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LE SNEAKERS NELL’NBA

Regole "fashion" da red carpet.

Per raccontare questa storia dobbiamo tornare a circa 30 anni fa, quando David Stern, avvocato, businessman e dirigente sportivo, prende in mano le redini dell’ambito mass-media dell’NBA e la rende ciò che oggi conosciamo tutti.

Il basket negli USA​, ora come allora, ​è considerato un momento di spettacolo​, partendo dall’arrivo dei giocatori nei palazzetti, che sembra una catwalk, fino alla fine della partita, e come tutti gli spettacoli, include svariate ​regole​, comprese quelle per l’abbigliamento e per le sneakers da indossare.

Tra queste, c’è anche quella sull’​abbinamento cromatico​, secondo la quale i giocatori possono indossare esclusivamente sneaker del colore della divisa della franchigia a cui appartengono, e dovrebbero addirittura essere tendenti ai colori delle calzature degli altri membri della loro squadra.

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Ph: 1984-85 Michael Jordan Rookie Game Worn & Signed Rare Black-Toed Air Jordan


Chiaramente ​Nike ne è al corrente​, ma in quanto colosso dal valori di diversi milioni, già al tempo, ​produce lo stesso il primo paio di Air Jordan per Michael Jordan in rosso e nero.​ Le scarpe, di conseguenza, ​vengono bandite​, e il brand le rivende al mercato descrivendole come ​“le prime scarpe ad aver portato il colore nell’NBA”​.

Questa, secondo la storia, è la prima sneaker (da gioco) prodotta per lo streetstyle che per il parquet.


Seguono le pubblicità per Air Jordan, dalla prima del 1986 e fino al 2017.

Ph: KAWS x Jordan IV, indossate da Gary Payton


Da quel giorno di tempo ne è passato parecchio, e di sneakers ne abbiamo viste di tutti i colori, nel vero senso del termine.

Qualche anno fa, Gary Payton, attualmente negli Washington Wizards, ma al tempo nei Milwaukee Bucks, ha deciso di indossare le KAWS x Jordan IV, riportando a galla la discussione su questa regola, dove tutti si dividevano tra chi fosse convinto che ​se una scarpa è stata prodotta per giocare, è giusto che si usi per giocare​, mentre dall’altra parte c’era chi affermava che ormai è una gara a chi indossa la sneaker più particolare per attirare l’attenzione.

Ph: la Yeezy 750 Boosts​ indossate da Nick Young


I problemi legati alle sneakers continuano se pensiamo che c’è addirittura chi sceglie, per giocare, una sneaker secondo criteri di bellezza e non di produttività. Questo è il caso di Swaggy P, ovvero Nick Young, che ha addirittura firmato il contratto con Adidas e ha optato per le ​Yeezy 750 Boosts​, firmate Kanye West, ​rischiando di infortunarsi​ durante il gioco non essendo scarpe performanti. Lo stesso giorno Young ha avuto l’opportunità di fare un assist a Kobe Bryant, scherzando sul fatto che fosse stato proprio grazie alle sue Yeezy.

Ridendo e scherzando, le sneakers nel mondo del basket sono e saranno al centro dell’attenzione ancora per molto, per cui possiamo solo rimanere a guardare come si evolverà la situazione, godendoci lo spettacolo.


Benedetta Venieri
II anno del percorso di Marketing e Comunicazione per le Imprese

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