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TATUAGGI: MUST HAVE O DA EVITARE?

C’è chi li preferisce “strong”, chi più sobri, oggi i tatuaggi sono diffusi a livello mondiale.

Le cifre parlano chiaro: in Europa sono 60 milioni le persone che possiedono almeno un tatuaggio, dato destinato a crescere in maniera significativa nei prossimi anni.

Questa forma d’arte era già diffusa in epoca passata, quando veniva usata per sottolineare il senso di appartenenza ad un gruppo: una storia lunga 4 millenni, così affascinante ma allo stesso tempo piena di controversie. 

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I Maori, primi abitanti della Nuova Zelanda, giunti dalla Polinesia intorno al 1200 d.C, rappresentano tutt’oggi una fonte di ispirazione per tutti gli amanti dei cosiddetti tattoo tribali. Caratterizzati da linee ben definite e semplici, già in passato avevano un significato ben preciso: sottolineare lo status sociale o un traguardo raggiunto nel corso della vita.

“Si può essere derubati di tutto quello che si ama, ma il Moko, non può essere perso o levato, se non con la morte. Sarà il vostro ornamento e il vostro compagno fino a quando il vostro ultimo giorno arriverà",  (Netena Whakaari di Waimana, 1921).

Nello scatto, un giovane Maori

Con queste parole si intende sottolineare l’importanza del Moko, un tatuaggio facciale tradizionale in continua trasformazione. Iniziato in giovane età, infatti, subisce continue modificazioni e viene articolato sempre più, fino a pochi instanti prima della morte.

Alcune curiosità sul Moko?
Sul lato destro del viso riporta informazioni sulla famiglia di appartenenza, come ad esempio il rango del padre e  le affiliazioni tribali, mentre il lato sinistro è legato al rango della madre e ne riflette i gruppi tribali di appartenenza e lo status sociale.

Il Moko, quindi, è una sorta di impronta digitale perché nessun tatuaggio è uguale ad un altro e rappresenta il passaggio dall’età giovanile a quella adulta.

Nella foto è immortalato un Maori con il tradizionale tatuaggio facciale

Marinai e tattoos …credenze a bordo!

Ebbene sì, sulle navi degli uomini di mare erano diffuse voci e credenze varie. I naviganti che partivano per un lungo viaggio si tatuavano nel porto di partenza, poi nel porto di destinazione e una volta ritornati al luogo iniziale. Avere i tatuaggi in numero pari era sinonimo di sventure, eventi improvvisi e sciagure, al contrario il numero dispari corrispondeva alla fortuna, alla serenità e al sicuro ritorno a casa.

Sempre secondo queste vecchie superstizioni, chi si tatuava un veliero sul petto sarebbe diventato un buon addetto alle manovre delle, mentre l’immagine dello squalo avrebbe tenuto alla larga i predatori dei mari, un gallo su un piede e un maiale sull’altro si credeva avrebbero protetto il navigatore dall’annegamento.  

Questi tatuaggi, anche detti anche old school, sono stati ripresi da tutti gli amanti del vintage che ne hanno fatto propria la simbologia e il significato.

Nella foto, un tatuatore che porta, sulla propria pelle, dei tattoos old school

Facciamo un salto in avanti nel tempo per arrivare al legame tra i tatuaggi e le più famose gang criminali.

Solitamente i tatuaggi delle gang fanno riferimento al nome o alle iniziali del gruppo, seguite da un simbolo. Vengono utilizzati per sottolineare il senso di appartenenza e fedeltà, oltre che mandare messaggi e minacce ai membri di altri gruppi.

Tra i più noti tatuaggi del mondo delle gang ricordiamo quelli dei Latin Kings di Chicago, caratterizzati dal disegno di una corona a cinque punte, quelli dei Black Guerrilla Family e dalla loro croce, composta da un fucile e una sciabola, così come quelli della rivale mafia messicana, caratterizzati dalla M tatuata al centro della mano. 

Nella foto, dei ragazzi appartenenti ad una gang

Oltre ai tatuaggi legati alle singole gang, esistono dei simboli comuni: il più famoso, utilizzato ormai anche al di fuori dell’ambito criminale, è la lacrima, tatuata solitamente sugli zigomi.

Il suo significato varia a seconda della persona e delle zone geografiche di provenienza. 
Chi la possiede potrebbe aver commesso un omicidio oppure aver perso un amico caro e, attraverso questo simbolo, esternare il dolore e il desiderio di vendetta.

Nella foto, l'ormai famosissimo Jeremy Meeks, ex galeotto, diventato oggi uno dei più modelli più pagati del mondo

Per comprendere meglio questo fenomeno abbiamo deciso di chiedere l’ opinione di due nostre coetanee.

Letizia, 19 anni, ci racconta: "I tatuaggi non fanno parte della mia personalità, per ora non ne possiedo ma non escludo la possibilità di averne in futuro. D’altra parte, nella mia quotidianità, mi incuriosisce vedere i disegni sulle parti del corpo delle persone, perché vorrei capire il significato che sta dietro ad ognuno". 

Per Nicole, 20 anni, invece: "I tatuaggi esprimono un pensiero, un cambiamento importante della vita, un ricordo che non si vuole cancellare oltre che la personalità forte e decisa. Ne ho diversi sul corpo e ho già in mente di farne altri".

Questo cult sta spopolando anche nel mondo del fashion system

Nel 2015 in occasione della Milano Fashion Week, i designer del marchio Dsquared, Dean e Dan Caten, hanno portato in passerella per la Menswear Spring Summer 2016 - i “tattoo dress”, capi sottili e trasparenti con stampe dal mood hipster che fanno sembrare il corpo tatuato anche se non lo è!

Questa collezione ha aperto dibattiti e suscitato notevole interesse sui social: "abiti o veri tattoos?" questa era la domanda che il popolo del web si poneva. 

Nello scatto, uno dei momenti della sfiata

Le novità, però, non finiscono qua: avete mai sentito parlare di TotTude?

TotTude è una originale linea di t-shirt creata da Tera, una mamma del North Dakota, il cui obiettivo è stato quello di dare un tocco di innovazione, creatività e divertimento all’abbigliamento dei più piccoli. 

La donna ha spiegato il motivo della sua iniziativa: "Essendo una fotografa professionista, ho immortalato centinaia di bambini. I vestiti scelti dai genitori sono sempre così noiosi, soprattutto quando i loro figli devono partecipare a dei servizi fotografici". 

Le magliette, prodotte in nylon e cotone, offrono una vasta gamma di stampe e colori: cuori, scritte, teschi, tribali, decorazioni giapponesi… Insomma chi più ne ha più ne metta! Attualmente la linea sta riscontrando un notevole successo e le t-shirt possono essere acquistate sul sito ufficiale.

Nella foto, alcuni dei capi della linea

Ma cosa pensa veramente il fashion system di questa forma d’arte? Se fino a qualche hanno fa i tatuaggi erano considerati una realtà distante, oggi le cose sono cambiate

Tra gli stilisti più rivoluzionari e “fuori dalle righe” si cita Jean Paul Gaultier che per la presentazione di alcune sue collezioni ha utilizzato modelle e modelli con piercing e tatuaggi
Da non dimenticare, ad esempio, lo spot girato per il profumo dello stesso brand, “Le male”, dove i protagonisti erano dei modelli tatuati vestiti da marinai.

Il cult è apprezzato da altri marchi rilevanti come Diesel, Marc Jacobs e Roberto Cavalli.

Nella foto, un tatuatore all'opera

C’è chi ha fatto dei tatuaggi il suo successo, ad esempio il modello Rick Genest, conosciuto come Zombie Boy e scomparso nell’estate del 2018, che era arrivato al successo grazie ai tattoos che si ispiravano all’apparato scheletrico e che era stato scelto anche da Lady Gaga per il videoclip di “Born this Way”

Come lui, Josh Mario John, modello canadese super tatuato che si è guadagnato svariati shooting fotografici per le riviste di moda più famose al mondo.

Nell'immagine, Rick Genest, conosciuto come Zombie Boy, scomparso nel 2018

I tatuaggi rivestiranno un ruolo sempre più determinante nella moda? Per scoprilo, non ci resta che attendere i trend e i cambiamenti dei prossimi anni!  

“Se il corpo è un tempio, i tatuaggi sono le sue vetrate” - Vince Hemingson

Chiara Calonghi e Sofia Sgarrino,
I anno del percorso CALZEDONIA District Manager 4.0

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