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BLACK PANTHER E L’AFRO-FUTURISMO

BLACK PANTHER È IL FILM CHE STA FACENDO DISCUTERE PER LE NUMEROSE E INASPETTATE NOMINATION RICEVUTE AGLI OSCAR

Tra le nomination che Black Panther ha ricevuto agli Oscar, una che sicuramente si merita è quella per i migliori costumi grazie alla magistrale abilità della costumista, Ruth E. Carter, di fondere tradizione africana e innovazione tecnologica

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Ruth Carter è la più famosa e importante costumista afroamericana. È stata già nominata agli Oscar per i costumi di Malcolm X di Spike Lee, di cui è storica collaboratrice, e Amistad di Steven Spielberg.
Con Black Panther, di Ryan Coogler, ha l’occasione ancora una volta di portare sullo schermo la cultura africana e afroamericana

Il team della Carter ha lavorato per mesi alla ricerca di materiale tra archivi, biblioteche e bancarelle, traendo ispirazione dall’arteafricana, dai costumi tradizionali e dalla moda contemporanea tra cui anche il designer nigeriano Duro Olowu e quello ghanese Ozwald Boateng.

L’UNIONE DI TRADIZIONE E INNOVAZIONE RENDE PARTICOLARMENTE INTERESSANTI I COSTUMI DEL FILM

L’abito indossato dalla regina Ramonda all’accoglienza del figlio che torna a Wakanda per la cerimonia di incoronazione, ad esempio, è il risultato dell’ispirazione proveniente dai popoli africani e della stampa 3D

Ramonda indossa una corona ispirata all’isicolo, tipico copricapo Zulu dell’Africa meridionale portato dalle donne sposate.
Per conferirgli la giusta rigidità e per fa sì che mantenesse inalterata la forma perfetta studiata dalla Carter, la corona è stata modellata con la stampante 3D
Lo stesso procedimento è stato utilizzato anche per la realizzazione del mantello rigido che copre le spalle della regina. Il ricamo è stato ricavato da pizzi africani e disegnato grazie all’aiuto di un algoritmo per una resa più accurata e precisa. 

Anche l’abbigliamento delle guerriere Dora Milaje è ricco di riferimenti ai popoli africani.

Gli anelli che portano al collo, per esempio, riprendono quelli portati dalle donne della tribù sudafricana Ndebele. L’intenzione è quella di far sembrare le parti metalliche delle armature dei gioielli splendenti.
Le guerriere indossano armature in argento, mentre Okoye la indossa d’oro per far capire che è il capo delle Dora Milaje. L’intreccio di perline sulla fronte è ispirato, invece, alla tribù dei Turkana.

La fusione di tradizionale e moderno si nota anche nella collana indossata dalla principessa Shuri come un choker e fatta di un tipo di conchiglie una volta usato come moneta di scambio e simbolo di ricchezza, oppure ancora nelle armature delle Dora Milaje fatte di Vibraniometallo immaginario dell’universo Marvel.

La scena delle Cascate dei Guerrieri è particolarmente significativa in quanto contenitore di una moltitudine di riferimenti alla cultura africana incarnati nelle tribù di Wakanda.

Lo sciamano Zuri, in particolare, rappresenta tutte le tribù e indossa un tipico abito portato dagli uomini nigeriani realizzato però in modo innovativo da piccoli e sottili tubicini di seta. Il colore viola riprende l’abbigliamento dei Tuareg
Sulla manica appare un dettaglio di applicazioni triangolari. Il triangolo, infatti, è ripreso anche nel costume da Black Panther di T’Challa perché considerato un simbolo sacro in Africa. 

Si potrebbe continuare e ritrovare innumerevoli riferimenti alle tribù africane rimodernati nella forma in ogni singolo dettaglio dei costumi presenti nel film.

Questo permette di capire il profondo studio, la lunga ricerca e il meticoloso lavoro compiuto da Ruth E. Carter su un aspetto delle pellicole che spesso passa in secondo piano, ma che in realtà è fondamentale ai fini della narrazione e della caratterizzazione dei personaggi: gli abiti e i costumi.


Martina Marzetti
I Anno del percorso di Stilista Tecnologico

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