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HIP HOP FASHION EVOLUTION

“Started from the bottom now we are here”, proprio come cantava Drake nel suo successo del 2013, un successo che non riguarda solo il rapper di Toronto ma tutto il movimento hip-hop che ad oggi si è affermato come il genere più ascoltato negli Stati Uniti

La sua cultura ha pervaso diversi ambiti arrivando ovviamente a contaminare anche il mondo della moda.

Oggi per noi è normale vedere i rapper che sfilano sulle passerelle più importanti al mondo come se fossero modelli professionisti o che siedono in prima fila alle sfilate o che, addirittura, creano i propri brand portandoli in alcuni casi a successi planetari come nel caso di Yeezy del fenomenale Kanye West

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Per comprendere il momento attuale è necessario però analizzare gli eventi precedenti e capire come questo genere musicale, forse più di ogni altro, abbia influenzato il fashion system.

Innanzitutto, bisogna sapere che l’hip-hop è nato come un movimento pacifico che si proponeva di interrompere gli scontri tra gang che si susseguivano nel Bronx agli inizi degli anni ’70 favorendo l’integrazione e lo scambio culturale tra le varie etnie residenti nel quartiere, principalmente afroamericani e sudamericani, e ponendo le basi per la nascita dei “block party”, delle feste di quartiere basate sulla musica e sul ballo.

Il “giorno zero” dell’hip-hop può essere individuato nell’11 agosto 1973 quando, al 1520 di Sedgwick Avenue, ad uno di questi party si esibì il primo dj del mondo hip-hop, Dj Kool Herc, che grazie ad un mixer, due giradischi e ad una tecnica che gli permetteva di mettere in loop le parti più ritmiche dei dischi creò un nuovo tipo di sound.

Da questa intuizione sempre più ragazzi si cimentarono in quest’arte, mentre tanti altri iniziarono a creare nuovi passi di danza adatti a questo ritmo dando vita alla break dance

I primi ragazzi a segnare la moda hip-hop furono proprio i B-Boy, ovvero i ballerini di break dance che per le loro esibizioni durante i block party necessitavano di una grande libertà di movimento e che per questo si affidarono ad un abbigliamento comodo composto da tute sportive dai colori accesi e scarpe da ginnastica quasi sempre di colore bianco. 

Il gruppo musicale che incarnò al meglio lo spirito dei B-Boy furono i RUN DMC, il trio newyorkese oltre a scalare le vette delle classifiche musicali fece la fortuna di uno dei brand che ancora oggi domina il mondo dello sportswear: Adidas.

I tre vestivano tute da ginnastica firmate dal ''brand with the three stripes'' e, soprattutto indossavano le ormai iconiche Adidas Superstar rigorosamente bianche alle quali dedicarono anche una canzone dal titolo ''My Adidas''

Nella foto, i RUN DMC, trio newyorkese che lanciò Adidas. 

Per capire l’influenza dei RUN DMC sul pubblico, basti pensare che durante un loro concerto al Madison Square Garden il gruppo alzò al cielo le proprie sneaker e i 20.000 fans presenti risposero alzando le proprie.

Proprio per questo nel 1986 Adidas li ingaggiò come testimonial con un contratto da 1.6 milioni di dollari, creando quella che fu la prima collaborazione tra un brand di abbigliamento e un gruppo hip-hop.

Nella foto, la prima pubblicita dei RUN DMC per Adidas.

L’espandersi del fenomeno permise a dei giovani stilisti afroamericani di inserirsi nel mondo della moda con linee di abbigliamento che definirono lo stile hip-hop e che contribuirono a creare un mercato fino ad allora inesistente.

Questi marchi traevano ispirazione dal mondo della strada, univano abiti da lavoro come le salopette a capi sportivi come magliette da hockey, da football e cappelli da baseball.
colori erano molto accesi ed il logo era spesso ben visibile in modo da rendere i capi immediatamente riconoscibili.

Questa moda si diffuse molto rapidamente passando dalla vendita dei capi in strada a quella all’interno dei grandi magazzini e persino alle sfilate in passerella.
I tre brand che in quel periodo ebbero maggiore successo furono: Cross Colours, FUBU e Karl Kani.

Fino a qui però si è parlato solamente di come l’hip-hop abbia creato una propria moda, ma non di come si è passati dal vedere personaggi del calibro di Notorius BIG e Tupac che hanno sostituito bomber e baggy con abiti sartoriali e camicie in seta firmati dai grandi marchi del lusso.

L’evoluzione ha inizio negli anni ’90 grazie al mondo del cinema che influenzò lo stile di questi MC

Film sui gangster come “Scarface”, “Carlito’s Way”, “The Goofellas” e “Casino” fecero la loro comparsa nelle sale cinematografiche americane trasmettendo agli spettatori un’immagine dei boss della criminalità organizzata che affascinava i giovani.
Le storie di questi criminali provenienti dalle classi sociali più povere avevano molte attinenze con la vita di diversi ragazzi che nelle canzoni raccontavano le loro ambizioni di successo. 

Nella foto, il cast di "The Goodfellas".

Gioielli, macchine, donne e vestiti costosi rappresentavano gli status symbol di chi, partito dal ghetto, aveva finalmente raggiunto la fama e la ricchezza.

Abiti sartoriali, pellicce, scarpe in pelle e gioielli vistosi erano diventati i must have dell’armadio di ogni rapper di successo e i grandi marchi del lusso come Prada, Gucci, Fendi, Louis Vuitton e Versace erano diventati i brand più ambiti da ogni appassionato di musica hip-hop, venendo perfino omaggiati dai rapper all’interno dei loro testi.

Questi brand uscirono quindi dalla propria nicchia per invadere le strade espandendo la loro fama e la loro iconicità. 

Nello scatto, Tupac e Snoop Dog.

Donatella Versace, in un’intervista del 2011, ha voluto ricordare Notorius BIG con queste parole: "Penso che Biggie sia stato fantastico, è venuto ai miei show a Parigi diverse volte e ci vedevamo spesso, amavo quello che stava facendo e come stava dando alla gente un modo per conoscere Versace. Penso che molte persone abbiano iniziato a conoscere Versace per merito suo”.

Insomma, che voi preferiate la versione street o quella chic non importa, quello che conta è sapere che da questo movimento, spesso troppo criticato e mistificato, sono nate le basi della moda moderna. 

Nella foto, Notorius BIG e Puff Daddy in Versace.

Il prossimo 11 Agosto quindi, quando alzerete gli occhi al cielo per cercare le ultime stelle cadenti, ricordatevi anche di celebrare il compleanno di questa magnifica cultura, l’hip-hop.

Andrea Gamba
I anno del percorso di Stilista Tecnologico

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