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STORIA DI UNA CARRIERA NORMALMENTE STRAORDINARIA

EX STUDENTESSA DI MACHINA, INNAMORATA DI TUTTO CIÒ CHE È MODA E CON UN'OSSESSIONE PER BEYONCÉ, REBECCA FACCHI CI RACCONTA LA SUA CARRIERA. NEL SUO CURRICULUM? UNA COLLABORAZIONE CON "ROBA DA DONNE”!

Qual è il tuo percorso fino ad oggi?

Il mio percorso parte con una scelta sbagliata, o forse non del tutto visto che ora sto facendo ciò che più mi appassiona.

Durante l’ultimo anno di scuole superiori ho scoperto una nuova materia, Marketing. Da lì è stato come se un sipario si fosse aperto sul mio futuro. Non dico che già in quel momento avevo realizzato di aver trovato la mia strada, ma c'era qualcosa nell’aria e io sentivo il dovere di ascoltarlo.

Mi sono iscritta alla facoltà di Economia, ma è stato un vero e proprio fallimento: già durante le prime lezioni mi sentivo fuori luogo, c’erano numeri, libri e concetti da imparare a memoria e questo non faceva per me.
Prendendo il treno, durante un’assonnata mattinata, ho incontrato una ragazza che mi ha parlato di ITS Machina Lonati: moda, design, marketing. A metà novembre entravo a far parte del corso di Marketing e Internazionalizzazione per le Imprese di Moda dove, giorno dopo giorno, mi appassionavo sempre di più all’argomento.

I corsi associati

Marketing

e comunicazione

per le imprese di moda

Terminato il percorso di formazione, ho deciso di intraprendere una carriera lavorativa durata un anno nel negozio VELVET SHOP, a fianco di Mattia Gheza, mio compagno di studi. Poi sono stata in Inghilterra per un'esperienza breve, ma molto intensa!

Oggi sono iscritta e frequento l’Università degli Studi di Bergamo, dove studio Scienze della Comunicazione per poter continuare ad imparare e a capire cosa c’è dietro questo mondo. Parallelamente a questo, lavoro da Piccolo Re, un negozio di abbigliamento donna, e scrivo articoli di moda per il social magazine di Roba da Donne

Nella foto, Rebecca Facchi e Mattia Gheza.

Da dove è nato il desiderio di lanciarsi in un'esperienza tutta nuova come VELVET SHOP? 

Più che essermi lanciata in questa esperienza, è stato Mattia ad avermici trascinata di peso
Non mi ero mai approcciata in modo diretto alla clientela e più in generale alla gestione di un negozio vero e proprio, ma l'idea mi elettrizzava: scegliere i capi delle collezioni, allestire nuove vetrine ogni settimana, sviluppare un piano social e cercare di soddisfare al meglio le richieste dei clienti.

Questa è stata un’esperienza grandiosa per me ed è stata un bel trampolino di lancio.

Nessuno è immune agli alti e bassi: il negozio è stato aperto a Rezzato, un posto praticamente sconosciuto sia a me che a Mattia. All’inizio è stato abbastanza difficile perché le persone non ci conoscevano, il negozio era nuovo e tutti erano curiosi.
Abbiamo sempre unito le forze, siamo stati capaci di mettere alla prova le nostre competenze e passioni che si sono intrecciate nel modo giusto trovando un equilibrio e permettendoci di costruire una carriera.

Nella foto, la vetrina di Velvet Shop.

Rebecca, sappiamo che hai toccato con mano il vivere all'estero. Credi sia importante sperimentare un periodo lontana da casa? Quali differenze ci sono e come ti ha permesso di crescere? 

L’esigenza di fare un’esperienza all’estero è nata perché sentivo il bisogno di stravolgere le carte in tavola: avevo voglia di provare qualcosa di nuovo, conoscere persone e imparare una lingua.

Dopotutto, se non parti in compagnia di insicurezza, paura e due valigie da 20 chili verso una meta sconosciuta senza sapere cosa ti aspetta a ventidue anni, quando lo puoi rifare?

La lezione che ho tratto da questa “piccola” esperienza, è che uscire dalla propria zona di comfort ti permette di confrontarti con la realtà più vera e capire ciò di cui hai bisogno e perché no, scegliere chi vuoi diventare. Forse è proprio questo il motivo per cui tutte le persone che incontriamo ci consigliano di fare un’esperienza all’estero: in un modo o nell’altro ti fa crescere

Sia da VELVET SHOP che da Piccolo Re, hai messo in pratica tutto quanto imparato in aula. Quale credi sia stata la cosa più utile che hai imparato a scuola e quale la più importante che hai imparato sul campo?

Da Piccolo Re, proprio come da VELVET, sto imparando ogni giorno nuove cose.
La teoria studiata in aula mi ha permesso di affrontare in modo più attento e strategico le esigenze e i problemi che spesso si riscontrano nel mondo del lavoro, ho imparato il metodo con cui approcciarmi ad ogni problematica, in modo tale da utilizzare al meglio le mie risorse per risolverla.

Indubbiamente il campo lavorativo è l’insegnante più severo, ma al tempo stesso il più gratificante.

Nella foto, Rebecca Facchi durante l'edizione 2015 della Sfilata del Gruppo Foppa.

Il tuo ruolo a Roba da Donne. Quali sono i pro e i contro di un'esperienza come questa?

Marketing, scrittura e giornalismo, moda e psicologia sono le mie passioni da sempre e ho sempre voluto trasformarle in una carriera vera e propria.

Attraverso il tirocinio del II anno a Roba da Donne, ho avuto la possibilità di gestire delle pagine social e, principalmente, scrivere di moda e tendenze a trecentosessanta gradi.
Sicuramente, scrivere per un pubblico così ampio comporta una grande responsabilità ad ogni livello.

Nella schermata, la pagina gestita da Rebecca sul blog di Roba da Donne.

Quali credi che siano, a livello lavorativo, i percorsi più proficui al giorno d’oggi?

Nessuno ha la chiave di volta e, a mio parere, ogni persona dovrebbe costruire il proprio futuro e il suo percorso inseguendo ciò che vorrebbe diventare.

Personalmente credo che il requisito fondamentale per potersi destreggiare al meglio nel mondo del lavoro sia quello di essere coraggiosi, credere fermamente nelle proprie idee e non avere paura di ricevere critiche o fallire. 

Nella foto, Rebecca durante il suo lavoro a Velvet Shop.

C’è qualcosa che cambieresti del tuo percorso fino ad oggi?

Non ti nascondo che questa è probabilmente la domanda più difficile a cui rispondere.
Quando sono tornata dall’Inghilterra, ho realizzato che è inutile fare programmi troppo dettagliati e porsi troppe aspettative: tutto può cambiare da un momento all’altro, l’importante è essere pronti e avere la propria strada ben chiara in testa.

Per quanto riguarda il mio percorso personale, penso che non cambierei nulla: tutto ciò che ho fatto e le scelte, sia quelle giuste che quelle sbagliate, in qualche modo, mi hanno portato dove sono oggi

Che consiglio ti senti di dare per la propria carriera a tutti i giovani studenti che, come te fino a non molto tempo fa, frequentano ITS oggi?

Il consiglio che più mi sento di dare è questo: siate pronti!
Ogni nozione, anche quel dettaglio che al momento sembra irrilevante, un giorno tornerà utile. 

Il professore del corso di Marketing e Pubblicità un giorno ci ha detto: “Se son rose, pungeranno”. E aveva proprio ragione perché queste rose pungono, parecchio.

Non arrendetevi anche se l’ambito in cui entrerete sarà competitivo, ma specializzatevi in ciò che più vi piace, intraprendete una carriera e fate in modo di conoscere quell’argomento in modo talmente approfondito che, quando le persone penseranno a quella determinata cosa, il vostro nome verrà subito dopo. 

Alice Cherubini
Social Media & Web Content
ITS Machina Lonati

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