Realizzato con il sostegno di Unione europea

PARIGI: L’AMOUR TOUJOURS!

SAN VALENTINO A PARIGI, QUALE GIORNO MIGLIORE, SE NON IL GIORNO DEI GIORNI NELLA CITTÀ DELL’AMORE?

Un’accoppiata più o meno scontata quella Parigi e Amore, ma forse talvolta sottovalutata, proprio per il suo essere così sopravvalutata.

Siamo stati a Parigi tre giorni per una gita didattica, e abbiamo potuto assaporare Parigicittà delle luci, della moda e dell’amore, in uno dei suoi giorni più floridi di emozioni.

Chiacchierato, agitato, sentito, volutoSan Valentino è uno dei giorni più iconici e famosi al mondo, che se ne voglia o meno, anche senza festeggiarlo e che si sia single o in coppia.

I corsi associati

Stilista

tecnologico

Accessori

per la moda

Inevitabilmente si viene travolti da tutto quello che si racconta sul giorno celebrativo dell’amore per eccellenza.

C’erano mazzi di fiori colorati, gialli e arancionirose rosse in solitaria che venivano gelosamente strette in mano dalle ragazze più fortunate, mentre la metro di Parigi pullulava di coppiette giovani, ancora piene e speranzose di amore.

A guardarle c’era quasi da morire d’invidia, sembravano i protagonisti innamorati di quei maledetti meravigliosi film strappalacrime, quelli per cui la maggior parte del mondo maschile soffre di gastrite, nausea e pelle d’oca al sol pensiero.

Ma Parigi non è solo questo, l’amore che circola nell’aria parigina non si limita solo all’amore sentimentale, qui si parla di amore per la passione, quell’impulso interiore che scalda il reattore della nostra motivazione, innescandone la reazione.

Il mio professore di storia del costume, Michele Venturini, curatore e promotore di progetti di moda e costume, una delle prime lezioni dell’anno ha incantato e scosso la mia classe con un discorso a riguardo veramente d’ispirazione.

Ha parlato della passione come un demone, spesso tutt’ora continua a ribadire una sorta di suo motto “avere il demone dentro”, un qualcosa che dentro di noi ci smuove e guida verso ciò che anima il nostro io più profondo.

Un qualcosa che domina i nostri desideri, propulsore non solo del fisico, ma della mente e dell’animo, un connubio emozionale e sentimentale così puro e unico che, proprio per la sua genuina autenticità, difficilmente può essere confuso con un abbaglio passeggero.

Tutto ciò adorna le architetture di Parigi, i cornicioni e le finestre, i capitelli e le colonne di qualche corridoio porticato, le ringhiere, gli interni preziosi, rustici e floreali delle tipiche brasserie francesi, quelle che quando entri sembra di essere stati catapultati in un qualche film di Woody Allen.

Il design dei pavimenti, ma anche quello dei cestini e dei lampioni parla di passione, di attenzione per il dettaglio, di cura per le cose più scontate, per non parlare della Tour Eiffel, dell’Arco di Trionfo, del Louvre, che anche dopo averli visti infinite volte, riescono sempre a mozzarti un po’ il fiato.

La notte, però, è ancor più magica: accentua il gioco di contrasti tra le luci artificiali, il buio totale del cielo crea un’atmosfera così suggestiva che quasi sembra di sognare, pare davvero di essere su un altro pianeta.

QUESTA È PASSIONE!

Non è altro che energia condensata in opere d’arte, come quelle che abbiamo potuto osservare al museo di Yves San Laurent e alla fondazione di Azzedine Alaia, entrambi stilisti di fama mondiale, entrambi artisti e generatori di emozioni, plasmate tra tessuti, cuciture e rifiniture sotto forma di capi di alta moda.

Preziosi nei dettagli e attenti nella scelta, sono diversi per la forma: San Laurent più sbarazzino e caloroso nei colori, Alaia più severo nelle linee bicromatiche in colori neutri.

Non a caso, Parigi, infatti, raccoglie anime diverse che, così come Laurent e Alaia, però, sono figlie della stessa passione, che come l’amoreparla sempre e soltanto una lingua.

 

Arianna Andreis
I anno del percorso di Stilista Tecnologico 

Condividi su: