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Il ”pianeta moda” di Prada

Storia di un marchio di rilevanza globale

Ph: in copertina Winnie Harlow alla SS20 Womenswear dello scorso settembre 2019 _ Photo Credit: Prada
 

Il marchio Prada è legato alla parola mondo per più di una ragione: è un brand di risonanza mondiale in grado di influenzare e coinvolgere persone di qualsiasi etnia e classe sociale, provenienti da ogni angolo del globo; inoltre, vi sono più pianeti che danno vita al marchio Prada: l’abbigliamento femminile e maschile, gli accessori, l’ottica, la profumeria e la telefonia. A questo elenco vanno aggiunti anche l’arte e il cinema, grazie all’istituzione di Fondazione Prada nel 1995.

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Ph: negozio storico di Prada nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano


Prada è una griffe che ha più di un secolo. Nel 1913 Mario e Martino Prada aprirono il negozio “Fratelli Prada” nella Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Al tempo vendevano prodotti di pelletteria, articoli da viaggio, inusuale oggettistica ed accessori. Il marchio cambiò volto e prese vita dopo l’arrivo in azienda della nipote di Mario Prada, Miuccia Prada. Grazie a lei, e al marito Patrizio Bertelli, il marchio estese la produzione all’abbigliamento.

Fin dalle prime collezioni presentate attraverso le sfilate del 1988 in via Melzi d’Eril, Miuccia ha manifestato la sua personale interpretazione estetica lasciando una impronta di particolarità ed unicità che ha fatto entrare Prada di diritto nella top-ten dei brand di Fashion Luxury.

Dal periodo Rococò, seguendo il motto “Far vedere ed essere visti” tutt’ora in vigore, la moda è stato ed è il mezzo di vanità per eccellenza, finalizzato all’esibizione della ricchezza e del potere stretto fra le mani di piccoli gruppi di persone privilegiate.
Prada si posiziona da sempre come un marchio d’élite, tuttavia, cerca di parlare ad una clientela più estesa che vive la normalità della vita quotidiana.

Ph: Liu Wen on Prada Fall Winter 2018


La poetica della stilista è una presa di posizione che pacificamente si oppone all’obbligo (apparentemente) socialmente sentito di raggiungere una bellezza patinata a tutti i costi, di ottenere e ostentare un corpo armonico che rispetti determinati standard di bellezza (90-60-90), che sia fasciato da abiti che siano manifestazione di ricchezza e di successo.

Miuccia Prada veste le sue donne con abiti disarmonici ed azzarda negli accostamenti. È lei stessa ad ammettere che le sue collezioni seguono un ideale di bellezza che si avvicina a ciò che comunemente viene definito brutto. Dal 1988 quando le modelle statuarie sfilavano timidamente a braccia conserte, gli abbinamenti messi in campo da Prada hanno sempre destato scalpore: il colore lilla associato al marrone, rosa accostato al giallo, un’ampia varietà di pattern che convivono in più strati di abiti, cappelli d’ispirazione antica su capi moderni, calzettoni adatti alla comodità del “viver la propria casa” su scarpe con il tacco.

La sperimentazione estetica delle scelte stilistiche di Miuccia Prada, legata all’apparire, all’esteriorità, cela in realtà un’esigenza profonda di ribellione rispetto a ciò che per il femminile sembra un obbligo diffuso: l’adeguarsi alla bellezza imposta dall’esterno, ad ogni costo.

Prada pone un’alternativa ai preziosi tessuti dell’Alta moda: il nylon

Ph: da sinistra a destra _ Winnie Harlow sulla passerella di Prada Spring/Summer 2020 (MFW, settembre 2019); Chiara Ferragni prima di Prada Spring/Summer 2017 (MFW, settembre 2016).


Alla fine degli anni '70 la signora Prada decise di produrre con il nylon le borse e gli zainetti neri divenuti leitmotiv dell’azienda. Il cosiddetto Pocono (approfondisci qui), dai filamenti sottili, trovato per caso su un catalogo per prodotti militari, divenne il materiale prediletto del marchio.

Il nylon utilizzato nell’Alta moda rappresentò una rivoluzione del costume, poiché Prada non era e non è una sottocultura che cerca di porsi come alternativa alla regola delle classi gerarchiche: Prada possiede ancora oggi il potere di influenzare le persone a livello globale e nonostante ciò propone un tipo di estetica diversa da quella dell’esibizione di ricchezza e prestigio propria di buona parte dei brand che propongono beni di lusso.
Il rifiuto di Prada di inseguire standard narcisistici di bellezza e sensualità non contiene rabbia: possono essere seguiti ed apprezzati, purché questo accada per propria volontà.

Ph: Willow Smith presenta la collezione Autunno/Inverno 2019/2020 di Linea Rossa nelle fermate della Central Line della metropolitana di Londra


Come si afferma nell’intervista Miuccia Prada: the Vogue interviewPrada porta una rivoluzione simile a quella che portò il Dadaismo, con Fontana di Marcel Duchamp. Attraverso i ready made l’arte, concepita come disciplina per gruppi d’artisti, intellettuali o d’élite, comunicò con la gente comune mediante l’utilizzo di oggetti quotidiani, che acquisirono nuovo significato e dignità. La stessa cosa fa Prada utilizzando il nylon: lo eleva a materiale di Alta moda, rendendo il lusso più vicino alla vita di ogni giorno.

Il marchio Prada ha risonanza universale ed è non solo fenomeno moda, dell’apparire, ma soprattutto interiore, dell’essere, poiché entra nel profondo della sensibilità umana che da sempre si confronta con gli ideali imposti dalla cultura.

Arianna Pagani
Studentessa del I° anno del percorso Stilista Tecnologico


Bibliografia:
G.L. Paracchini, Vita Prada. Personaggi, storie e retroscena di un fenomeno di costume, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2009 
S.Gnoli, MODA. Dalla nascita della haute couture a oggi, Roma, Carocci, 2019 
Miuccia Prada: the Vogue interview, British Vogue, 18 marzo 2018 

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