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LAURENT E ALAIA: DUE ANIME DELLA STESSA PARIGI

Pensate a Parigi...

Sì, pensate a Parigi, ma dimenticatevi per un attimo della Tour Eiffel, del Louvre e dell’Arco di Trionfo, delle boulangerie e del loro profumo, e soprattutto dimenticatevi di tutti quei bei film romantici che avete voluto, o dovuto, vedere. 

Vi chiederete cosa resta a questo punto della meravigliosa Ville Lumière, ebbene, quello che resta è l’anima di Parigi, ovvero il suo essere da sempre la capitale mondiale della moda.
Molti dei più grandi stilisti hanno incrociato le proprie vite con quella della città e due di loro, anche dopo la loro morte, hanno voluto continuare a farne parte.

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Parliamo di Yves Saint Laurent e di Azzedine Alaïa, due mostri sacri della moda mondiale che continuano a vivere attraverso le proprie fondazioni.

Il Museo Yves Saint Laurent è stato fondato nel 2017 e si trova al n° 5 di Avenue Marceau dove in precedenza aveva sede lo studio dello stilista.

All’interno è possibile compiere un viaggio emozionale attraverso le espressioni creative di Saint Laurent passando dai bozzetti originali con i campioni di tessuti, ai famigerati abiti Mondrian e all’iconico pendente a forma di cuore tutt’ora utilizzato durante le sue sfilate.

La parte più iconica del museo è rappresentata dallo studio dove Saint Laurent creava i suoi abiti e accoglieva le sue clienti più importanti e dove sono meticolosamente conservati i suoi libri e i suoi strumenti da lavoro. 

Lo studio è rimasto pressoché inalterato e se si usa un po' di immaginazione è possibile rivedere il grande stilista all’opera mentre abbozza quella che diventerà una delle sue meravigliose creazioni, o mentre veste una delle tante top model che hanno sfilato per lui.

Dopo la visita non si può certo dire di aver conosciuto Yves, ma almeno una parte di lui sì.

Il secondo incontro è avvenuto all’Associazione Azzedine Alaïa al n°18 di Rue de la Verrerie nel vivace quartiere del Marais.

Lo spazio è nato nel 2007, su volere dello stilista e con l’aiuto della cara amica Carla Sozzani, per ospitare i tesori raccolti nella sua vita da collezionista interessato e appassionato a tutti gli ambiti della cultura.

La mostra Adrian et Alaïa. L’art du tailleur. vede lo stilista tunisino in dialogo con il grande costumista della MGM, Gilbert Adrian, in un affascinante percorso nella storia del cinema e della moda.

L’esposizione è curata niente di meno che da Olivier Saillard, direttore dal 2010 al 2018 del Palais Galliera, il museo della moda di Parigi.

Due veri e propri scultori del corpo femminile, uno accanto all’altro, mettono in scena tutta la loro maestria in una sequenza mozzafiato di tailleur e cappotti.

L’attenzione per i dettagli e la tecnica sapiente saltano sicuramente all’occhio in una collezione quasi monocroma, ma estremamente eterogenea che fa dei particolari e delle rifiniture la propria arma vincente. Si viene travolti dalla bellezza in ogni angolo in cui lo sguardo si posa.

I colori smorzati dei capi di Adrian e i neri degli abiti di Alaïa aiutano ad evidenziare l’unico colore acceso della sala ovvero l’illuminazione rossa del soffitto.
Rosso come la passione travolgente e l’amore che ispira e muove entrambi.

Forse non sarà romantico, ma è pur sempre amore, amore per il bello e per chi prima di noi ha reso grande la moda e la sua città simbolo.

Martina Marzetti e Andrea Gamba

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Nella gallery, gli scatti realizzati presso le due esposizioni.

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