I NOSTRI DIPARTIMENTI
Foto di copertina: Ildebrande Bevere durante una lezione - © ITS Academy Machina Lonati
Secondo la definizione moderna della Commissione Europea per autoimprenditorialità si intende “la capacità di agire come imprenditori di se stessi, ovvero in modo proattivo, autonomo e responsabile, trasformando competenze, idee e opportunità in valore economico e sociale, anche al di fuori dell’imprenditoria tradizionale”.
Oggi, infatti, l'imprenditore non è più soltanto la figura che costruisce l'azienda o genera un prodotto dal nulla. Possiamo definire imprenditore chi possiede proprio un mindset imprenditoriale, cioè un “atteggiamento mentale che porta una persona a individuare opportunità, affrontare l’incertezza e creare valore, trasformando idee e problemi in soluzioni concrete, in qualsiasi contesto professionale” secondo quanto riportato dall’Entrepreneurship Competence Framework 2016 della Commissione Europea.
Insomma, un imprenditore deve possedere una serie di caratteristiche che può sviluppare, allenare, migliorare e che può applicare non solo nella propria azienda, ma anche all'interno dell’attività di startupper, in una multinazionale, come manager oppure nella propria vita personale.
Abbiamo chiesto a Ildebrande Bevere, docente del percorso di Manager della Sostenibilità di ITS Academy Machina Lonati, di aiutarci a inquadrare un po’ meglio questo tema di cui lui si occupa direttamente nel corso e di guidarci a comprendere meglio la centralità di questa disciplina per i professionisti di domani. Ingegnere e manager, responsabile di progetti complessi legati all’ingegneria di processo, il professore opera in contesti internazionali e ha esperienza nei settori dell’ingegneria industriale, dell’energia, della sostenibilità e dell’innovazione digitale.
Nella foto: una lezione del corso del professor Bevere - © ITS Academy Machina Lonati
Perché oggi l’autoimprenditorialità è un argomento centrale nelle aule e nel dialogo con gli studenti?
“Perchè è senza dubbio una competenza necessaria! Il lavoro è sempre più fluido e non lineare: pensiamo ai freelance, alle carriere ibride, ai project work. Il digitale, inoltre, apre continuamente nuove opportunità di mercato, di visibilità e di collaborazione tra aziende e professionisti e di conseguenza cresce l’esigenza di adattabilità, autonomia e apprendimento continuo. L’imprenditore di se stesso, nell’accezione più ampia e complessa del termine, è un problem solver in grado, grazie alle sue skills, di individuare bisogni reali, analizzare contesti complessi, ma soprattutto di trasformare problemi in soluzioni e opportunità concrete”.
Quindi quali sono queste skills?
“La prima competenza in assoluto è la resilienza: la capacità di reagire e di sostenere gli stress che viviamo quotidianamente, sia a livello lavorativo che privato.
Poi ci sono la creatività e la predisposizione ad apprendere, elementi chiave per continuare a rinnovarsi e generare soluzioni originali in un contesto in costante cambiamento.
Non dimentichiamo la vision, ovvero l’attitudine ad immaginare scenari futuri. Questa non rappresenta un punto d'arrivo, ma una traccia, un indirizzo. La vision è un po’ come il leader del gruppo, la figura che ispira e che ti mostra la strada, ma non ti obbliga a seguirla. Leadership e vision, infatti, sono elementi che si intrecciano nell'autoimprenditorialità.
Un altro elemento interessante è il senso critico, cioè l’abilità di analizzare informazioni, valutare alternative, compiere decisioni consapevoli e fare autoanalisi. Il senso critico, insieme alla proattività, cioè la capacità di prendere iniziativa, cogliere opportunità e agire prima che si renda necessario, permette di comprendere l’importanza del confronto e della collaborazione, soprattutto all’interno di un team”.
Nella foto: il professor Bevere in aula - © ITS Academy Machina Lonati
Tutte queste skills sono protagoniste del modulo che il professor Bevere porta in aula insieme a diversi ospiti esterni che, grazie ai propri racconti personali e professionali, permettono agli studenti di comprendere come i diversi aspetti analizzati nella teoria siano elementi essenziali nel successo di ognuno di loro.
C’è un aspetto che ritieni particolarmente importante che i ragazzi sperimentino in aula per riuscire a raggiungere il successo?
“Senza dubbio il lavoro insieme: all’interno delle mie lezioni, quest’anno ho costruito tre gruppi caratterizzati da diverse competenze con l’obiettivo di immaginare progetti e riflettere attraverso stimoli differenziati e con una contaminazione di competenze importantissima per il mondo del lavoro”.
All’interno del percorso di Manager della Sostenibilità, infatti, il docente ha proposto ai ragazzi una sfida: suddivisi in gruppi eterogenei, per competenze hard e soft, si sono occupati di identificare soluzioni innovative per risolvere problematiche comuni e prepararne il modello di business attraverso il Canvas Modeling, la SWOT Analysis, l’analisi di mercato e il business plan.
Sono emerse idee strettamente correlate al concetto di sostenibilità quale modello di promozione di uno stile di vita sano, riduzione degli sprechi, centralità della persona ed etica. Tra le proposte, un'app per migliorare la fruizione di servizi e spazi comuni all’interno di campus e studentati, la gamification utilizzata per contrastare il fenomeno della dipendenza digitale e l’Intelligenza Artificiale applicata alla creazione di ecosistemi integrati in grado di coniugare alimentazione, attività fisica e prodotti del territorio.
Nella foto: una studentessa del corso di Autoimprenditorialità - © ITS Academy Machina Lonati
“Il mio obiettivo personale come docente, anche dal punto di vista etico, è quello di trasferire ai miei studenti l’importanza della collaborazione tra loro, ma anche con tutte le persone che incontrano lungo il loro percorso. È importante che arrivino nel mondo del lavoro con l’idea di essere collaborativi e non competitivi, altrimenti il lavoro quando te lo insegna lo fa con le maniere forti”.
Un corso, quello di Autoimprenditorialità tenuto dal professor Bevere, che ha un obiettivo chiaro: permettere ai ragazzi di riscoprire i valori fondamentali per inserirsi nel mondo del lavoro con successo. Come? Insegnando loro a costruirsi un percorso proprio, ispirandoli ad essere imprenditori di se stessi e a perseguire idee innovative con tenacia, spronandoli ad uscire dalla comfort zone e dallo schema che caratterizza diversi contesti professionali contemporanei.