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TRASHY FASHION: LA NUOVA FRONTIERA DELLA MODA

Prima di proseguire la lettura di questo articolo prenditi cinque minuti, dimentica l’eleganza, lo charme, gli abiti ricercati e il make up sobrio, dimentica giacca e cravatta e metti da parte tutto quello che pensavi di sapere sulla moda. 


Perché tra poco è estate, e si sa: non c’è periodo migliore dell’estate per un po’ di sano trash!

Nella borsa da mare bisogna fare spazio ad occhiali da sole fosforescenti, gommoni a forma di unicorno, cappellini improbabili e un sacco di brillantini. Ancora non si sa bene il motivo, ma a quanto pare per essere “trash” un po’ di sbrilluccichio è utile qualsiasi sia la situazione.

Nella copertina, outfit trash - Sharon McCutcheon, Unsplash

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Ma cos’è questa tendenza “trash” di cui non si fa a meno di parlare?

Il dizionario Garzanti ci suggerisce che viene definito trash “un prodotto di comunicazione di massa televisivo, cinematografico, letterario ecc. che riflette un gusto scadente, volgare, di infima qualità”; infatti letteralmente tradotto, il significato ci riconduce alla “spazzatura”. 

Ma come fa la “spazzatura” a fare tendenza?
A quanto pare, per gli amanti di questo genere, il “trash” è molto più di sola spazzatura, è un modo di vestire, nonché un modo di vivere; molte persona in effetti si identificano nello stile di vita trash e basano la propria vita su di esso, e bisogna aggiungere che non è semplice trasformare un capo di abbigliamento dal gusto scadente in qualcosa che piace. 

Artisti del “trash” si nasce, non si diventa: questo stile non è per tutti, è un modo di vivere, una spinta interiore, un modo di esprimersi di cui non si è capaci di fare a meno.

Nella foto, Miley Cyrus, la regina dello stile tras, durante una performance

Secondo lo scrittore Tommaso Labranca esistono cinque elementi a cui fare appello quando si ricerca uno stile trash.

Innanzitutto l’antintelletualismo, quindi abbandoniamo la ricerca del sublime, smettiamo di leggere le opere di Kant o di Schopenhauer e inventiamo la nostra filosofia. Questo è il presupposto per essere "trash”: la parola chiave è “libertà di espressione”, libertà di pensiero.

Sotto un certo punto di vista, possiamo dire che questa rivoluzione vestimentaria si avvicini particolarmente al punk, se non fosse per l’esplosione di colori fluo e il mischiarsi dei capi di abbigliamento più improbabili nello stesso look.

Quindi per seguire la Trashy Fashion la contaminazione di più generi e la diversità sono elementi fondamentali: abiti dalle stampe animalier di colori fluo, trucco pesante, parrucche colorate, tacco dodici in spiaggia, nail art elaborate e appariscenti.

Nella foto, una ragazza intenta ad applicare dei brillantini - Hello I'm Nik, Unplash

Quindi possiamo affermare che il Trash non è una tendenza con un andamento logico, con una crescita e uno sviluppo, il Trash non avrà mai un’evoluzione coerente, il trash è incongruenza, un agglomerarsi di elementi diversi, una strada a zig-zag, che va a sfociare nell’incomprensibilità, ed è questo che affascina i giovani e che cattura la loro attenzione.

Un altro principio citato da Labranca è quello del massimalismo, ovvero il porsi un modello da imitare, ma non raggiungere il risultato desiderato, quindi è una cattiva imitazione, quindi un’emulazione fallita, quando si sfocia nel pacchiano e di pessimo gusto.

Nella foto, un tipico "flamingo" - Vicko Mozara, Unsplash

Addentrandoci meglio in questo mondo possiamo affermare che il “Trash” non è qualcosa di interessante e bello, anzi è un qualcosa che si dimentica del significato di “bellezza”. La ragione per la quale è di tendenza è che fa scalpore, attira l’attenzione e fa parlare.

Prendiamo ad esempio le star del mondo della musica, da Lady Gaga, con i suoi look altamente improbabili, come dimenticare il tanto famigerato vestito fatto completamente di carne, indossato in occasione degli MTV Video Music Awards del 2010

Nella foto, Lady Gaga e il suo vestito di carne

Oppure possiamo citare Katy Perry, che in occasione dello scorso Met Gala si è presentata vestita come un lampadario.

Andando avanti con il Trash non possiamo dimenticarci di Miley Cyrus, con i suoi molteplici look in occasione di apparizioni pubbliche, tempo libero e tour mondiali.

Miley, dopo il suo radicale cambiamento, infatti, è considerata la regina dello stile trash con vestiti asimmetrici ricoperti di paillettes colorate, abiti a forma di occhio, di bocca, biancheria intima succina a vista, talmente striminzita da coprire giusto quello che è obbligo coprire, così come un atteggiamento e delle movenze provocatorie e discutibili.

Giulia de Steinkhul
I anno del percorso di Marketing e Comunicazione per le Imprese di Moda


Nella foto, Miley Cyrus al party di Moschino e Jeremy Scott nel 2014

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