini, è anche simbolo della lotta palestinese per l'indipendenza da Israele.
Scialle: Pezzo di tessuto in seta o altro tessuto di forma quadrata che, piegato in senso rettangolare o triangolare, si porta sulle spalle o sulla testa o come ornamento degli abiti da sera.
Babushka: Foulard triangolare, in genere di cotone, portato a scopo protettivo o come ornamento. Tradizionalmente elemento del guardaroba russo.
Bandana: Fazzoletto di cotone a fiori naif su fondo di colore forte, realizzato con metodi arcaici. Molto usato dai cow boy dell'west americano, portato ripiegato a triangolo per proteggere il naso e la bocca dalla polvere o legato sul capo annodato sulla nuca.
Bandeau: Fascia di tessuto indossata sulla fronte per tenere indietro i capelli e nello sport per detergere il sudore.
Chador: E' il nome persiano del lungo velo nero che le donne musulmane portano per coprire il capo. Letteralmente significa tenda e serve proprio a coprire come una tenda.
Fichu: Piccolo scialle, piegato a triangolo, che si porta sulle spalle o intorno al collo. Di grande moda nel 1700, ornava i decolletè che erano troppo profondi.
Obi: Larga fusciacca giapponese, realizzata in broccato di seta e bordata in colore contrastante, larga di solito una quarantina di centimetri e lunga quasi due metri. Legato intorno alla vita ed annodato in un largo fiocco dietro sulla schiena, funziona come finitura dei kimoni.


LA CINTURA
Striscia di pelle, stoffa o metallo, che si porta attorno alla vita per stringere attorno i pantaloni, gonne o abiti. In Egitto le danzatrici, quasi sempre nude, portavano la cintura. A Creta, invece, solo le danzatrici e le cortigiane non potevano portarla. Nel Medioevo la cintura fu spesso il simbolo della classe sociale, e alle donne di malaffare ne era vietato l'uso. Spesso alla cintura venivano attaccati borselli, chiavi, l'occorrente per cucire, monili, specchietti e campanelli. Nel XVII° e XVIII° secolo la cintura perse importanza perché non più necessaria. Tornò di moda alla fine del XVIII° secolo, sotto forma di nastro o di cordoncino lavorato all'uncinetto. Riprese la sua importanza negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale, soprattutto nell'abbigliamento femminile. Per gli abiti maschili non serve più come ornamento, ma solo come sostegno dei pantaloni, mentre anticamente vi veniva appesa la spada o lo spadino.