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Matteo Ward: challenge the status quo!

Sorriso contagioso, cappellino da baseball di rito e entusiasmo nel raccontare, a tanti ragazzi incantati, la propria storia che profuma di tenacia, incontri speciali, un pizzico di pazzia e tanta determinazione nell’essere noi stessi il cambiamento.

Matteo Ward, uno degli imprenditori più importanti del settore green della moda, infatti, non si lascia andare a toni malinconici nell’illustrare i numeri dell’industria del fashion, una tra le più inquinanti al mondo, grazie alla grande fiducia che ripone nella “nostra generazione”, nella speranza per il futuro e, in quello che lui stesso definisce, “il fuoco negli occhi dei giovani”.

 

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Sustainability is not a thing to do. It’s a thing to be.

Wrad, il brand che Matteo Ward ha fondato nel 2015 con Victor Santiago e Silvia Giovanardi, infatti, è l’esempio di come l’uomo può creare se stesso nel tempo e nello spazio in cui vive, in connessione con i fattori con cui dialoga e si scontra ogni giorno.

Ma cosa significa la parola Wrad?
Il significato di “wrad” è duplice. In primo luogo, il termine indica una persona che non accetta passivamente lo status quo e, anzi, si impegna per essere parte attiva di un cambiamento positivo. Mentre, in seconda battuta, indica qualcosa che è grezzo, naturale e vero, e allo stesso tempo radioso, magnifico e coinvolgente.

Questo termine descrive perfettamente ciò che Matteo ci ha raccontato, il suo percorso e, soprattutto, il suo messaggio.
Wrad, infatti, è più di un brand: uno stile di vita, un pensiero e un progetto che vuole portare consapevolezza e trovare risposte a grandi domande.
Circolarità, tracciabilità, trasparenza della filiera e un prodotto che abbia uno scopo e diventi un servizio sono le caratteristiche fondamentali del marchio che produce capsule collection di abbigliamento per un “livable change” creata con tessuti e metodi controllati. Il core product del brand è la Graphi-Tee, una t-shirt basica, tinta con polvere di grafite di scarto, che diventa la tela su cui si sviluppano progetti, collaborazioni con grandi brand come Ferragamo e il concept store Penelope (Brescia), e evoluzioni, oltre che del prodotto, della stessa filosofia del marchio.

Il percorso di Matteo Ward, italoamericano poco più che trentenne, inizia nel 2008 grazie ad un incontro casuale che lo mette sulla strada di un manager della fiorente Abercrombie&Fitch, un colosso del retail nella sua fase di massima espansione, con negozi in fase di lancio in ogni angolo del mondo. Matteo viaggia, si confronta con nuove sfide ed entra in contatto con una realtà aziendale in continuo mutamento e dove le domande da porsi sono tante e complesse.

La grande svolta nella vita di Matteo Ward arriva con un episodio tragico che lo colpisce come un’onda d’urto e causa in lui un profondo cambiamento. Il 24 aprile 2013, infatti, in Bangladesh, crolla il Rana Plaza, un grande edificio commerciale che contiene centinaia di manifatture tessili e dove perdono la vita oltre 1000 persone.
Matteo si interroga sull’etica del lavoro e sulle condizioni imposte dalle industrie del fast fashion. Così si licenzia e, con un collega e amico fotografo, si imbarca in un viaggio per l’Europa, una pazzia visionaria, che li porta a diffondere un messaggio educativo sulla sostenibilità e sul rapporto dell’industria dell’abbigliamento con tutti gli elementi naturali e le persone.

Un viaggio che rappresenta la base del progetto Wrad, in continuo divenire, l’evoluzione di una ricerca consapevole che parte dall’analisi del passato per rispondere all’urgenza di cambiamento del presente in maniera cooperativa e propositiva.

Dall’incontro con Matteo Ward traspare un personaggio eclettico, una persona “ordinaria” con progetti straordinari, la cui immagine da giovane visionario stride con la praticità e concretezza delle sue parole.

Matteo Ward è sostenibilità

La sostenibilità è un tema che sta contaminando ormai tutti i settori, capovolgendo il sistema esistente e inserendo il capitale umano e quello naturale all’interno dell’equazione aziendale. Non è più possibile prescindere dall’affrontare questi problemi e trovare, ognuno a proprio modo, una risposta concreta.
Ward, quindi, individua tre temi chiave da sviluppare per intervenire sul tema della sostenibilità: need to, want to e how to, cioè necessità, volontà e metodo. Lui, ad esempio, è diventato un player attivo nell’organizzazione del White, curandone la sezione dedicata alla sostenibilità e offrendo uno spazio ad università, designer e aziende per incontrarsi e sviluppare, in sinergia, dei progetti innovativi. Lo stesso brand Wrad basa la propria produzione sul recupero dell’artigianalità tradizionale e dei prodotti di scarto per creare qualcosa di nuovo: una t-shirt tinta con la grafite totalmente eco-friendly ed ispirata a tecniche antiche perché sometimes we have to take a step back to move forward.

Matteo Ward è ricerca, studio e riflessione
Proprio la ricerca di tecniche antiche, lo studio approfondito delle filiere e dei materiali, la curiosità verso l’innovazione e la riflessione sui problemi ambientali, ha portato Matteo a grandi momenti di analisi critica della realtà e a porsi domande. 
Per questa continua analisi Wrad è un’evoluzione continua non solo di prodotto, ma anche di progetto e di pensiero. Le aziende del lusso e del fast fashion hanno avuto un enorme impatto a livello sociale ed ambientale creando un’emergenza diffusa.
Matteo Ward è comunicazione
Nel corso del suo intervento, Matteo ha sottolineato più volte come la sostenibilità, troppo spesso, sia poco coinvolgente, poco cool e senza identità e, da qui, la necessità di definire a livello comunicativo la sintesi di uno stile di vita con un messaggio chiaro, anche a livello visuale. Così è nato il percorso con Victor Santiago, fotografo e cofondatore di Wrad, che ha dato colore e immagine ad un’idea astratta.
Grazie all’uso di canali popolari e universali, come Instagram, questo messaggio è diventato di facile comprensione da parte di tutto il pubblico. Il brand, infatti, ha basato il proprio sviluppo su attività sociali ed educative, incontri con le scuole e dialogo. Un format chiaro e accattivante che ha permesso di sviluppare una community senza ancora avere un prodotto reale da vendere.

Matteo Ward è un nuovo modo di fare business

Il mondo della moda, oggi, è principalmente basato su messaggi aspirazionali e capacità di fare branding e, proprio questo, ha permesso a Wrad di capovolgere il paradigma del mondo della moda con un messaggio ancora più forte del prodotto stesso, incarnazione di valori etici che sfondano le barriere del design per abbracciare la società. Una crisi del paradigma che, secondo Matteo, modificherà completamente il modo di fare business nei prossimi anni grazie ad una selezione “naturale” dei marchi in grado di adattarsi, reinventarsi e sopravvivere e quelli che, stagnando nelle loro idee, non saranno in grado di comprendere l’importanza del cambiamento. Citando proprio Ward, infatti, “il sistema moda tradizionale è morto, ma nessuno glielo ha ancora detto”.

Matteo Ward è rapporto con le persone e con il mondo

La mission di Matteo Ward nel suo lavoro e nella sua vita è chiara: costruire oggetti polifunzionali in grado di sostenere i bisogni del mondo. Così si impegna principalmente su due fronti: l’educazione e la produzione di abbigliamento.
La forza dell’imprenditore, infatti, nasce proprio dal contatto con la gente, gli studenti, le persone per strada con cui scambiare qualcosa, un messaggio, un pensiero e avere un contatto con il consumatore rendendolo consapevole e informato. Dall’altro lato, Ward, invece, si occupa della produzione di un prodotto etico e bello e tenta di superare l’ostacolo di accessibilità rappresentato dal prezzo dell’abbigliamento prodotto in maniera sostenibile. Wrad e la sua filiera, infatti, stanno cercando di abbattere i costi e i partner di ridurre i margini affinché i prodotti possano competere con altri capi.

Le ore passate con Matteo Ward, la sua competenza e passione, non possono che essere di grande ispirazione per tutti noi che studiamo, lavoriamo e viviamo in un mondo che cambia incessantemente.

Ph: Alice Cherubini e Matteo Ward


“Design has become the most powerful tool with which man shapes his tools and environments and, by extension, society and himself.”
Papanek (1985)


Ricerca, sviluppo e innovazione permettono di colpire la società e di perseguire “ciò che ci smuove dentro”, anche a costo di andare contro il pensiero comune, sconvolgere lo status quo ed inseguire un sogno che, nel caso di Matteo, è in realtà un bisogno. La sua necessità è quella di comunicare l’importanza di privarci di qualcosa oggi per salvaguardare il nostro domani e riportare persone e natura al centro.
Matteo, con tono fiero e tranquillo, ha sottolineato l’urgenza di questo cambiamento che deve coinvolgere tutti, proprio a partire dalla moda. Il suo progetto, a dir poco ambizioso e d’ispirazione, raccoglie esperienze diverse, personalità che si completano e che condividono con partner e aziende un’idea comune: comunicare valori per migliorare il nostro rapporto con il pianeta e con la realtà che ci circonda.

Alice Cherubini

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