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SAVE THE PLANET

Preview Serata della Moda 2019: tema, tessuti e botta-risposta sulle capsule collection realizzate

Ormai se ne sente parlare tanto, telegiornali, blog, riviste, articoli online, i social ne sono letteralmente invasi: il nostro Pianeta sta lentamente scomparendo (per non dire morendo), la naturale rigenerazione di risorse prime, di specie animali e la bellezza incontaminata di terre selvagge è ormai compromessa dalla mano dell’uomo, noi esseri umani, i figli di questa Terra verso la quale dovremmo avere più cura, per noi stessi e un occhio di riguardo per le generazioni future, con la consapevolezza che non esiste un Pianeta B, ma solo un Pianeta A.

Nella copertina, un dettaglio dei capi realizzati per la sfilata del Gruppo Foppa che si terrà venerdì 31 maggio 2019, al Brixia Forum

I corsi associati

Stilista

tecnologico

Più passano gli anni e più i dati diventano critici, non si tratta solo di inquinamento atmosferico e delle acque, di surriscaldamento globale o delle ingenti quantità di rifiuti prodotti, si parla proprio di un’alterazione complessiva della fauna e della flora, del delicato equilibro del sistema climatico della Terra, ormai inglobata in un processo di deterioramento senza fine e in crescita esponenziale.

Abbiamo sentito o letto tutti della famosa isola di plastica, del problema delle deforestazioni, delle specie animali in via d’estinzione, dei rifiuti non riciclabili, dello scioglimento dei ghiacciai, delle calamità naturali, queste alcune delle numerose conseguenze di secoli di scelte sbagliate, del nostro egoismo e della fame di potere, di avere sempre di più, fatto a persona, tutti segnali di allarme di un pianeta che pensiamo ci appartenga, ma dove in realtà siamo solo ospiti.

Nella foto, un toccante scatto realizzato da un reporter di National Geographic

Salvaguardare la salute del nostro Pianeta deve quindi diventare il nostro focus quotidiano, una missione abitudinaria tramite pochi, ma significativi e vitali gesti, come la semplice raccolta differenziata (se fatta bene, può davvero fare molto), al preferire imballaggi di carta/biodegradabili/duraturi (vetro-acciaio) a quelli di plastica (no alle bottigliette di plastica, sì alle borracce d’acciaio, così anche per le cannucce in acciaio inox o bambù, e altri utensili monouso di plastica non riciclabile dopo l’utilizzo, come spazzolini da denti, la versione in bambù è super green e trendy), a ridurre i consumi e gli sprechi (sì alle illuminazioni di ultime tecnologie, qualche accorgimento tra spegnere luci o chiudere rubinetti di troppo), ad infine cercare di produrre pochi rifiuti e reinventare l’uso di imballaggi riutilizzabili.

Ed è proprio questo ciò che ha ispirato il tema della sfilata di quest’anno a titolo “Save The Planet”: IL RICICLO, una solida base dalla quale poter partire per invertire la rotta. E chi meglio del mondo Fashion può darne l’esempio?

Dalla valorizzazione dei mercati Vintage, alla produzione di tessuti biodegradabili, dall’adozione di tecniche ecologiche ed ecosostenibili, alla produzione di pelli sintetiche/similpelle (pelle finta) e all’abbandono di pellicce vere di specie protette, la Moda sembra voler attuare un cambio di programma per contrastare i danni consumistici del fast fashion e andare incontro alle criticità del Pianeta Terra.

Ne parla nel dettaglio un documentario di Netflix intitolato “The True Cost”, dove il mondo del fast fashion si scontra con la dura realtà e le problematiche del rapporto qualità-prezzo, come una produzione eccessiva di scarti di tessuti non riciclabili, salari corrisposti tra i più bassi del mondo, condizioni lavorative pessime, tutto a vantaggio di capi all’ultimo grido ispirati ai trend delle passerelle, ma con prezzi stracciati e una qualità che lascia a desiderare, abbracciando l’ideologia moderna usa-getta.

Nella foto, le calzature Adidas realizzate con plastica riciclata proveniente dagli oceani - BioPianeta

Esempi concreti da seguire che hanno adottato soluzioni intelligenti ed ecologiche, sono stati Freitag e Adidas.

Il primo con le sue borse capienti fatte di vecchi teloni di camion, dallo stile un po’ street-underground, il secondo con delle minimaliste super glamour scarpe da ginnastica, fatte interamente di plastica riciclata degli oceani, una collaborazione vincente con Parley with the Oceans, che vede unire ingegno e creatività allo stato puro.

Nella foto, uno dei modelli proposti da Freitag e realizzato con vecchi teloni

Così hanno fatto gli studenti di Stilista Tecnologico del primo anno di ITS Machina Lonati per la Serata della Moda del Gruppo Foppa che si terrà venerdì 31 maggio 2019 al Brixia Forum, a Brescia.

Partendo da un moodboard emozionale ad ispirazione riciclo, si sono allacciati a micro-temi di proprio gusto personale, come plastica, carta, vetro, alluminio, ritorno alle origini, l’amore per l’artigianato e le cose fatte da sé (DIY).

Nello scatto, uno dei moodboard degli studenti

Lasciandosi poi ispirare dai tessuti lurexati sui toni dell’argento, del verde muschio e del bordeaux, a quelli camouflage oro e verde-grigio, ai velvet blu elettrico e arancio fluo, assieme ad altri dalle texture grafiche di trame fiammate e pattern ripetitivi, e arrivare a progettare una mini capsule collection di 4/5 outfit dallo stile streetstyle.

Per capire meglio il mood di queste collezioni, abbiamo intervistato per voi tre studenti del corso, Eleonora, Gloria e Andrea, che hanno condiviso passione, ispirazioni e curiosità con un botta-risposta super veloce!

Nello scatto e nella gallery, dettagli dei capi

• Cosa ha ispirato di più la tua collezione?
“La mia collezione è stata ispirata dal mio voler far qualcosa di concreto per aiutare il pianeta. L’industria della moda è una delle industrie più inquinanti e tra le prime cause c’è lo scarto di tessuto, che finisce direttamente nel cestino! Ho quindi deciso di disegnare con l’idea di riutilizzare il tessuto, che viene buttato durante il taglio del cartamodello.”

• Perciò la scelta dei tuoi tessuti rispecchia concretamente il tema della sfilata, è corretto?
“La scelta dei tessuti è stata fatta seguendo la palette colori che più mi piaceva, nero lucido – senape –grigio – bianco.
In questa fase non ho voluto fare dei collegamenti al mondo ecologico, perché la mia intenzione era quella di creare un design nuovo senza collegarmi all’ecologica, che spesso fa pensare al pubblico che il prodotto sia di bassa qualità stilistica. Per questo motivo non ho pensato ai colori come rappresentazione di un oggetto, ma ho focalizzato il punto ecologico della mia collezione verso il riutilizzo dei tessuti da scarto, così si unisce la responsabilità ecologica ad un design innovativo. Una scelta sostenibile che però non sacrifica lo stile.”

• Fai delle scelte green nella tua vita?
“Faccio ovviamente la raccolta differenziata! Ho smesso di comprare dalle grandi aziende del fast-fashion, non mangio carne e ogni giorno prendo il treno per venire a Brescia invece che la macchina.”

Nella foto, Eleonora Tonini, 21 anni, giovane designer di ITS Machina Lonati

• Raccontaci l’ispirazione focus della tua capsule collection.
“Mi ha ispirato una terra pura, come quella dell’Africa, dove le persone vivono in stretto contatto con la natura.
Volevo quindi ricreare questo ambiente puro, dove gli uomini possono ritrovare la loro connessione interiore con la natura, proprio come le popolazioni africane.”

• Che palette colori hai scelto? E perché?
“Ho optato per un color sabbia che rappresenta la terra, un nero semplice, un arancio fluo che interpreta il colore caldo del sole africano, e un camouflage gold – black mostra come la terra può essere pura e la sua bellezza preziosa.”

• Come ti impegni per salvare il tuo Pianeta?
“Per il pianeta si ricicla, si fa la raccolta differenziata, quindi si cerca di non inquinare l’ambiente buttando cartacce per terra e con le minime cose, per fare in modo che questo problema si risolva il prima possibile.”

Nella foto, Gloria Gallina, 20 anni, stilista al I anno di ITS Machina Lonati

• Su cosa si basa la tua collezione?
“La mia collezione si basa soprattutto sul riciclo dei materiali non biodegradabili, come la plastica e il ferro.”

• Quindi i tuoi tessuti rimandano a qualcosa di ecologico?
“I colori scelti sono il bianco e blu, che richiamano gli oggetti in plastica (bottiglie, borse, vaschette...), il rosso e il nero, richiamano invece il ferro vecchio e arrugginito.”

• Fai qualcosa per prevenire l’inquinamento della Terra?
“Raccolta differenziata e in linea di massima cerco di ridurre al minimo gli sprechi.”

Nella foto, Andrea Gamba, 25 anni, studente di Stilista Tecnologico del corso di ITS

Ormai “les jeux sont faits” e come diceva un’attualissima Coco Chanel: ”La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo".

Serata della Moda 2019, Venerdì 31 Maggio, ore 20:30 presso il Brixia Forum - Vi aspettiamo!!!

Arianna Andreis
I anno del percorso di Stilista Tecnologico

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