Realizzato con il sostegno di Unione europea

Comunicazione di massa tramite l’utilizzo dei Social: l’uso che ne fa la politica

Cos’è un Social Network?

Beh, signori e signori, penso proprio che al giorno d’oggi questa possa sembrare una banale domanda, per esempio “Come ti chiami?”. Magari non vi sembrerà vero, ma oramai al giorno d’oggi, secondo gli studi condotti da parte di We Are Social e Hootsuite - che rilasciano ogni anno il Global Digital Report -, sono circa 3.8 Miliardi gli utenti registrati sui Social. Per qualcuno questo dato non significa niente, ma è comunque equivalente al 48% della popolazione mondiale.

Per coloro che non si sono accorti di questa immediata rivoluzione (parlo magari per i più anziani), rispetto a 10 anni fa abbiamo assistito ad una crescita esponenziale nell’ambito informatico-tecnologico. A proposito di questo ultimo dato, sempre leggendo il report GDR, possiamo vedere come in 7 anni la presenza sui social sia aumentata notevolmente: nel 2012 vi erano 1.48 Miliardi di utenti, esattamente 2.32 Miliardi in meno degli ultimi dati completi (rilasciati a gennaio 2020 e che prendono in analisi l'anno 2019). Dati che se letti con freelance saltano di svista, ma se valutati in una chiave razionale e aperta, possono far capire quanto questi strumenti possano esser importanti al giorno d’oggi, che piacciano o meno
 

Immagine di copertina: "La guerra dei socials", Corso di Porta Ticinese 62/54, Milano - Un murales di TvBoy, famoso street artist

I corsi associati

Calzedonia

District Manager 4.0

Marketing

e comunicazione

per le imprese di moda

Per l’appunto, uno degli ambiti ove vi sono più richieste di genere conversazionale/espositivo è proprio quello della politica, dove possiamo assistere a innumerevoli post/storie che riprendono diversi momenti delle giornate dei vari esponenti e personaggi politici, sia a livello nazionale sia internazionale.
È strano da dire, ma sembra proprio così: i politici passano più tempo a pensare e a ragionare su come poter apparire sui Social e poter sfruttare questo strumento, piuttosto che pensare al loro vero lavoro, governare il Paese per il quale sono stati eletti.
 

Senza allontanarci troppo dalla nostra realtà nazionale, attraverso quell’oggetto che teniamo quotidianamente tra le nostre mani, in tasca, e che non ci abbandona fino all’ultima tacca di batteria, possiamo accedere, consciamente o no, ad una rete capace di propagandare le azioni che svolgiamo online
Dal momento in cui ci registriamo su un Social Network, iniziamo a seguire/vedere ed essere seguiti/visti da altri utenti da noi conosciuti/sconosciuti, creando così una fitta rette virtuale di contatti. Dai nostri like, dai nostri commenti, dalle nostre reazioni o ricerche fatte attraverso i Social, o semplicemente dai motori di ricerca, riceveremo pubblicità o contatti inerenti al nostro “stile di vita”. 
Le società che applicano calcoli statistici alle nostre emotion nel mondo virtuale, tendono ad imporre e condizionare i nostri parametri di scelta, tentando di confondere mondo virtuale con mondo reale. 
Ogni volta che, quindi, mettiamo un mi piace, pubblichiamo un post su Instagram, seguiamo un profilo, o semplicemente svolgiamo una ricerca su internet, attiviamo un dato algebrico all’interno di questi enormi algoritmi matematici su cui si fondano le reti di comunicazione via Internet.

Detto questo, non mi voglio soffermare sulla quantità di notizie dalle quali siamo bombardati quotidianamente, ma piuttosto sulla qualità di esse.

Prima di proseguire voglio portare alla vostra attenzione un riferimento della storia negli anni ‘70/’80. Infatti in quegli anni se una persona aveva necessità di informarsi o di documentarsi, si doveva recare in una biblioteca, e con lentezza accedeva alle informazioni scritte e ritrovate in libri o enciclopedie. Al giorno d’oggi, mi chiedo quanti di noi si rechino in una biblioteca per ottenere informazioni? Presumo poche.
L’eccezionale cambiamento, inteso come evoluzione, che ha apportato Internet, è rivoluzionario, accorciamo i tempi di ricerca dando risultati immediati.

Tra le innumerevoli informazioni, il sistema non vieta l’accesso e la divulgazione di “sciocchezze” (Fake News), con il rischio di cadere “nella trappola”. Siamo cosi condizionati dalle notizie che ci vengono proposte dai nostri amatissimi oggetti tecnologici, che crediamo in loro, a tal punto, da non interrogarci sulla veridicità di ciò che leggiamo.

Come per l’informazione e la cultura, i politici hanno adottato il sistema comunicativo Social per far arrivare agli elettori i loro contenuti ideologici. La politica ha acquisito la capacità di Tweettare e di far arrivare con immediatezza messaggi veloci, distraendo dalla loro quotidianità milioni di persone, insinuandosi nelle loro vite reali, quasi fossero loro vicini di pianerottolo.

Quindi, penso che questa magnifica innovazione, debba essere usata più saggiamente, sia dagli interlocutori, ma soprattutto da parte dei lettori; è vero che ci sono un sacco di “Fake News” e che è molto semplice cascare in queste menzogne, ma direi che è anche opportuno girare la faccia della medaglia e suggerire ai vari Politici di pensare di più al loro mestiere, invece che ai gattini/sardine/petti di pollo che girano sui vari profili.

 

Informatevi. Iniziate ora!

Detto questo, non dobbiamo vivere col timore di mettere mi piace a un post o di seguire qualcuno che ci interessa, ma proviamo ad andare oltre quel semplice "tocco" su uno schermo, proviamo ad immaginare cosa sta dietro, e interroghiamoci sul piano strategico che sta dietro quella foto.

Voi direte: quante cavolate che ci sono scritte qui e ovunque! Quindi, non fermatevi a quanto state leggendo, informarvi anche su questo, iniziate, ora!
Se non inizi ora, non lo farai più, e se non ti informi avendo dubbi su ciò che viene scritto da un semplice ventenne che scrive dietro a un pc, non lo farai di sicuro su un politico che sta sponsorizzando un post sugli immigrati (prendo un esempio qualunque, che sia a favore o contro), dove di sicuro c’è stato un piano strategico al fine di poter, anche minimamente, influenzare il tuo pensiero su tale argomento.

 

Ce ne sarebbero davvero tante di situazioni da raccontare, ma il tempo e lo spazio non me lo permettono, ed è proprio qui che fa gioco il tutto: Internet.

Non c’è bisogno che venga a dirvi cosa dovete fare nella vostra vita, ognuno è libero di vivere come meglio crede, ma senza influenzare il parere/stile di vita altrui, perché si ritorna sempre ai soliti discorsi che riguardano interessi personali. 
Al giorno d’oggi, sarà pur semplice e veloce ottenere risultati e informazioni che anche solo 10 anni fa erano inimmaginabili, ma è pur vero che il rischio di impelagarsi in Fake News è di pari livello; questo oggetto va usato con saggezza, proprio come una delle parti più preziose del nostro organismo: il cervello. 

Quando vediamo una qualsiasi informazioni su Internet, dobbiamo essere curiosi ed andare oltre, informarci, cercare, e capire se è sostenibile o meno, se è veritiera o se si stanno prendendo gioco di noi.
Non è sempre bello essere presi in giro!

Sergio Carlos Parolini Brazzo
studente del I anno di CALZEDONIA District Manager 4.0

Condividi su: